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Rivoluzione keynesiana


L’ingente quantità di merci rimaste invendute e milioni di lavoratori rimasti disoccupati smentirono la legge di SAY che affermava che non si potessero verificare crisi di sovrapproduzioni in quanto l’offerta di beni e servizi creano automaticamente la propria domanda ,
Keynes respinse la legge di Say che considerava la piena occupazione del lavoro e degli altri fattori produttivi come una costante del sistema economico , un equilibrio di sottoccupazione era invece possibile ciò perché al crescere del reddito i consumi crescono in modo meno che proporzionale ,per mantenere un certo volume di occupazione è necessario che si effettuino investimenti sufficienti ad assorbire la differenza fra produzione totale e consumi, da qui la necessità di un intervento dello stato a sostegno della domanda globale che ha come conseguenza un’aumento dei consumi e degli investimenti e quindi dell’occupazione .Keynes suggerisce di finanziare le spese pubbliche anche in disavanzo e attraverso il collocamento di titoli del debito pubblico presso i risparmiatori e gli istituiti di credito .Il mercato può provocare disuguaglianze intollerabili in una moderna società perché i soggetti più disagiati non dispongono di reddito sufficiente a soddisfare i loro bisogn,i lo stato quindi deve garantire a tutti uno standard minimo di vita e perciò ridistribuisce la ricchezza fra i cittadini ,tassando i redditi più alti e traferendone una parte ai soggetti titolari di basso reddito ,per svolgere le sue numerose funzioni lo stato deve disporre delle risorse che ottiene dalle famiglie e dalle imprese attraverso il prelievo fiscale(imposte dirette e indirette) e la parafiscalità (contributi sociali).
Le imposte sono delle somme che il privato deve pagare all’ente pubblico senza ottenere una controprestazione immediata anche se le entrate costituite dalle imposte forniscono servizi alla collettività, gli elementi dell’imposta sono l’oggetto o base imponibile che è il valore espresso in moneta su cui l’imposta viene applicata e l’aliquota che è il rapporto tra l’ammontare dell’imposta e la base imponibile
Le imposte si dividono in:
1. Dirette : se colpiscono le manifestazioni finanziarie immediate della capacità contributiva
2. Indirette: se colpiscono le manifestazioni mediate della capacità contributiva cioè il consumo o il trasferimento di beni.
3. Personali:perchè colpiscono la ricchezza di un individuo tenendo conto della sua capacità contributiva
4. Reali :colpisocno senza tener conto della situazione economica personale del contribuente
5. Generale: quando colpisce nella stessa misura tutti i rami dell’attività economica
6. Speciale : quando colpisce solo alcuni rami o tutti dell’attività economica ma con aliquote diverse
7. Ordinaria : se ha carattere permanente
8. Straordinaria : se ha carattere temporaneo
9. Fissa:
10. Proporzionale: quando il suo ammontare aumenta in misura proporzionale alla base imponibile cioè quando l’aliquota è costante .
11. Progressiva: quando il suo ammontare aumenta in misura più che proporzionale alla base imponibile ,cioè quando l’aliquota è crescente
12. Regressiva :quando il suo ammontare aumenta in misura meno che proporzionale alla base imponibile ,cioè quando l’aliquota è crescente,
IL principio della progressività lo troviamo all’interno dell’articolo 53.
( tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della capacità contributiva .Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
SP: Cioè tutti devono partecipare alla spesa pubblica in base alla loro capacità contributiva ,troviamo i principi Criterio di progressività: questo principio impone che la parte di reddito che il contribuente deve pagare sotto forma di imposta cresca in proporzione all’aumento del reddito, cioè dei guadagni percepiti. In tal modo la percentuale da versare al fisco (aliquota d’imposta) è più bassa per coloro che guadagnano di meno e più elevata per coloro che hanno maggiori entrate economiche. Questo criterio corrisponde ad un principio di giustizia, in quanto un sistema tributario equo deve richiedere maggiori sacrifici a coloro che godono di un reddito più elevato
l’imposta cresce con il crescere del reddito.
Il rilievo del criterio di progressività risiede nel gravare sulle classi sociali più abbienti così da poter soccorrere e sostenere le classi sociali in difficoltà, garantendo i diritti e i servizi sociali fondamentali quali la pubblica istruzione, l’assistenza sanitaria, la previdenza sociale e l’indennità di disoccupazione, criteri sui quali si basa lo Stato Sociale Italiano.
Tuttavia, è doveroso precisare che i criteri di capacità contributiva e di progressività non esonerano i cittadini in difficoltà dalle imposte indirette, il cui massimo esempio risiede nell’IVA, l’imposta sul valore aggiunto.
• Progressività continua : l’aliquota aumenta in modo continuo all’aumentare della base imponibile
• Per classi: aliquota costante
• Scagllioni: si applicano diverse aliquote
• Detrazioni : un ‘aliquota costante è applicata alla base imponibile diminuita di una somma fissa
I principi giuridici delle imposte sono la generalità e uniformità che può essere ralizzato attraverso tre teorie :
1. Teoria del beneficio : ciascuno dovrebbe pagare le imposte nella misura in cui riceve servizi pubblici dallo stato però lo stato fornisce servizi pubblici sottocosto ai meno abbienti finanziandoli con il denaro prelevato dai ricchi mediante le imposte
2. Teoria del sacrificio il carico tributario dovrebbe essere ripartito tra i contribuenti tenendo conto del sacrificio che il pagamento delle imposte comporta per ciascuno di essi
3. Teoria della capacità contributiva
4. Mentre i principi amministrativi delle imposte sono la
• Certezza dei tributi : cioè l’imposta deve essere certa e non arbitraria ,la somma da pagare e il modo deve essere stabilito dalla legge in modo chiaro e preciso .
• Comodità della riscossione : la riscossione deve essere effettuata in tempi e modi che arrechino minor tempo possibile al contribuente
• Economicità e riscossione :le spese delle imposte devono essere le più basse possibili .
UN carico tributario eccessivo può determinare effetti negativi come la diminuzione dell’incentivo a lavorare e a produrre ,la riduzione del risparmio e lo stimolo all’ espropriazione di capitali verso paesi dove il carico tributario e inferiore .L’imposizione fiscale determina comunque delle reazioni nel comportamento di coloro che sono colpiti dalle imposte e sono:
• Evasione: consiste che il contribuente si sottrae illegalmente al pagamento del tributo in tutto o in parte.
• Elusione: atteggiamento di chi aggira la norma senza violarla si sottrae all ’obbligo del pagamento del tributo avvalendosi delle ambiguità della normativa.
• Rimozione : consiste nel modificare il proprio comportamento di consumo o di produzione in modo da non dover pagare il tributo
• Traslazione:si può trasferire l’onere su di un altro soggetto finchè si arriva ad un soggetto che non può più trasferire l’onere
• Diffusione: un’imposta colpisce un soggetto che poi questo reagisce con altri comportamenti .
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