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Certamente lo Stato può fare molto per queste categorie devianti. Alle autorità statali spetta sia il compito di prevenire i delitti e di reprimerli, punendo i responsabili (spacciatori di droghe, delinquenti grandi e piccoli), sia la responsabilità di rieducare chi viene sorpreso a commettere reati. Per quanto riguarda i ragazzi coinvolti in atti di microdelinquenza, è possibile tentare di rieducarli grazie all'affidamento a assistenti sociali del Comune che possono aiutare la famiglia nell'opera di rieducazione. A volte per questi ragazzi, che spesso non raggiungono i 14 anni d'età, rieducazione significa sostituire i falsi valori (la prepotenza, il consumismo, la voglia di far soldi in fretta, ecc.) con i valori veri (la lealtà, la solidarietà, la giustizia, il rispetto per il lavoro e i beni altrui). A quest'opera di rieducazione ognuno di noi può contribuire dimostrando con la propria condotta di rifiutare le ingannevoli mete (il facile arricchimento, pensare che il prestigio di una persona dipenda dall'esercizio della violenza, e così via) che persone senza scrupoli offrono a ragazzi sbandati per renderli complici di malefatte. Inoltre lo Stato ha il dovere di prestare particolare assistenza ad alcune categorie di cittadini; purtroppo, però, incontra molte difficoltà nell'assolvere questo suo dovere; perché? Per il fatto che le esigenze di queste particolari categorie di persone richiedono un'organizzazione che sia flessibile, cioè capace di adattarsi a situazioni nuove e spesso imprevedibili, nonché la possibilità di realizzare iniziative veramente utili, efficaci (e ciò non è sempre facilmente realizzabile). Diventa perciò sempre più importante la collaborazione tra i singoli cittadini, le associazioni di volontariato e le strutture pubbliche, ossia quelle gestite dallo Stato e dagli enti locali per riuscire a soddisfare le molte richieste di assistenza provenienti da diverse categorie di cittadini.

Le categorie di cittadini cui si deve prestare particolare assistenza includono: i fanciulli privi di una famiglia capace di curarsi di loro; gli anziani che vivono da soli e non sono più in grado di badare a se stessi; gli invalidi privi di assistenza; i disabili che, per problemi fisici o mentali, si trovano in una condizione di inferiorità rispetto agli altri membri della comunità cui appartengono, ecc..

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