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Rapporti tra Stato e comunità religiose


La Costituzione italiana afferma il principio di libertà per tutte le confessioni religiose (art. 8). Dedica, tuttavia, un articolo apposito (art. 7) ai rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica, due istituzioni diverse e ambedue sovrane, che sono completamente indipendenti l’una dall’altra.
Perché questa attenzione particolare nei riguardi della Chiesa cattolica? Il motivo è insieme storico e politico.
La Chiesa cattolica, infatti, a differenza delle altre confessioni religiose, è insieme un’autorità spirituale e un’entità politica. Il capo della Chiesa cattolica, il papa, esercita anche la sovranità su un vero e proprio Stato, il Vaticano.
Lo Stato del Vaticano nacque il 7 giugno 1929 in seguito ai Patti Lateranensi, cioè all’accordo
firmato l’il febbraio 1929, in Laterano, fra lo Stato italiano e la Chiesa. Questo accordo pose fine ai contrasti che avevano caratterizzato i rapporti tra Stato e Chiesa per tutto il Risorgimento, fino ai primi decenni del Novecento.
I Patti Lateranensi, firmati nel periodo fascista dall’allora capo del governo italiano Benito Mussolini, comprendevano, oltre al trattato, un Concordato tra l’Italia e la Chiesa, che fissava i l rapporti tra i due Stati sovrani.
Durante il periodo fascista la religione ufficiale dello Stato era quella cattolica, mentre le altre potevano essere soltanto ammesse. Si parlava per questo motivo di Stato confessionale, cioè di uno Stato che aveva scelto una certa confessione religiosa riservandole determinati privilegi, per esempio l’insegnamento obbligatorio della religione cattolica nella scuola.
Con il trascorrere degli anni, però, si è resa necessaria una revisione degli accordi del 1929, allo scopo di modificare quelle norme che si erano venute a trovare in contrasto con i principi fissati dalla nuova Costituzione della repubblica.
Tale revisione ha portato, nel 1984, alla firma di un nuovo Concordato, in base al quale, fra l’altro, la religione cattolica ha cessato di essere privilegiata come “religione di Stato”.
Il nuovo accordo prevede, tra l’altro, che Io Stato deve assicurare l’insegnamento della religione cattolica, ma gli studenti e le loro famiglie possono scegliere di non avvalersene (mentre prima era obbligatorio).
Anche gli articoli 19 e 20 della Costituzione riprendono il tema della libertà per tutte le confessioni religiose, il principio costituzionale della libertà religiosa riguarda, pertanto, tutte le confessioni, non solo quella cattolica, per cui ogni manifestazione di culto (funzioni e cerimonie religiose, apertura di chiese e di oratori, nomina di sacerdoti e così via) è legittima e non deve essere sottoposta a speciali autorizzazioni o controlli da parte dell’autorità pubblica.
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