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Tesina di maturità

Argomento: Walt Disney

Liceo Scientifico Galileo Galilei

Anno 2011/2012

Nome: Simone Rumac

Classe: V F

Introduzione

Iniziare una tesina con una dichiarazione d'intenti non è proprio quella che si dice una consuetudine; ciononostante, prima di affrontare un argomento così vasto come può essere la storia di Walt Disney, sembrano opportune alcune precisazioni.

Il fine di questo lavoro non è certamente quello di offrire un quadro completo sulla vita e le opere di Disney; né tantomeno vuol essere un'approfondita analisi cinematografica sull'influenza che il suo lavoro ha avuto nel mondo di Hollywood.

Quello che ci proponiamo di fare, piuttosto, è di osservare e raccontare, attraverso gli spunti offerti dalle tappe fondamentali della filmografia Disney, in che modo la figura del padre del cinema d'animazione sia entrata in contatto con i maggiori ambiti del sapere del secolo scorso.

Per fare questo, seguiremo una linea del tempo, che via via ci permetterà di raccontare le innovazioni tecniche, le somiglianze con altri grandi artisti del Novecento, i fortuiti e curiosi incontri e le reinterpretazioni dei classici che hanno portato Walt Disney a diventare uno degli artisti più influenti della storia del cinema e dell'arte.

Cenni biografici

Walter Elias Disney nasce a Chicago in Illinois il 5 dicembre del 1901;

il padre, Elias Disney, ha origini irlandesi, la madre, Flora Call, è di origine tedesca. Ben presto la famiglia si trasferisce a Marceline, nel Missouri, dove i cinque figli di Elias e Flora trascorrono l'infanzia.

Fin da piccolo, Walt manifesta spiccate doti artistiche e alla scuola superiore, oltre ad interessarsi di fumetto e fotografia lavorando per il giornalino scolastico, frequenta i corsi serali della Academy of Fine Arts. Dopo esser stato rifiutato per il servizio militare a soli sedici anni, Walt riesce a farsi accettare dalla Croce Rossa e viene mandato in Francia; oltremare trascorrerà quasi un anno, lavorando come autista della sua ambulanza, completamente dipinta con strisce a fumetto.

Di ritorno dall'Europa, Disney lascia la famiglia e si trasferisce a Kansas City; trova lavoro presso la Pressmann-Rubin, un'agenzia pubblicitaria, e qui incontra uno straordinario disegnatore: Ubbe Ert Iwerks.

Negli anni successivi, Iwerks e Disney trovano impiego presso la Kansas City Ad, che si occupa di animazione a livelli piuttosto bassi; l'azienda concede ai due una vecchia cinepresa in prestito, con la quale Disney e Iwerks si divertono a creare e sperimentare chiusi nel loro garage, dopo il lavoro.

Da questa esperienza nascono i primi lavori e per ultimo nasce un personaggio noto come Oswald the Lucky Rabbit, che riesce a convincere nientemeno che la Universal ad assumere i due.

Inizialmente, le cose sembrano filare per il verso giusto: Walt e Ub percepiscono un discreto stipendio al soldo della Universal e riescono piano piano ad assumere altri disegnatori, creando il nucleo di quello che sarà poi lo Studio Disney.

Il personaggio di Oswald appartiene, però, legalmente alla Universal, e non fu certo difficile estromettere Disney al primo cambio di vertice, lasciandolo sul lastrico e, soprattutto, privandolo della sua più felice intuizione. Ciononostante, il contratto con la Universal prevedeva ancora delle commissioni, che Disney portò a termine; contemporaneamente, nel tempo libero Walt e Ub incominciano a lavorare ad un altro progetto: Topolino. Alla fine degli anni venti, però, non è facile trovare qualcuno disposto ad investire nei due sconosciuti disegnatori, almeno fintanto che il personaggio di Mickey Mouse non sarà riuscito a distinguersi dalla massa. L'occasione per realizzare questo progetto si presentò nel 1928, l'anno in cui fu introdotto nel mondo del cinema il sonoro: Topolino parlerà!

