Estratto del documento

«Il surrealismo è la magica sorpresa di trovare un leone nell’armadio dove si voleva prendere una camicia.»

(Frida Kahlo)

Un viaggio con Dalí nel surrealismo

Valentina Campagna

Classe 5ªAT

ITC Martino Bassi – Seregno

A.S. 2013/2014

Indice

  • Introduzione pag. 3
  • Salvador Dalí pag. 4
  • Metodo paranoico-critico pag. 7
  • Apparizione di un volto e di una fruttiera sulla spiaggia pag. 8
  • Avanguardie storiche pag. 11
  • Surrealismo letterario e artistico pag. 15
  • New York pag. 17
  • Montmartre et l’Espace Dalí pag. 21
  • Bibliografia pag. 25

2.

Ho scelto questo argomento per la mia tesina perché sono affascinata da quello che ci può essere al di là di ciò che si riesce a vedere. Sono affascinata da ciò che la nostra mente può creare senza avere alcun filtro logico o morale. Salvador Dalí mi ha sempre colpita per il modo con il quale rappresentava le sue opere fuori dal comune e ho scelto lui perché mi sembrava l’artista migliore con il quale intraprendere un «viaggio nel surrealismo», il pittore che di reale aveva ben poco.

3.

Salvador Dalí

L’11 maggio 1904 nasce a Figueras, in Catalogna, Salvador Felipe Jacinto Dalí, figlio di Don Salvador Dalí i Cusí, di professione notaio, e sua moglie, Doña Felipa Domènech. Trascorre la sua infanzia tra Figueras, Barcellona e Cadaqués, dove si trova la casa dei suoi genitori.

Nel 1914 Dalí inizia a frequentare la scuola secondaria dei Fratelli Marsit, a Figueras, e dimostra un precoce interesse verso la pittura che scopre ed alimenta presso la casa della famiglia Pitxot, amica dei suoi genitori. Inizialmente il suo interesse è rivolto in particolare all’Impressionismo, che viene a conoscere attraverso Ramon Pitxot (1872-1925), il quale fece una mostra al Salon d’Automne di Parigi con i Fauves e che fu lodato con entusiasmo da Apollinaire nelle sue «Chroniques d’art». La maggior parte delle opere di Dalí di questo periodo sono dipinti ad olio raffiguranti paesaggi di Cadaqués e scene di contadini e pescatori.

A partire dal 1918 il suo interesse per le opere impressioniste lascia il posto ad una pressante necessità di colore. È quindi ora attirato dai maestri della «art pompier» e in particolar modo da Mariano Fortuny e da Modesto Urgell, ma alla fine opta per il Puntinismo. Il 2 maggio 1918 espone per la prima volta alcune tele ad una mostra di artisti locali, al Teatre Municipal di Figueras.

La rivista «Stadium», pubblicata dal Figueras Institut, scuola secondaria, inizia a ricevere contributi da parte di Dalí. I suoi articoli sull’arte si riferiscono ai pittori che più ammira: Leonardo da Vinci, Michelangelo, Dürer, El Greco, Goya e Velázquez. Quest’ultimo risulta ai suoi occhi come «uno dei più grandi, forse il più grande, tra i pittori spagnoli, e uno dei primi nel mondo». Collabora inoltre con la rivista umoristica «El Señor Pancracio». Anche i suoi interessi letterari sono piuttosto evidenti.

Nel 1921 viene ammesso alla Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid, la stessa che nel 1897 aveva visto fra i suoi allievi più brillanti Picasso, dove studia disegno, pittura e scultura. Alla Residenza degli Studenti, dove alloggia, conosce Lorca, Buñuel ed Eugenio Montes. Il Consiglio Disciplinare decide di sospenderlo dalla scuola per un anno con l’accusa di incitamento alla ribellione contro le autorità scolastiche. In questo periodo subisce l’influenza dei Futuristi Italiani. Dipinge quadri cubisti nella sua stanza e dimostra apertamente la sua opposizione verso gli insegnamenti ufficiali che riceve.

Nell’ottobre del 1922 espone otto sue opere alla Galeries Dalmau di Barcellona. A Parigi, nello stesso anno, André Breton insieme a Picabia, Max Ernst e Man Ray, ha dato vita al primo gruppo Surrealista.

4.

Nel maggio del 1923, al suo ritorno a scuola, viene arrestato per le sue tendenze anarchiche e passa trentacinque giorni in prigione. Nel frattempo accresce il suo interesse per il Cubismo, cresce anche l’influenza esercitata su di lui dalla Scuola Metafisica Italiana, ma tutto ciò non lo porta ad abbandonare il Puntinismo.

