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Teoria del Consumo

I marginalisti hanno studiato il comportamento del consumatore, utilizzando un ragionamento di tipo deduttivo e strumenti matematici e grafici. Però questa teoria presenta un grado elevato di approssimazione e si fonda su un modello più semplificato della realtà.
L’analisi marginalista di tipo microeconomico studia solo il comportamento del singolo e parte dal presupposto che il consumatore sia mosso solo da esigenze razionali e utilitaristiche. Però in questo modo il consumatore presenta comportamenti immutabili e prevedibili.

Utilità Economica

E’ l’idoneità di un bene a soddisfare un bisogno.
L’utilità economica è di carattere soggettivo, per cui cambia da individuo a individuo, variabile, che muta a seconda delle varie circostanze, e moralmente indeterminata, prescinde da ogni giudizio sulla meritevolezza del bisogno da soddisfare.

Utilità marginale

E’ l’utilità che il soggetto ricava dall’ultima dose di bene, essa decresce all’aumentare della quantità disponibile o consumata del bene, quindi l’ultima dose ha sempre minore utilità rispetto a quella precedente.

Utilità Totale

E’ la somma delle utilità delle singole dosi del bene, essa aumenta all’aumentare della quantità disponibile, ma con incrementi sempre più piccoli, fino ad arrivare al punto di sazietà. Ricerca dell’equilibrio attraverso la funzione di

Utilità

Il punto di equilibrio del consumatore è la condizione ottimale che rende massima l’utilità.

Utilità Marginale Ponderata

E’ il rapporto tra l’utilità marginale del bene e il suo prezzo. La posizione di equilibrio si trova quando le utilità marginali ponderate delle ultime dosi acquistate sono tra loro uguali.

Curve di Indifferenza

Sono costituite da tutte le combinazioni di beni che attribuiscono al consumatore la stessa utilità e hanno un andamento decrescente quando alla diminuzione di un bene, c’è l’incremento di un altro bene (saggio marginale).

Retta di bilancio

Formata da tutte le combinazioni di beni che il soggetto può acquistare sapendo il reddito a disposizione e tenendo conto dei prezzi dei beni. Stabilisce un limite alle scelte del consumatore, un confine all’interno della famiglia di curve che non può essere valicato.

Equilibrio del consumatore

Il consumatore sceglierà una delle combinazioni di beni che si trovano contemporaneamente sulla retta di bilancio, dove tutto il reddito verrà speso, e sulla curva di indifferenza più distante, dove l’utilità è più alta.

Domanda

La domanda Individuale è la quantità di una determinata merce che un soggetto è disposta ad acquistare a un certo prezzo in un dato momento storico. La domanda collettiva è la somma delle domande individuali.
La funzione della domanda è la relazione tra la domanda e i fattori che la influenzano. La domanda di un bene varia in funzione inversa rispetto al suo, infatti al crescere del prezzo la domanda diminuisce e viceversa.

Eccezioni

Può capitare che invece all’aumentare del prezzo aumenti la domanda, questo accade per i beni dei poveri e i beni di lusso. Per quanto riguarda i beni dei poveri, sono beni di primaria necessità, quindi consumabili, di conseguenza all’aumentare del prezzo di tali beni, il consumatore decide di rinunciare ad altri beni secondari per acquistare beni primari. Per quanto riguarda i beni di lusso, essi con la loro ostentazione il soggetto manifesta la propria collocazione sociale, quindi la loro domanda cresce all’aumentare del prezzo.

Beni o Servizi Complementari

Sono complementari quando devono essere usti congiuntamente per soddisfare un bisogno o per accrescere considerevolmente il loro grado di utilità. All’aumentare di uno di questi beni, diminuisce la domanda per il bene complementare.

Beni o Servizi succedanei (Sostituibili)

Sono beni o servizi che soddisfano lo stesso bisogno anche con gradi di soddisfacimento differenti per il consumatore. L’aumento del bene succedaneo fa diminuire la domanda del bene; il consumatore accrescerà il suo interesse per il bene principale (legge della domanda).

Domanda in funzione al reddito

L’aumento del reddito fa aumentare la domanda, ma ci sono delle eccezioni per quanto riguarda i beni inferiori, i quali si caratterizzano per la scarsa qualità e servono come sostituzione di altri beni per i consumatori poveri, infatti la domanda di questi beni aumenta all’aumentare del reddito, fino a quando questo non raggiunge un certo livello, dove la domanda per i beni inferiori diminuisce e aumenta quella per i beni NORMALI, e così via fino a raggiungere la domanda per i beni.

Elasticità della domanda

Viene misurato tramite il coefficiente di elasticità che indica il grado di reazione della domanda al variare di uno degli elementi che la influenzano. Il coefficiente di elasticità rispetto al prezzo è dato dal rapporto tra la variazione della quantità della domanda e del suo prezzo.
In relazione al coefficiente di elasticità la domanda può essere elastica, piccoli aumenti del prezzo possono provocare forti cali di domanda; rigida, il consumatore è poco influenzato dal prezzo, neutrale, la variazione della domanda è uguale alla variazione del prezzo.


Elasticità incrociata della domanda

Permette di misurare la variazione dalla quantità della domanda a seguito di variazioni del prezzo si un altro bene complementare o succedaneo. Nel caso di beni complementari l’elasticità sarà negative, mentre per quelli succedanei sarà positiva.

Elasticità della domanda rispetto al reddito

E’ il rapporto tra la variazione della quantità di domanda del bene e quella del reddito. Il valore dell’elasticità della domanda dipende dalla categoria di beni considerata, beni normali o inferiori. La domanda di un bene normale aumenta all'aumentare del reddito, mentre la domanda di un bene inferiore diminuisce.

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