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Walter Elias Disney

Walt Disney è scomparso ormai da 47 anni. Quarto di cinque figli, si arruolò contro la volontà del padre nell’esercito durante il primo conflitto mondiale camuffando addirittura la sua vera età. Ottenne in prestito dalla società in cui lavorava, la Kansas City Ad, una vecchia cinepresa con la quale fece degli esperimenti in un garage; il genio Disney iniziava a prendere forma.

I risultati che ottenne insieme a Ub Iwerks erano più che incoraggianti. Walt e Ub lavoravano insieme alla Kansas City Ad e poi anche nel loro garage, ma è in quest’ultimo luogo che riuscivano a realizzare i loro primi capolavori. Nei primi anni venti aprirono uno studio tutto loro e nacquero alcuni cortometraggi quali ‘Oswald the Lucky Rabbit’, il prototipo del futuro Mickey Mouse.

Si creò successivamente una collaborazione con la Universal, ma quando questa cominciò ad essere gestita dal marito della reale proprietaria, le cose cambiarono per i due autori, tanto che a causa del continuo abbassamento dei salari e agli estenuanti ritmi di lavoro, Disney e Ub furono costretti a lavorare ad un proprio progetto in un momento successivo all’orario lavorativo in un arco di tempo minimo, creando più di 700 schizzi al giorno.

Avevano deciso di reagire alle restrizioni imposte dal nuovo capo e di creare un personaggio tutto loro. Scoprirono che bastava accorciare le orecchie di Oswald, trasformargli la coda e ritoccare qualcosa qua e là per avere un topo, topo il cui nome fu scelto dalla moglie di Disney, Lilian, la quale pensava che un nome come ‘Mickey Mouse’ fosse molto più ‘sbarazzino’ rispetto alla precedente scelta di ‘Mortimer Mouse’ pensata dal marito.

Ma Walt Disney ricevette una grande delusione dal suo collaboratore. All’alba della creazione del mitico ‘Topolino’, Ub si lasciò convincere ad accettare un lavoro migliore e ad abbandonare gli studi di Disney. Per l’artista però, non si trattava solo di affari; egli vide in questa decisione un vero e proprio tradimento, tanto che decise di non rivolgere più la parola a quello che fino a poco tempo prima era stato il suo migliore amico.

Il grande successo di Disney arrivò però negli anni ’30, quando si decise di proiettare subito dopo un film sulla guerra un corto animato, utilizzando quella che era la novità del momento: il sonoro. Fu un enorme successo, si parlò del cortometraggio addirittura sui quotidiani, che riportavano il titolo ‘‘Mickey Mouse Speaks’’. Da qui il mito di un uomo, consolidatosi con l’uscita di ‘Biancaneve e i sette nani’, capace di far fantasticare persino degli adulti ormai lontani dal visionario mondo fanciullesco e garantire loro un proprio posto all’interno del vasto mondo della fantasia, pur riuscendo, come in casi eclatanti quali ‘Bambi’, ad affrontare temi importanti ed impegnativi, come ad esempio il lutto, o ancora con Dumbo, il riscatto dell’emarginazione.

Il tutto rigorosamente condito da atmosfere idilliache e fiabesche, che quasi tendono ad affievolire le tematiche invece molto pesanti, dal momento che l’inventore di Topolino inserisce all’interno dei suoi lungometraggi un moralismo sottile che può essere percepito da chiunque e camuffato dai suoi personaggi talvolta maldestri.

Telegramma inviato dal governatore della California, Rinald Reagan, in seguito al collasso cardiaco di Walter Elias Disney

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I cortometraggi animati sono stati i primi esperimenti artistici di una mente geniale come quella di Walt Disney; sono stati proprio questi piccoli spezzoni di cartoni animati a dare notorietà e fama internazionale all’artista americano.

L’artista durante la sua lunga carriera ha sempre evidenziato quale fosse il ruolo del bambino e del suo pensiero, creando personaggi che in un certo senso rappresentano tutti noi, in ogni nostra sfaccettatura.

Disney però non manca di trattare tematiche anche molto più serie e gravose, come la guerra che sconvolse il mondo intero negli anni ‘40, soffermandosi su molteplici aspetti, uno dei quali, appunto, proprio l’effetto che questa distruzione ebbe sui bambini. Ho voluto proporre un lavoro che rendesse omaggio al creatore di Topolino senza dimenticare però il suo punto di partenza, i corti animati e far conoscere quelli che sono stati i suoi primi capolavori, fino ad arrivare a ricordare un altro grande genio, Salvador Dalì, amico e collaboratore di Walt Disney, che assieme a lui diresse un cortometraggio che ha visto la luce soltanto pochi anni fa.

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Storia

La propaganda nazista e i suoi effetti sui bambini

Walt Disney ci mostra in ben due cortometraggi come la propaganda nazista ebbe notevole impatto su uomini, donne ma soprattutto bambini. Il personaggio utilizzato per riportare in vita momenti terribili come quelli vissuti durante la Seconda Guerra Mondiale altri non è che Paolino Paperino il quale per la prima volta veste i panni di un operaio tedesco costretto a ritmi di lavoro estenuanti e a gesti ripetitivi che lo portano quasi ad impazzire. Il cortometraggio in questione è ‘Der Fuehrer’s Face’, un cartone ambientato in un ideale villaggio tedesco tappezzato di svastiche, dove vengono cantati inni alle virtù naziste.

Paperino sta dormendo e al suono della marcia nazista alza istintivamente il braccio in segno di saluto a Hitler. Mein Kampf

Durante la colazione gli viene posta davanti al piatto una copia del , per un momento di lettura, per poi essere trascinato alla fabbrica in cui lavora. Appena arrivato, Paperino inizia il suo turno giornaliero alla catena di montaggio; il suo lavoro consiste nell’avvitare le spolette di granate di artiglieria.

Mescolate alle granate ci sono ritratti del Fuhrer che lo costringono ad interrompere il lavoro ogni volta che appare un ritratto per fare il saluto nazista.

La velocità della catena di montaggio aumenta continuamente, tanto che alla fine non riesce a tenere il ritmo. Per di più viene continuamente bombardato da messaggi propagandistici sulla superiorità della razza ariana e sulla gloria derivante dal lavoro per il Fuhrer.

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Sintesi

Sintesi Walt Disney e infanzia tesina

La seguente tesina di maturità ha come obiettivo quello di presentare la storia di Walt Disney, la sua fondazione, le sue principali opere di successo, collegandolo all'infanzia. La tesina permette inoltre anche dei collegamenti con i seguenti temi scolastici: la propaganda nazista e i suoi effetti sui bambini, il destino, il surrealismo e Salvador Dalì in ambito artistico e infine la trattazione della sezione aurea in Matematica.

Collegamenti

Walt Disney e infanzia tesina

  • Storia: La propaganda nazista e i suoi effetti sui bambini.
  • Storia dell'arte: Il destino, il surrealismo, Salvador Dalì.
  • Matematica: La sezione aurea.
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