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Muscoli agonisti e muscoli antagonisti


I muscoli del nostro corpo possono permettere una grande varietà di movimenti ma ciò significa che, durante alcuni spostamenti, inevitabilmente due muscoli in posizione diversa ed opposta si troveranno a “competere” tra loro, uno “tirando” un segmento del corpo in una direzione e l’altro “allungandosi” per permettere lo spostamento: i due muscoli vengono rispettivamente definiti
“agonisti” ed “antagonisti”. Dal momento che il muscolo non può compiere il movimento contrario a quello cui e deputato, i muscoli lavorano a coppie.
Nei muscoli che lavorano “in coppia” non esiste un muscolo sempre agonista ed un altro sempre antagonista: in un dato movimento uno sarà agonista e l’altro antagonista e viceversa nel movimento opposto. Affinché sia possibile il movimento, appare quindi chiaro che quando gli agonisti si contraggono gli antagonisti devono rilasciarsi necessariamente: la contrazione di un antagonista andrebbe infatti a contrastare il movimento dell’agonista, sfociando in un movimento impossibile o comunque molto faticoso ed inefficiente.

Muscoli Agonisti

•Questi muscoli causano il movimento. Creano la normale gamma di movimento in un’articolazione
contraendosi. Gli agonisti sono i muscoli responsabili per primi della generazione del movimento.

Muscoli Antagonisti

•Questi muscoli agiscono in opposizione al movimento generato dagli agonisti e sono responsabili del ritorno dell’arto alla posizione iniziale.
I muscoli antagonisti sono controllati da particolari circuiti riflessi a livello del midollo spinale, che si occupano della loro eccitazione o inibizione in risposta ad un eventuale rilasciamento o contrazione dell’agonista, cosicché i due muscoli lavorano sempre in modo opposto.
E’ semplice, a questo punto, capire quali siano i principali gruppi muscolari antagonisti:
pettorali e dorsali
quadricipiti e femorali
bicipiti e tricipiti
Agonista ed antagonista formano la cosiddetta muscolatura antigravitaria, che consente di mantenere l’equilibrio e la postura.
Ad esempio, il quadricipite provoca la distensione (estensione) dell’arto inferiore ed ha come antagonisti i muscoli flessori che consentono di piegarlo; nell’arto superiore, invece, un esempio di
muscoli antagonisti sono il bicipite brachiale ed il tricipite, proprio per la loro azione opposta sulla flesso-estensione del braccio.
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