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La pressione sanguigna


La pressione sanguigna o pressione arteriosa è la pressione generata dal cuore ed esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie dal ventricolo sinistro alla aorta. Infatti, a ogni battito corrisponde un innalzamento della pressione, che quindi è collegata al corretto scorrimento del sangue nei vasi.

Si misura in millimentri di mercurio con uno strumento chiamato sfigmomanometro e si possono avere due dati l’uno estremo all’altro: la pressione sistolica e la pressione diastolica. Quella sistolica corrisponde alla pressione massima che il sangue ha quando è pompato nelle arterie, ovvero il momento della sistole ventricolare. Quella diastolica coincide con la pressione minima perché è propria del sangue quando rientra passivamente nelle camere a riposo del cuore (atri e ventricoli) durante il momento della diastole.
Un esempio di pressione collegata alla circolazione sanguigna è nella ramificazione delle arterie perché si può vedere come la pressione diminuisca man mano che le arterie diventano arteriole e poi capillari. Infatti aumenta il numero di vasi le cui pareti esercitano l’attrito sul sangue che scorre, in questo modo diminuisce anche la velocità del sangue che quindi, quando arriva ai capillari, ha un flusso quasi nullo, il che lo rende un sistema vantaggioso per lo scambio di sostanze, come acqua e ossigeno, dalle cellule al sangue e viceversa.

I valori ottimali della pressione sono tra 120 e 80 mmHg, ma dipendono anche da temperatura, tensione psichica, attività fisica, età e sesso: ad esempio, un uomo ha solitamente una pressione arteriosa leggermente superiore a quella di una donna della stessa età. E non solo, ma può subire oscillazioni anche nell’arco di una giornata: è dimostrato che è più bassa durante il sonno e nelle prime ore del mattino.

I bambini hanno un battito cardiaco molto particolare perché ad una frequenza molto più ampia del normale che si conforma a quella dell’adulto solo intorno ai 18 anni. Ancora al sesto anno di vita la frequenza cardiaca è più veloce di circa 15-20 battiti al minuto rispetto a quello dell’adulto, sia a riposo che durante l’attività fisica. Anche per quanto riguarda la respirazione abbiamo una specificita molto evidente dei bambini, perché durante l’infanzia la capacità respiratoria è ridotta e quindi non può apportare grandi quantità di ossigeno. Per compensare questo gli atti respiratori di un bambino per esempio a 7 anni sono circa 30 al minuti, contro i 12-16 ordinari e in effetti, pur essendo provvisto di una notevole capacità aerobica, si stanca facilmente. Per questo per il periodo di sviluppo sono da evitare sforzi intensi e deve essere posta particolarmente attenzione ai tempi di recupero e all’educazione della respirazione.
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