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Una spiegazione del commercio Intraindustriale


Tuttavia, né il modello ricardiano né quello di Heckscher-Ohlin riescono a spiegare perché gran parte del commercio internazionale sia costituito dal commercio cosiddetto intraindustriale, ossia dallo scambio di prodotti tra loro del tutto simili: automobili, lavatrici, telefonini. Per spiegare come mai importiamo ed esportiamo gli stessi prodotti, gli economisti hanno formulato nuove teorie del commercio internazionale che si basano fondamentalmente su due ipotesi, peraltro generalmente verificate: la varietà dei gusti dei consumatori e l'esistenza di rendimenti crescenti di scala.


Quando il sistema economico presenta queste caratteristiche, l'apertura agli scambi con l'estero è vantaggiosa perché da un lato le imprese, essendo in grado di produrre per mercati più vasti, possono trarre beneficio dall'esistenza di rendimenti crescenti di scala, riducendo i costi unitari e quindi offrendo i loro prodotti a prezzi più bassi, mentre dall'altro Iato le famiglie, grazie alla riduzione dei prezzi, possono migliorare il loro benessere e scegliere tra una più vasta gamma di prodotti disponibili. Quando i sistemi economici sono chiusi, invece, la minore produzione d'impresa determina costi unitari più alti e quindi prezzi più elevati, costringendo pure i consumatori ad acquistare solo beni nazionali. Varietà di gusti e rendimenti di scala crescenti sono così in grado di spiegare perché all'interno di un Paese si producono, si esportano e si importano, per esempio, automobili sostanzialmente simili, ma di modelli e case produttrici differenti.

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