Si iscrive nuovamente alla Scuola di Belle Arti, nel 1924, e là riprende i contatti con i gruppi di estrema avanguardia. Nel contempo, a Parigi, Breton pubblica il suo primo Manifesto Surrealista e la rivista «La révolution surréaliste».

(da sinistra Tristan Tzara, Paul Eluard, André Breton, Hans Arp, Salvador Dalí, Yves Tanguy, Max Ernst, René Crevel, Man Ray)

A novembre del 1925 ci fu la prima mostra personale alla Galeries Dalmau di Barcellona, che desta l’interesse di Picasso e Miró per Dalí. Lorca scrive la sua Ode to Salvador Dalí.

Dalí visita, nel 1926, con la sorella e la zia, Parigi e Bruxelles per la prima volta. Fra le numerose persone che visita a Parigi c’è Picasso, il quale rimane particolarmente impressionato dalle opere che Dalí gli mostra. A ottobre dello stesso anno, Dalí viene definitivamente espulso dalla Scuola di Belle Arti, dopo essersi rifiutato di riconoscere la competenza dei suoi insegnanti nell’esaminarlo.

Durante dicembre fece la seconda mostra personale alla Galeries Dalmau.

5.

Nel 1929 Dalí fece il suo secondo viaggio a Parigi, in concomitanza con le riprese del film Buñuel, Un Chien Andalou, al quale Dalí contribuì. Viene presentato da Miró al gruppo Surrealista e fa la conoscenza di Arp, di Magritte e del commerciante d’arte Camille Goemans, che lo presenta a Paul Éluard. Conobbe la moglie di Éluard, Helena (Gala), la quale non si separò più da Dalí, divenendone il miglior consigliere e la modella. Nel novembre dello stesso anno, ci fu la prima mostra di Dalí, presentata da Breton, alla Galerie Goemans di Parigi.

Durante novembre del 1930, dieci opere di Dalí vengono esposte alla prima mostra Surrealista degli Stati Uniti, svoltasi a Hartford. Nello stesso anno pubblica il testo L’Ane pourri, nel quale pone le basi del suo metodo paranoico-critico.

Nel 1932 il successo delle opere di Dalí negli Stati Uniti è appena iniziato e raggiungerà nel tempo livelli inaspettati e nel novembre del 1934 Gala e Dalí raggiungono New York per la prima volta.

Un anno dopo, Dalí tiene la prima lezione al Museum of Modern Art di New York con il titolo Surrealist Paintings and Paranoiac Images, nella quale definisce il suo metodo paranoico-critico con le seguenti parole: «Per dire la verità non sono altro che un registratore, con la maggior precisione possibile e senza giudicare, dei dettami del mio subconscio: i miei sogni, le immagini e le visioni ipnagogiche e tutte le manifestazioni concrete e irrazionali di quel mondo oscuro e sensazionale scoperto da Freud... Il pubblico deve trarre piacere dalle illimitate risorse di misteri, enigma ed angoscia che queste immagini offrono al subconscio dello spettatore...». Nello stesso anno Dalí e Gala lasciano New York.

Dalí pubblica The Conquest of the Irrational a Parigi e New York, l’opera nella quale definisce ulteriormente il suo metodo paranoico-critico: «Metodo spontaneo di conoscenza irrazionale, basato sull’associazione critico-interpretativa di fenomeni di delirio».

A partire dal 1939 le attività di Dalí abbandoneranno del tutto il Surrealismo.

In vista dell’imminente invasione nazista del 1940, Dalí lascia nuovamente l’Europa per stabilirsi negli Stati Uniti dove resterà fino al 1948.

Nel 1965 la Gallery of Modern Art di New York offre al pubblico la più importante mostra retrospettiva di Dalí tenutasi fino ad oggi.

Durante il 1982 Gala viene ricoverata due volte all’ospedale di Barcellona e il 10 giugno muore.

Dopo la morte della moglie e compagna per oltre cinquant’anni, Dalí ha abbandonato la vita pubblica e si è chiuso nel suo castello, a Púbol. Perdendo Gala, Dalí ha perso anche la sua motivazione, senza di lei non ha più la sua compagna, la sua musa e la sua ispirazione.

Il 23 gennaio 1989 Salvador Dalí si spegne all’età di 85 anni.

6.

Metodo paranoico-critico

L’interesse per le teorie di Sigmund Freud e per la psicoanalisi conducono Salvador Dalí a focalizzarsi sul proprio inconscio e a farne fonte di ispirazione per il proprio lavoro. Con la sua adesione al surrealismo inventa un metodo attraverso il quale le pulsioni dell’inconscio possono assumere forma pittorica che definisce «metodo paranoico-critico».

