Il gioco della pallavolo fu inventato nel 1895 da William Morgan, professore statunitese di educazione fisica in un collegio del Massachusetts. Il suo obiettivo era di impegnare i suoi studenti nei mesi invernali, quando il baseball non poteva essere praticato. Fu un altro professore di educazione fisica, Alfred Halstead, a suggerire il nome volleyball.
In Europa la pallavolo fu portata dai soldati americani nel corso della prima guerra mondiale. In Italia la Federazione Internazionale di Pallavolo nacque nel 1947. Bisogna aspettare il 1964, a Tokyo, per vedere la pallavolo alle olimpiadi.
Attualmente la pallavolo è lo sport più praticato a scuola, sopratutto a livello femminile.

Le regole del gioco


La pallavolo è un gioco di squadra che non prevede il contatto diretto fra i giocatori, disposti in campi separati da una rete. Lo scopo del gioco è quello di far cadere la palla nel campo avversario facendole oltrepassare la rete: in questo modo si segna un punto. Per far cadere la palla nel campo avversario ogni squadra ha a disposizione un massimo di tre tocchi. Anche se il regolamento prevede che si possa colpire la palla con qualsiasi parte del corpo, compreso il piede, la pallavolo viene giocata prevalentemente con le mani. Il gioco inizia con la battuta, con il cui il pallone viene lanciato sopra la rete verso il campo avversario. Per vincere la partita, una squadra deve vincere 3 set. Un set è vinto dalla squadra che per prima segna 25 punti, con almeno 2 punti di scarto. Nel caso di parità di set vinti, si gioca il quinto set al meglio dei 15 punti.
Il pallone è leggero, pesa solo 260-280 grammi, e ha una circonferenza di 65-67 centimetri.

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