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L’Unité d’habitation di Marsiglia


Lo studio dei rapporti tra lo spazio e la figura umana è al- la base del progetto per l’Unité d’habitation a Marsiglia(1945-52), un grande complesso residenziale costituito da Artunk un unico edificio di 135 metri di lunghezza, 24 di larghezza e 56 di altezza pensato per ospitare 1600 persone: una piccola “città” - «une cité radieuse» (“una città radiosa”) per usare le parole di Le Corbusier - ad alta densità abitativa, concepita per essere autosufficiente grazie all’inserimento di una serie di servizi collettivi.

II tema dell'abitazione


Con l'edificio di Marsiglia, Le Corbusier si confrontava direttamente con le questioni estremamente attuali della ricostruzione postbellica e dell’abitazione sociale a basso costo. Se infatti i Ciam, inaugurati nel 1928, avevano aperto il confronto teorico sull'alloggio minimo e sui nuovi scenari di crescita urbana, l’Unité d’habitation recepiva gli esiti di quel dibattito in un concreto e programmatico progetto urbanistico e sociale. Il tema della progettazione della città, del resto, era da sempre al centro della riflessione dell’architetto.
II risultato fu controverso: benché in seguito replicato a Nantes, a Berlino, a Briey-en-Forèt e a Firminy, l’edificio fu criticato per il suo forte impatto sul contesto esistente e non riuscì realmente a esplicitare il progetto urbano e sociale immaginato da Le Corbusier, che ebbe di nuovo modo di confrontarsi con un cantiere a scala urbana in occasione degli studi per il piano urbanistico di Chandigarh, nuova capitale della regione del Punjab, in India, cui si dedicò a partire dagli anni cinquanta.

La distribuzione interna


II complesso si sviluppa su 18 piani, compreso l’attico. I 337 appartamenti sono configurati secondo 23 varianti diverse, a partire dalla singola cellula abitativa, in modo da soddisfare una vasta casistica di fruitori: dal single alla famiglia con otto figli. Ogni due piani, in posizione centrale, si apre un corridoio interno, otto in totale, definiti da Le Corbusier «rues intérieu¬res» ("strade interne”), che distribuiscono gli accessi agli appartamenti. Questi, nella configurazione standard, si sviluppano su due piani secondo uno schema a L U che consente un incastro perfetto tra ciascuna abitazione e quella prospiciente rispetto alla strada interna. La casa tipo ospita un soggiorno a doppia altezza dotato di terrazza per favorire la presenza di aria e luce diretta all’interno dell'appartamento, mentre la cucina e le stanze da letto hanno un’altezza semplice.

L’evoluzione del linguaggio


Le facciate mostrano l’articolazione interna riproponendo nella scacchiera regolare delle aperture l’alternanza tra doppi volumi e volumi semplici. Tale ripetizione regolare è mediata dall’uso del colore, particolare inedito nell’architettura del primo periodo di Le Corbusier. Nell’edificio tornano anche gli elementi ricorrenti del linguaggio dell’architetto: i pilotis, che qui si fanno monumentali per liberare il piano terra e destinarlo a verde pubblico; il tetto attrezzato; la cellula abitativa su doppio livello; le finestre a nastro. Essi sono però rielaborati in modo più spontaneo e meno rigido, come dimostra la scelta di lasciare a vista il cemento armato (il béton brut), esibendo tanto il colore grigio, quanto le imperfezioni delle casserature.

L’edificio "aperto”


Un elemento di rottura nel disegno della facciata è rappresentato dalla serie di frangisole verticali che si possono notare tra il settimo e l’ottavo piano, in corrispondenza dell’area destinata a ospitare negozi, un albergo e un ristorante. Per enfatizzare la dimensione urbana dell'edificio, Le Corbusier descrisse questo corridoio di servizi come una «rue commerçante»: una vera e propria "strada del commercio” cui potevano accedere non solo i residenti interni, ma anche chi viveva all'esterno del complesso, grazie a una grandiosa scala elicoidale posta sulla facciata laterale dell’Unité.
Un’altra parte di servizi destinati ai bambini e allo svago è situata sulla sommità dell’edificio: il tetto-terrazza si tra¬sforma così in uno spazio funzionale che ospita un asilo, una pista da corsa, una piscina ed è popolato da oggetti scultorei come i grandi camini.
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