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Traumi muscolari diretti


Le lesioni muscolari si verificano per le cause più diverse, nonostante siano frequenti soprattutto nello sport, potendo colpire qualsiasi tipologia di individuo, a prescindere da età, sesso, abitudini, stile di vita e peso corporeo.

Vengono classificate in traumi diretti ed indiretti: quelli diretti avvengono più frequentemente negli sport di contatto, per esempio rugby, calcio e pallacanestro, mentre quelli indiretti nelle discipline sportive individuali , come il tennis e l’atletica leggera.
Nel trauma diretto ( forza agisce sul muscolo) la lesione varia dalla semplice contusione fino alla rottura muscolare in base allo stato di contrazione del muscolo ed in funzione della violenza del trauma; generalmente i muscoli più colpiti sono i gemelli, il quadricipite ed il deltoide.
Nel trauma indiretto (assenza di contatto diretto contro una forza traumatica) si considera una disfunzione neuro-muscolare. I muscoli più colpiti sono gli ischi-crurali ed il bicipite branchiale ed a tale categoria appartengono le contratture, gli stiramenti e gli strappi.
In entrambe le lesioni da trauma diretto ed indiretto, si delineano molteplici fattori predisponenti intrinseci (carenza di allenamento, affaticamento muscolare, squilibro muscoli antagonisti e agonisti, età) ed estrinseci (situazioni climatiche o/e ambientali).

Essendo il tessuto muscolare vascolarizzato si crea ordinariamente un ematoma, il quale può essere intramuscolare o intermuscolare: nel primo caso l’ecchimosi è delimitato da una fascia muscolare intatta, manifestandosi nell’individuo con impotenza funzionale e dolore; nel secondo caso invece, se la fascia muscolare è lacerata, esso si estende negli spazi interstiziali ed interfasciali, causando un non aumento di pressione all’interno del muscolo interessato.

Traumi diretti: contusione


È un trauma dei tessuti sottocutanei, causato da una forte pressione oppure da un urto, con possibile rottura dei capillari.
In base alla diminuzione dell’ampiezza del movimento muscolare che viene provocata dal trauma si classifica in tre gradi differenti:
Grado lieve: lo spettro del movimento post- traumatico consente di procedere oltre la metà dell’ampiezza totale.
Grado moderato: non è consentito raggiungere la metà e l’ampiezza del movimento è pari ad 1/3.
Grado severo: lo spettro del movimento è ridotto ed inferiore a 1/3.

Traumi indiretti: contrattura, stiramento, strappo


Contrattura: alterazione diffusa del tono muscolare (il muscolo non riesce più ad allungarsi in maniera adeguata) che può derivare da disturbi posturali, dalla tensione emotiva o da uno sforzo muscolare eccessivo durante l’attività sportiva. Essa non provoca nessun tipo di danno anatomico.
Stiramento: provoca un dolore immediato, acuto e ben localizzato ma anche impotenza funzionale; è causato da un allungamento eccessivo del muscolo ma non danneggia l’integrità delle fibre; sono presenti delle anomalie biomeccaniche.
Strappo: lacerazione di un numero variabile di fibre muscolari, associata da dolore acuto e violento nel corso di una disciplina sportiva; può compromettere l’elasticità e la funzionalità del muscolo e, a seconda della quantità lacerata, viene classificato in quattro stadi diversi:
Primo stadio: rottura di qualche fibra ma nessun coinvolgimento delle strutture di sostegno.
Secondo stadio: rottura di un numero maggiore di fibre muscolari con iniziale coinvolgimento delle strutture di sostegno; non vi è la presenza di ematomi.
Terzo stadio: rottura di un numero elevato di fibre, lesione del tessuto connettivo di sostegno e presenza di ecchimosi.
Quarto stadio: rottura muscolare completa.
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