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La parità aurea


L'esigenza di determinare il rapporto di cambio tra le monete dei vari Stati sovrani nasce con il commercio internazionale. Nel secoli passati, tuttavia, la conversione tra valute non presentava particolari difficoltà perché le monete erano generalmente coniate in metallo prezioso,oro o argento, ed era proprio il metallo a costituire il mezzo per esprimere il loro rapporto di cambio.
Così, per esempio,nella seconda metà del tredicesimo (XIII) secolo, poiché una lira di Milano coniata in oro fino pesava 7 grammi, mentre un fiorino d'oro ne pesava 3,5, una lira valeva due forino.
Il contenuto aureo delle monete costituì la base per la determinazione dei loro rapporti di cambio anche quando al posto dell'oro iniziò a circolare la cartamoneta. Gli istituti di emissione, nati nel corso del diciassettesimo( XVII) e del diciottesimo (XVIII) secolo, garantivano la piena convertibilità dei biglietti in metallo, secondo un rapporto stabile che ne definiva anche il rapporto con le altre valute. Tale sistema, detto Gold Standard perché utilizzava l'oro come unità di misura del valore della moneta, garantiva che i tassi di cambio fossero fissi, ossia stabili nel tempo.
Il sistema Gold Standard garantisce un sistema di riequilibrio automatico della bilancia dei pagamenti dei diversi paesi.
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