Il 18 novembre 1928, il primo cortometraggio con protagonista Topolino venne finalmente proiettato in coda a un film a New York; il giorno seguente i giornali non parlavano d'altro e il successo è clamoroso.

Ub e Walt riescono ad aprire, grazie all'aiuto economico del fratello di Walt, Roy, un piccolo studio d'animazione; trovano anche un nuovo produttore, che però ben presto si rivela altrettanto inaffidabile e che convince Ub a separarsi dall'amico di sempre. Disney da qui in poi proseguirà da solo, non più disposto a vendere i suoi personaggi in cambio di contratti troppo costrittivi.

Gli anni trenta proseguono sulla via del successo e la Disney crea innumerevoli cortometraggi animati, ritagliandosi un posto di primissimo piano nella scena del cinema d'animazione. Sul finire del decennio, però, Walt decide di andare oltre: forte delle recenti innovazioni tecniche che permettono animazioni sempre più “realistiche”, pensa di poter dar vita ad un cartone animato che abbia la durata di un film, un lungometraggio realizzato completamente da disegnatori. Nasce così “Biancaneve e i Sette Nani”, che debuttò nel 1937 e riscontrò un successo senza precedenti. La vecchia sede, in Hiperion Avenue, viene abbandonata, una nuova sede più grande e moderna viene realizzata a Burbank, in California.

Con il secondo film le cose non andranno, però, altrettanto bene. “Pinocchio” avrebbe dovuto uscire su scala mondiale nel 1940, permettendo di rientrare delle spropositate spese che lo avevano reso il film più costoso mai realizzato; lo scoppio della guerra in Europa, però, rende impossibile questo progetto e Pinocchio si rivela un fallimento, almeno dal punto di vista economico. Peggio ancora il risultato del terzo progetto: “Fantasia”. Dotato di un innovativo quanto costoso sistema sonoro, Fantasia superò di gran lunga il budget previsto e acuì la crisi economica in casa Disney. Ne segue un duro sciopero dei disegnatori che segna il punto più critico della neonata azienda Disney.

Tuttavia, risolti i problemi sindacali grazie alle capacità del fratello Roy, la situazione si stabilizza; gli anni quaranta, segnati dalla crisi economica e dal coinvolgimento nel conflitto mondiale, proseguono con relativa tranquillità. Le vette artistiche dei primi film non saranno forse mai più raggiunte, ma ciò non impedisce alla Disney di produrre film dal discreto successo.

Il 17 luglio 1955 prese vita un altro ambizioso progetto: è il giorno dell'inaugurazione di Disneyland, il parco tematico che costituì, almeno fino alla morte del suo creatore, la più grande fonte di guadagno dell'azienda e consentì una maggiore solidità economica. Non solo, Disneyland fu anche l'occupazione principale di Walt negli anni sessanta. Disneyland era il suo grande sogno e voleva occuparsi personalmente di ogni dettaglio, dalle attrazioni agli spettacoli fino alle costruzioni che vi erano inserite.

Ritorna, infine, a dedicarsi al cinema personalmente, solo nel 1964, quando un nuovo progetto lo affascina a tal punto da spingerlo ad occuparsi perfino della scenografia: nasceva Mary Poppins, il più grande successo della storia Disney fino ad allora. Nei mesi successivi, però, gli viene diagnosticato un tumore ai polmoni. Disney non farà in tempo a vedere realizzato il diciannovesimo classico dei suoi Studios, del quale per altro si occupò ben poco, e morì il 15 dicembre 1966.

La notizia fece il giro del mondo e fu lo stesso presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan a pronunciare le seguenti parole: “Da oggi il mondo è più povero”.

Fisica: il Fantasound

La prima curiosità è a carattere scientifico; la storia risale al 1940: la Seconda guerra mondiale infuria già in Europa e l'America temporeggia; la Walt Disney Company ha ormai

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Sintesi

Italiano: Pascoli

Storia: La propaganda americana anti-nazista

Inglese: A Christmas Carol di Dickens

Arte: Destino: l'incontro fra Disney e Dalí

Fisica: Il Fantasound

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