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Evoluzione del sistema creditizio italiano

Le tappe più importanti del progresso del sistema creditizio italiano sono state principalmente tre:
1) Norma del 1926: si proposero di tutelare gli interessi dei risparmiatori, sottoponendo le banche alla vigilanza della Banca d’Italia e imponendo ad esse una serie di obblighi amministrativi.

2) Riforma bancaria del 1963: dopo la crisi del 1929 e le difficoltà che investirono molte banche, fu avvertita l’esigenza di regolamentare l’esercizio del credito, riconosciuto funzione di pubblico interesse. I punti cardine di questa riforma furono:
- la specializzazione istituzionale, temporale e operativa degli enti creditizi;
- La separazione tra le banche e l'industria.

3) Rinnovo della legislazione e T.U. bancario: sotto la spinta dell’integrazione europea si avviò un processo di ammortamento e di razionalizzazione del sistema, tendente a introdurre elementi di maggiore concorrenza, di maggiore efficienza e di crescita delle dimensioni delle banche. Punti fondamentali di questo processo furono:

- L’omogeneizzazione operativa delle banche di credito ordinario;
- La ristrutturazione delle banche pubbliche secondo il modello della S.p.A.;
- Il recepimento delle direttive europee, che portò:
• alla possibilità per le banche di operare secondo il principio del mutuo riconoscimento;
• Alla piena despecializzazione (istituzionale, temporale e operativa) delle banche e alla possibilità di adottare il modello organizzativo della banca universale oppure quello dei gruppi plurificazionale.

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