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Il regolamento anticipato degli acquisti


Certe volte capita che quando si stipula un contratto di compravendita per l’acquisto di merci o servizi, o comunque prima della consegna delle merci, il compratore versa al fornitore una certa somma di denaro come anticipo o acconto. In questo momento non si rileva un conto ma un credito nei confronti del fornitore che verrà poi usato per regolare la fattura in questione. Anche nel momento in cui si versa un anticipo è necessario che al valore in questione sia assoggettata all’imposta IVA. In seguito, questi importi verranno dedotti dai debiti v/fornitori.
* Scritture contabili (D=Dare) e (A=avere):
pagamento anticipo
(D) debiti v/fornitori
(A) banca c/c
Fattura del venditore per anticipo del compratore
(D) anticipi a fornitore
(D) IVA a ns. credito
(A) debiti v/fornitori
Storno dell’anticipo
(D) debiti v/fornitori
(A) crediti diversi
Fattura merci
(D) merci c/acquisti
(D) IVA a ns.credito
(A) debiti v/fornitori
(A) anticipi a fornitori

In questa situazione possono essere presenti sconti attivi verso compratori poiché quest’ultimo ha eseguito un pagamento in anticipo rispetto alle condizioni contrattuali. Solitamente, se il pagamento avviene prima di quanto accordato il venditore riconosce al compratore uno sconto mercantile. Altre volte, invece, il pagamento anticipato viene deciso in un tempo successivo alla stipulazione del contratto, in questo caso c’è uno sconto commerciale, che ha un determinato tasso ed è in funzione del tempo che manca alla scadenza originaria.
* Scritture contabili (D=Dare) e (A=avere):
nota di accredito
(D) debiti v/fornitori
(A) sconti attivi da fornitori
(A) IVA a ns. credito
Pagamento fattura
(D) debiti v/fornitori
(A) banca c/c

In entrambi i casi, il venditore ha la facoltà, quindi non è obbligatorio, di emettere una nota di variazione IVA.

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