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Il riequilibrio automatico della bilancia dei pagamenti


In quell'epoca i pagamenti internazionali erano regolati in oro. Se per esempio la Francia esportava prodotti in Gran Bretagna, l'importatore inglese. per pagare i beni acquistati, si rivolgeva alla Banca d'Inghilterra chiedendo di cambiare le sterline con la moneta francese. La banca a sua volta, per procurarsi le sterline necessarie a realizzare l'operazione di cambio, si rivolgeva alla Banca di Francia, la quale cedeva le sterline necessarie all'operazione solo in cambio di oro. Così il deficit della bilancia dei pagamenti inglese si traduceva in una riduzione delle riserve ufficiali della Banca d'Inghilterra e, poiché il sistema garantiva la piena convertibilità delle monete in oro, quest'ultima era costretta a ridurre la circolazione di moneta per un ammontare equivalente all'oro uscito dal Paese. D'altro canto la Francia, le cui riserve auree erano aumentate grazie alle esportazioni, avrebbe accresciuto la propria circolazione di moneta. La variazione della circolazione monetaria interna nei due Paesi, però, avrebbe portato con sé una variazione dei prezzi. che sarebbero diminuiti in Gran Bretagna dove la moneta in che circolazione era calata, e aumentati in Francia, dove la circolazione monetaria era cresciuta. A sua volta la variazione dei prezzi avrebbe dovuto invertire il senso degli scambi commerciali, trasformando la Francia da Paese esportatore in importatore e la Gran Bretagna da Paese importatore in esportatore, per riequilibrare la bilancia dei pagamenti.
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