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Lo spazio e la luce

La distanza tra la cultura figurativa italiana e quella fiamminga può essere compresa attraverso la diversa concezione dello spazio. Nell’arte rinascimentale italiana domina l’approccio armonico-matematico; la costruzione fiamminga dello spazio procede, invece, per singoli elementi, nonostante l’adozione della prospettiva.
Questa, infatti, presenta un punto di vista rialzato che attira anche lo spazio reale all’interno dell’immagine, ma che consente al tempo stesso di inserire una quantità innumerevole di dettagli, tutti ugualmente descritti come fossero visti attraverso una lente d’ingrandimento. E’ una visione analitica opposta alla visione sintetica dei fiorentini.
Per questo motivo la “scoperta” della prospettiva brunelleschiana da parte dei pittori fiamminghi non corrisponde a una rivoluzione concettuale. L’elemento unificante, semmai, è la luce, che costruisce coerentemente le forme, tornisce i volumi, attraversa lo spazio e ne seziona gli innumerevoli dati particolari.

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