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Civiltà e arte ellenistica

La parola "ellenismo" nacque nell’Ottocento, e con esso s'intende il periodo della storia che va dal 323 a.C circa, alla conquista d'Egitto da parte di Roma. Il termine identifica anche la nascita e diffusione della cultura greca, il cui promotore fu Alessandro Magno, il quale cominciò una magnifica opera di conquista che lo vide protagonista assoluto della costruzione di un impero enorme, che possedeva, oltre la penisola greca, Turchia, Egitto, Tracia (attuale Romania) e la parte della Palestina, comprendendo inoltre, l'intero impero persiano. Obiettivo di Alessandro era quello di conquistare l'ultimo territorio, identificato con la penisola araba, ma la morte improvvisa glielo impedì. Ciò portò ad un'inevitabile disgregazione del suo omogeneo impero, dividendosi così in piccoli regni ellenistici, destinati poi a diventare parte dell'impero romano. Divennero centri dell’arte ellenistica anche territori esterni alla Grecia, come ad esempio Pergamo e Alessandria d'Egitto, dove però la produzione artistica era in lingua greca. Ciò significò un'idea di cultura e arte non più appartenenti in un insieme caratterizzato da fattori come lingua e religione, bensì uno stile di livello universale. Tutto questo portò inevitabilmente ad un miscuglio con altri linguaggi e altre concezioni, diventando col tempo, sempre più diversificato. Abbiamo così diversi tipi di arte ellenistica, per esempio quella alessandrina, quella pergamena, quella rodiana ecc. L'ellenismo rappresenta pertanto la crescita e lo sviluppo di più arti e culture comprese, col passare dei secoli, in un preciso confine territoriale, in questo caso, segnato dall'Asia minore e l'Egitto. Da tenere a mente che ellenismo non è totalmente arte greca, è più una continuazione, anche se naturalmente tra le due correnti persistono delle differenze. L'arte classica (o greca) si presenta come un'arte molto ordinata, con un'ideale di proporzione ed equilibrio. L'arte ellenistica si allontana da questa concezione, presentandosi invece come cultura sproporzionata, con un leggero tocco di spettacolarizzazione, cercando in qualche modo di stupire, e non cercare sempre la bellezza. In più, la cultura ellenistica, può essere definita anche espressionistica, poiché è solita aumentare e sottolineare i valori espressivi rappresentati nelle proprie opere, a differenza invece della cultura classica.

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