La paranoia, secondo l’artista, è «malattia mentale cronica, la cui sintomatologia più caratteristica consiste nelle delusioni sistematiche, con o senza allucinazioni dei sensi. Le delusioni possono prendere forma di mania di persecuzione o di grandezza e di ambizione».

Il processo critico costituisce il processo di razionalizzazione della paranoia, ovvero nella rielaborazione in maniera razionale delle conseguenze della paranoia. Grazie al processo critico la paranoia, e quindi le delusioni, le allucinazioni e il delirio, affiorano dall’inconscio. Di conseguenza fungono da stimolo alla creatività e alla fantasia dell’artista e possono tradursi in immagini pittoriche.

Dunque il metodo paranoico-critico è l’interpretazione dei fenomeni deliranti.

Questo processo dal punto di vista della psicoanalisi, significa mettere in rapporto il paranoico, cioè il molle, con il critico, cioè il duro, attribuendo consistenza plastica a tutti gli elementi che hanno significato temporale e consistenza rigida a quelli con significato spaziale.

L’artista vorrebbe riuscire a esprimersi come un paranoico ma, essendolo solo in teoria, si percepisce sempre un certo distacco, nel quale il momento critico prende sopravvento.

«...Attraverso un processo nettamente paranoico è possibile ottenere un’immagine

Dalí scrive:

doppia, rappresentazione di un oggetto che, senza la minima modificazione figurativa o anatomica, sia al tempo stesso la rappresentazione di un oggetto assolutamente diverso...».

In questi termini, il metodo paranoico-critico è alla base di alcune tele della seconda metà degli anni ‘30. La caratteristica principale di queste tele è la presenza di effetti illusionistici. In esse i vari elementi si combinano così da evocare insieme immagini diverse: definite da Dalí «immagini doppie».

7.

Apparizione di un volto e di una fruttiera sulla spiaggia

Apparizione di un volto e di una fruttiera sulla spiaggia

Salvador Dalí

1938

Olio su tela

114,5x143,8 cm

Hartford (Connecticut), Wadsworth Athenaeum Museum of Art, The Ella Gallup and Mary Catlin Sumner Collection Fund

In Apparizione di un volto e di una fruttiera sulla spiaggia l’attenzione di Dalí si sposta sul sogno, nel quale forme e personaggi possono acquistare indifferentemente e in modo inquietante i significati più vari, incredibili e contraddittori.

Quindi non c’è più nessuna certezza ed ogni soggetto, appena percepito, viene polverizzato e contraddetto dal successivo. Dalí stesso disse: «Il fatto che neppure io, mentre dipingo, capisca il significato dei miei quadri, non vuol dire ch’essi non ne abbiano alcuno».

8.

La fruttiera

Quest’opera ci consente un’ampia gamma di percezioni visive, iniziando dalla fruttiera di porcellana bianca con delle pere, posta al centro di un tavolo coperto da una tovaglia.

Il volto

Vi è un pallido volto, quasi di fantasma, dall’alta fronte. In corrispondenza di quello che era il piedistallo della fruttiera, risalgono due labbra carnose e un mento tondo pronunciato.

Il cane

Un cane da caccia con il muso rivolto verso destra, in posizione di punta, dà l’idea di riempire l’intero dipinto. In realtà la groppa del cane sembra uno scosceso massiccio montuoso situato dove si trova il limite della fruttiera-ventre del cane.

Il tunnel

L’occhio destro del cane è un tunnel che attraversa il rilievo roccioso-cranio dell’animale. Attraverso questo foro si intravede la prospettiva di un paesaggio lontano.

9.

La duna e l’acquedotto

Il muso del cane è una sorta di duna sabbiosa, mentre il collare corrisponde a un ponte che si riflette nell’insenatura del mare sottostante.

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Sintesi

Introduzione viaggio con Dalí nel surrealismo tesina

Ho scelto questo argomento per la mia tesina, perché sono affascinata da quello che ci può essere al di là di ciò che si riesce a vedere. Sono affascinata da ciò che la nostra mente può creare senza avere alcun filtro logico o morale. Salvador Dalí mi ha sempre colpita per il modo con il quale rappresentava le sue opere fuori dal comune e ho scelto lui perché mi sembrava l’artista migliore con il quale intraprendere un “viaggio nel surrealismo”, il pittore che di reale aveva ben poco. Nella mia tesina di maturità ho anche effettuato dei collegamenti con le altre materie scolastiche.

Collegamenti

Viaggio con Dalí nel surrealismo tesina

  • Storia dell'arte - Salvador Dalí, metodo paranoico-critico, surrealismo.
  • Italiano - Avanguardie storiche: surrealismo, futurismo, dadaismo, espressionismo.
  • Inglese - New York.
  • Francese - Montmartre e l'Espace Dalí.
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