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Paolo Uccello


Paolo Uccello, pittore fiorentino, ha dedicato la sua vita agli studi prospettici più difficili e impossibili. Il suo soggiorno a Venezia, dove era vivo il gusto per l'eleganza dell'arte gotica, ha contribuito a fondere in lui elementi del mondo cortese e innovazione rinascimentale. L'uso che fa della prospettiva è molto diverso da quello di Masaccio e di Donatello: i suoi dipinti sono immagini irreali e fantastiche perché ogni gruppo di forme è costruito con una prospettiva autonoma.
Le sue complicate e bizzarre ricerche culminano nel disegno prospettico del mazzocchio, un tipico copricapo fiorentino, simile a un solido di ben 72 facce, che inserirà spesso nelle sue opere.
Nel 1435, per celebrare il condottiero Niccolò da Tolentino che ha portato alla vittoria i Fiorentini sui Senesi nella Battaglia di San Romano, vengono commissionati a Paolo Uccello tre dipinti da collocare uno accanto all'altro.
Ciascuna delle tre tavole raffigura un diverso momento della battaglia. Nel Disarcionamento di Bernardino della Ciarda le linee che convergono verso un Punto di Fuga centrale creano la struttura prospettica principale. Su questa si innestano diversi Punti di Vista con diversi Punti di Fuga e diversi fasci di linee di fuga che generano scorci spettacolari.
Paolo Uccello dipinge le lance spezzate, gli elmi, il guerriero caduto, con una perfezione quasi maniacale, trasformando tutto in nitidi volumi geometrici. Anche l'uso di colori innaturali contribuisce a dare toni fiabeschi all'episodio storico.
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