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Esami di Stato a.s. 2007/2008

Liceo Linguistico “G. Dorso”

“Viaggio attraverso la natura”

Antonella Ciasullo

V^ B liceo linguistico

Fondamentale svolta nel pensiero leopardiano: il passaggio da un pessimismo sentimentale-esistenziale ad un pessimismo materialistico e cosmico; dalla concezione di una natura benefica a quella di una natura nemica e persecutrice.

I colpevoli non sono più gli uomini che volontariamente hanno deviato dalle leggi naturali, ma la Natura, sempre e dovunque indifferente se non ostile ad ognuno dei suoi figli, incapace di procurar loro quella felicità che è nel fine di ogni vivente.

L’infelicità, quindi, non dipende più solamente da motivi psicologici esistenziali, quali l’aspirazione al piacere e l’impossibilità di raggiungerlo, ma anche da mali esterni, fisici, a cui l’uomo non è in grado di sfuggire.

L’Islandese, portavoce del pensiero di Leopardi, fa un elenco puntiglioso di tali eventi: i climi avversi, le tempeste, i cataclismi, le bestie feroci, le malattie ed infine, più terribili di tutti i mali perché non risparmiano nessuno, la decadenza fisica e la vecchiaia.

Leopardi approda così ad un materialismo assoluto ed ad un pessimismo cosmico, che abbraccia tutti i tempi e tutti gli esseri.

Il dolore, la distruzione e la morte, lungi dall’essere errori accidentali nel piano della natura, sono elementi essenziali del suo stesso ordine.

Il mondo è un ciclo eterno di “produzione e distruzione”, e la distruzione è indispensabile alla conservazione del mondo (ne è un esempio lo stesso Islandese che sfama i due leoni).

Più l’uomo cerca di sfuggire alla natura, più ne viene afferrato e condizionato e le domande tragiche, che si pone sul significato della sua esistenza e sul suo rapporto con le cose, sono destinate a restare senza altra risposta, se non quella che, nello svolgersi del ciclo eterno della materia universale, egli non occupa che un posto trascurabile.

Schelling

Schelling nacque nel 1775. Legò amicizia con Hegel

Studiò matematica e scienze naturali.

Idealismo trascendentale

Per assoluto Schelling intende il principio infinito e creatore della realtà, cioè Dio stesso. Tale principio non deve derivare né solo dal soggetto (cioè lo spirito) né solo dall’oggetto (cioè la natura).

Schelling essendo idealista vuole un principio dove l’oggetto non sia un ostacolo da superare per l’oggetto. Ma anzi esso deve avere pari dignità.

Tale principio dovrà essere:

  • Assoluto;
  • Indifferenziato.

Di conseguenza la filosofia sarà intesa come scienza dell’assoluto e si dividerà in filosofia della natura e filosofia trascendentale o dello spirito.

Per S. l’organo della filosofia è l’arte, cioè la filosofia che coglie sia l’oggetto che il soggetto, quindi il conscio e inconscio, e unisce anche il finito dell’opera d’arte e l’infinito dell’interpretazione.

La filosofia della natura

Per Schelling la natura è una totalità spirituale.

La natura dà origine ai tanti esseri attraverso l’attrazione e la repulsione. Ogni prodotto naturale si origina con la lotta di forze opposte, già presenti nei corpi, e la loro azione è condizionata o dalla quantità (massa) o dalla qualità dei corpi.

L’attrazione in chimica prende il nome di affinità.

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