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Spesa pubblica – Variazioni quantitative

Il volume complessivo della spesa pubblica, sia in termini assoluti sia in rapporto al PIL, tende ad aumentare nel tempo. Mentre in passato l'incremento era lento e graduale (tranne in caso di guerra), nella seconda metà del Novecento ha assunto un ritmo estremamente accelerato raggiungendo in alcuni Paesi dimensioni quasi insostenibili. Solo alla fine degli anni Ottanta gli Stati hanno cominciato a adottare misure di contenimento per dare l'avvio a una inversione di tendenza. La tendenza all'espansione della spesa pubblica era stata già osservata dagli economisti dell'Ottocento e del primo Novecento. Adolf Wagner aveva constatato come l'incremento della spesa fosse superiore a quello della popolazione (legge di progressione storica della spesa pubblica, o "legge di Wagner"). Antonio De Viti De Marco aveva notato come il passaggio dallo Stato assoluto allo Stato costituzionale avesse posto fine alla diffidenza dei parlamenti nei confronti delle spese dei governi, e avesse dato luogo a una maggiore propensione a spendere. In tempi più vicini a noi, quando l'attività del settore pubblico ha cominciato ad assorbire una parte sempre più rilevante del reddito nazionale, vari economisti (Musgrave, Rostow, Peacock, Wiseman, Baumol e altri) hanno sviluppato uno studio sistematico della spesa pubblica e delle cause che determinano il suo incremento. Le ragioni dell'aumento della spesa pubblica sono diverse e si ricollegano sia alle caratteristiche degli Stati contemporanei sia alle condizioni generali della società attuale.

Nelle democrazie contemporanee partecipano alla vita pubblica strati sempre più larghi della popolazione, le cui istanze di benessere si traducono nella richiesta di beni e servizi pubblici. Attraverso i meccanismi della rappresentanza politica e sindacale, queste istanze riescono a trasformarsi in decisioni politiche e in leggi che autorizzano le spese necessarie per i richiesti interventi. D'altronde, a mano a mano che aumentano il benessere, il reddito e il tenore di vita, si crea nei cittadini l'aspettativa che i servizi pubblici siano efficienti e adeguati alle esigenze di una migliore qualità della vita. A queste aspettative crescenti si aggiunge la complessità dei fenomeni sociali che contraddistinguono la realtà di oggi, per cui lo Stato deve assumere nuove funzioni (come la tutela dell'ambiente o l'assetto del territorio) e potenziare quelle tradizionali (come l'ordine pubblico e la lotta alla criminalità), con un impiego di mezzi superiore rispetto al passato. Peraltro, la crescita dell'economia presuppone elevati investimenti pubblici per adeguare le infrastrutture alle esigenze di una società in rapido sviluppo (ammodernamento della rete stradale e ferroviaria, potenziamento delle strutture aeroportuali, impianti di telecomunicazione, informatizzazione delle strutture amministrative ecc.). Vi sono, infine, vari elementi che condizionano le scelte pubbliche e possono indurre ad approvare con una certa facilità progetti di spesa: il desiderio di ottenere il consenso degli elettori, esigenza di evitare tensioni sociali, le pressioni di organismi economici o gruppi organizzati.

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