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La città ideale di Brunelleschi e Alberti

Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti affermano che il progetto architettonico può svolgere il compito di razionalizzare il tessuto storico stratificato, introducendo un nuovo ordine visivo. In particolare, l’antico e il nuovo possono trovare unità attraverso il principio della veduta prospettica.
E’ famosa la veduta della città in cui edifici di chiara derivazione classica convivono con architetture moderne.
Sullo sfondo, una costruzione circolare richiama l’anfiteatro romano; come il Colosseo, essa presenta tre ordini di arcate sovrapposti e un attico di coronamento, a parete continua.
Un arco di trionfo a tre fornici è posto al centro, come un fondale di scena. Il punto di fuga degli edifici in prospettica coincide proprio con la sua apertura principale. L’ordine complessivo è dato anche da rigoroso impianto prospettico, con le linee di fuga evidenziate dal disegno della pavimentazione e dalle cornici architettoniche.

Quattro colonne in marmo rosso e nero inquadrano la parte centrale della piazza; sormontate da statue, esse richiamano le colonne onorarie, come quelle che, poste su alti piedistalli, costeggiavano la Via Sacra del Foro romano.

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