Ominide 1489 punti

Il Guggenheim Museum di Bilbao


Nel 1991 una giuria internazionale affidò a Gehry la realizzazione del Guggenheim Museum di Bilbao nell’ambito di un più generale programma di riqualificazione urbana. La città spagnola individuò come sito per la costruzione di un grande museo d’arte contemporanea una zona dismessa sulle rive del fiume Nervión, poco distante dal Museo de Bellas Artes e dal Teatro dell’Opera, e adiacente al Puente de la Salve, nodo cruciale del traffico e dei collegamenti tra le due sponde dell’abitato. La posizione, sulla curva del fiume, ambiva a trasformare l’edificio in una sorta di nuovo ingresso spettacolare alla città.
• Un grande spazio espositivo
L’edificio occupa una superficie di 24 000 metri quadrati. Gli oltre 10 000 destina-ti a spazi espositivi si articolano, seguendo dimensioni e volumetrie diverse e irregolari, su tre livelli, intorno a un vasto atrio centrale a tutta altezza di 650 metri quadrati di superficie e 50 metri di altezza.
Un sistema di passerelle sospese curvilinee e di ascensori collega l’atrio alle gallerie che ospitano le collezioni permanenti e temporanee della fondazione. Il grande lucernario posto sulla sommità dell’ atrio consente di illuminare zenitalmente lo spazio interno insieme alle grandi superfici in cristallo che si affacciano sul fiume.

Simile a un grosso "pesce"


Questa complessa articolazione spaziale si traduce all'esterno in una sorprendente e continua alternanza di volumi concavi e convessi, che disegnano una forma composita simile a quella di un grosso pesce. Il rivestimento esterno segue le caratteristiche formali dei corpi di fabbrica: sottilissime lastre di titanio ricoprono i volumi dalle superfici curve, mentre la pietra calcarea di Granada caratterizza gli elementi dalla forma più regolare. L’uso del titanio consente di creare suggestivi giochi di luce per il riverbero dell'acqua del laghetto artificiale su cui si affaccia il retro dell’edificio. Questo materiale, che garantisce la resistenza dell’acciaio ma risulta più facilmente lavorabile e leggero, è una costante nell’architettura di Gehry, che lo usa nella maggior parte delle sue opere.
Nonostante il suo carattere sperimentale e l’innovazione formale che la contraddistingue, la costruzione richiama, per la sua posizione sul fiume, per le forme sinuose e per le proprietà cromatiche e materiche delle superfici, gli elementi che fanno di Bilbao una città portuale.

Architettura e tecnologia


Lo straordinario effetto che suscita l’edificio fu reso possibile anche dai metodi di progettazione usati da Gehry, basati sulla trasformazione in digitale dei suoi disegni tramite l’ausilio di innovativi strumenti informatici, che l’architetto iniziò a sperimentare proprio negli anni novanta. L’impiego di software per realizzare modelli digitali tridimensionali delle sue sempre più complesse architetture gli consentiva di ovviare, almeno in parte, alla difficoltà di rappresentare strutture complesse con i tradizionali strumenti del disegno geometrico. Per realizzare il Guggenheim di Bilbao, Gehry si avvalse di CATIA (Computer-Aided Three-Dimensional Interactive Application), un software sviluppato in origine per l’industria aerospaziale: esso era in grado di rilevare i punti delle superfici curve dei modelli di lavoro, di creare un modello digitale tridimensionale e di derivare le informazioni per il controllo dimensionale e per lo studio del sistema costruttivo in acciaio. 
Hai bisogno di aiuto in Educazione Artistica per le Medie?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email