Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • In caso di morso di vipera, è fondamentale mantenere la vittima immobile e applicare una legatura sopra il morso per rallentare la diffusione del veleno.
  • L'Amanita phalloides è il fungo più pericoloso, con sintomi di avvelenamento che possono manifestarsi da 8 a 40 ore dopo l'ingestione, portando a conseguenze gravi e morte.
  • Le intossicazioni da altri funghi, come l'Amanita muscaria, si manifestano rapidamente e richiedono purganti e abbondanti bevande non alcoliche.
  • In caso di perdita di conoscenza, è importante sdraiare la persona con la testa più bassa e coprirla, contattando immediatamente un medico.
  • Nel trasporto di un ferito, è essenziale evitarne il movimento se non necessario e, se obbligatorio spostarlo, farlo con cautela mantenendolo sempre sdraiato.

Indice

  1. Primo soccorso per morsi di vipera
  2. Pericoli dell'amanita phalloides
  3. Intossicazioni da altri funghi
  4. Gestione della perdita di conoscenza

Primo soccorso per morsi di vipera

Durante le passeggiate in montagna può ca¬pitare di essere morsi dalla vipera.

Come cura immediata occorre far sdraiare la vittima e tenerla immobile per rallentare la circolazione del sangue e la diffusione del veleno. Quindi si applica una legatura all’arto alcuni centimetri sopra il morso e con un coltello sterilizzato (è sufficiente far passare la lama sopra una fiamma) si pratica una incisione a X in corrispondenza di ciascuna delle due impronte lasciate dai denti velenosi; poi si succhia il sangue che esce dalle ferite e lo si sputa via. Questa manovra non è pericolosa se sulle labbra o in bocca non sono presenti piccole ferite. Occorre continuare a succhiare il sangue per circa un’ora allentando la fasciatura ogni quarto d’ora per stringerla poi di nuovo.

In ogni caso bisognerà trasportare molto velocemente il paziente dal medico che provvederà a praticare l'indispensabile iniezione antivipera (sarebbe meglio portare con sé questo siero ogni volta che si intraprende una passeggiata.

Pericoli dell'amanita phalloides

Il più temibile, cui va imputata la quasi totalità dei casi di morte per funghi, è VAmanita phalloides, molto diffusa nei boschi, d’estate e d’autunno, nelle sue diverse forme e varietà. Venti grammi di fungo fresco sono già una dose letale per un uomo di costituzione media. L’intossicazione causata si manifesta tardivamente, da otto a quaranta ore dopo l’ingestione dei funghi. Inizia con vomiti, diarrea, sudorazione abbondante e conseguente sete insaziabile; raffreddamento delle estremità, crampi ai polpacci, orbite incavate, volto pallido e tirato, polso impercettibile e infine rantolo, paralisi, spasmi convulsi e morte. Tutto questo nel giro di dieci-venti giorni.

Intossicazioni da altri funghi

Altri funghi (come ad es. Y Amanita muse aria detto « Ovulo malefico ») provocano danni al sistema nervoso, ma la loro intossicazione è meno grave della precedente e si manifesta presto (da mezz’ora a quattro ore dopo il pa¬sto); si cura somministrando purganti e bevande in abbondanza, escluse quelle alcooliche).

In ogni caso, una cura appropriata esige che si conosca a quale specie appartengono i fun¬ghi ingeriti dall’intossicato (e lo si può fare anche controllando i residui dei funghi buttati nelle immondizie, gli avanzi della mensa o il contenuto del vomito stesso).

In attesa del medico, si può sempre somministrare al paziente un purgante o, in caso di forti dolori addominali, dell’olio di ricino. Sono utili anche bevande come latte, acqua e zucchero, tè e caffè.

Gestione della perdita di conoscenza

Qualunque malessere, incidente o forte emozione, può far perdere la conoscenza all’individuo. In questo caso bisogna immediatamente sdraiare il malato a terra con la testa più bassa del resto del corpo e coprirlo con una coperta chiamando immediatamente il medico.
Il trasporto di un ferito può arrecare danni imprevedibili, specie se la lesione riguarda la testa, il collo o la schiena. Se è possibile, chiamare un medico o un’ambulanza, dopo essersi accertati che non vi sono emorragie, bisogna coprire il ferito e non rimuoverlo. Se invece si è costretti a spostarlo (pericolo di incendi, mancanza di soccorsi), bisogna farlo con cautela e lasciandolo sempre sdraiato in modo da non piegarlo.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la prima cosa da fare in caso di morso di vipera?
  2. È fondamentale far sdraiare la vittima e tenerla immobile per rallentare la circolazione del sangue e la diffusione del veleno, come indicato nel testo.

  3. Quali sono i sintomi dell'intossicazione da Amanita phalloides?
  4. I sintomi si manifestano da otto a quaranta ore dopo l'ingestione e includono vomito, diarrea, sudorazione abbondante, crampi e, nei casi più gravi, paralisi e morte, come descritto nel testo.

  5. Come si può gestire un'intossicazione da funghi meno gravi?
  6. Per funghi come l'Amanita muscaria, si consiglia di somministrare purganti e bevande in abbondanza, escludendo quelle alcooliche, come riportato nel testo.

  7. Cosa fare in caso di perdita di conoscenza?
  8. È importante sdraiare la persona con la testa più bassa del corpo e coprirla con una coperta, chiamando immediatamente un medico, come suggerito nel testo.

  9. Qual è il rischio di trasportare un ferito?
  10. Il trasporto di un ferito, specialmente se ha lesioni alla testa, collo o schiena, può causare danni imprevedibili; è meglio coprire il ferito e non rimuoverlo se non strettamente necessario, come indicato nel testo.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community