Estratto del documento

Giappone: un impero messo in

ginocchio dalla natura… e dall’uomo

Storia: inglese:

Bombardamento

Scienze: The Second

su Hiroshima e

Fisica:

Maremoto, terremoto e World War

Nagasaki

L’energia nucleare

“Tettonica delle placche” Storia del

Nucleare:

maremoto del centrale di dal “gruppo di via

Giappone Fukushima Panisperna” al

“Progetto

Manhattan”

Italiano: latino: ed. fisica:

Leopardi e il filosofia:

Lucrezio e il prevenzione

“Dialogo arte:

“Manifesto”

“De Rerum dalle radiazioni

della Natura “Guernica” di

Russell-

Natura” (Iodio)

e di un Picasso

Einstein

Islandese” Difrancesco Alberto

Di:

Esami di Stato 2010/2011:

Giappone: un impero messo in

ginocchio dalla natura

…e dall’uomo

di

Difrancesco Alberto

“Ai terremoti non v’è rimedio alcuno. Se il cielo ci minaccia con le folgori, pure si trova scampo nelle caverne… Ma contro i terremoti non vale la fuga, non giovano nascondigli… ”

(Francesco Petrarca, Secretum, dialogo 91, dopo il terremoto del 1349)

Il maremoto

Il maremoto è un moto ondoso del mare, originato da un terremoto sottomarino.

Quando, infatti, il movimento della faglia associata al terremoto fa sollevare o abbassare bruscamente un tratto del fondo del mare, l’oscillazione di quest’ultimo provoca, nella massa d’acqua sovrastante, una perturbazione che si manifesta, sulla superficie del mare, come onde molto lunghe.

Negli ultimi anni è entrato a far parte della lingua comune il termine nipponico TSUNAMI (letter. “Onda contro il porto”).

In pieno oceano la distanza tra due creste (i punti più alti dell’onda) può arrivare a oltre 150 Km, mentre l’altezza in genere non supera il metro, per cui in mare aperto il passaggio di un’onda di maremoto può restare del tutto inosservato. Ma quando si avvicinano alla costa, man mano che la profondità diminuisce, l’altezza delle onde cresce raggiungendo anche i 10 m.

Maremoto del Giappone

Il terremoto si è verificato l’11 marzo 2011 al largo della costa della regione di Tōhoku, nel Giappone settentrionale, alle ore 14:45 locali.

Ulteriori scosse si sono succedute dopo quella iniziale delle 14:45; le scosse di magnitudo superiore a 5,0 sono state più di una quarantina nel corso della giornata; le scosse sono continuate sino al 17 marzo.

Scheda del terremoto:

Magnitudo 9,0 della Scala Richter (il più grande sisma registrato nello stato nipponico in epoca moderna e il 5° terremoto più forte di sempre)

Intensità 8° grado della scala Mercalli (il corrispondente del grado 6 della scala orientale JMA)

Ipocentro 24,4 Km di profondità (è quindi un terremoto superficiale)

Scheda del maremoto:

Velocità Le onde si sono scagliate sulla costa ad una velocità di 750 Km/h

Onde

Altezza Le onde hanno raggiunto dovunque un’altezza di oltre 10 m;

Onde (l’onda più alta si è scagliata sulla città di Miyako, raggiungendo un’altezza di 38,9 m)

Effetti del terremoto:

Asse Si è spostato di 17 cm

Terrestre Si sono spostate di 4 m verso Est

Coste 14.000 morti (accertati) e 15.000 dispersi, per un totale di oltre 30.000 vittime

Vittime

Il sisma ha provocato lo spegnimento

Centrali automatico di undici centrali nucleari

Nucleari da parte dei sistemi di emergenza.

”È crudele ed umiliante constatare che le opere umane, costate tanti anni di lavoro e sacrificio, possano venir distrutte in pochi secondi... la terra, simbolo stesso di solidità, può muoversi sotto i nostri piedi come una sottile pellicola su un liquido”

(Charles Darwin, dopo il terremoto cileno del 1835)

…ma perché proprio il Giappone?

Secondo la teoria della “Tettonica a Placche”, formulata verso la fine degli anni 60, l’intera litosfera terrestre (la parte rigida del nostro pianeta che comprende la crosta terrestre e la porzione del mantello esterno) è suddivisa in diversi blocchi, in “placche” appunto.

Lungo i margini delle placche sono localizzate:

fosse di subduzione

le (“margini distruttivi”) ove una placca sprofondo al di sotto di un’altra, rifondendosi;

dorsali oceaniche

le (“margini costruttivi”), lungo le quali si costruisce nuova litosfera oceanica che via via si allontana dalla dorsale.

Analizzando il “mosaico” delle placche terrestri, il Giappone si trova esattamente dove si ha il contatto di quattro placche tettoniche:

Placca Pacifica Placca Nordamericana

che vanno in subduzione al di sotto di:

Placca delle Filippine Placca Euroasiatica

Nel caso dell’ultimo evento sismico Giapponese la Placca del Pacifico (crosta oceanica) è subdotta sotto alla Placca Nord Americana (crosta mista);

sembra assodato che l’ipocentro sia localizzato in una zona piuttosto superficiale del piano di subduzione e questo ha aumentato la violenza dell’evento in quanto tanto più superficiale è il terremoto tanto più si avrà una flessione della crosta terreste;

in effetti è stato calcolato che in seguito al sisma il fondale marino si sia alzato di diversi metri e abbia generato lo tsunami che ha spazzato le coste Giapponesi.

Cintura di Fuoco

Inoltre il Giappone fa parte della, che risulta essere una zona ad arco di circa 40’000 km intorno all’Oceano Pacifico in cui l’avvicinamento di placche oceaniche e continentali che si infilano una sotto l’altra origina il fenomeno della subduzione e provoca violentissimi eventi sismici come appunto quello occorso l’11 Marzo scorso.

…ma come si pone l’uomo davanti agli effetti devastanti della Natura?

Giacomo Leopardi (1798-1837), in tutta la sua opera ha indagato il rapporto uomo-natura, oscillando tra due posizioni opposte:

Natura Benigna

“ ” vista come una madre amorevole, attenta al bene delle sue creature, che ha voluto offrire un rimedio all’uomo contro la sua infelicità: l’immaginazione e le illusioni riescono a mascherare le sue effettive misere

(concezione finalistica);

condizioni

Natura Maligna

“ ” vista non più come madre amorosa e provvidente, ma come meccanismo cieco, indifferente alla sorte delle sue creature e anche crudele, in cui la sofferenza degli esseri e la loro distruzione è legge essenziale, perché gli individui devono

(concezione meccanicistica e

perire per consentire la conservazione del mondo

materialistica). Pessimismo

Alla prima concezione della natura corrisponde la fase del “

Storico”, secondo cui la condizione negativa del presente viene vista come effetto di un processo storico, di una decadenza e di un allontanamento progressivo dalla condizione originaria di felicità.

Gli antichi, pertanto, erano “felici” in quanto più vicini alla natura e spinti a gesta eroiche.

Oggi, il progresso della ragione ha allontanato l’uomo dalla condizione di felicità: la colpa dell’infelicità presente è dunque attribuita all’uomo stesso, che si è allontanato dalla via tracciata dalla natura benigna.

Alla seconda concezione della natura, corrisponde la fase del

Pessimismo Cosmico

“ ”, secondo cui tutti gli uomini, in ogni tempo e in ogni luogo, sono necessariamente infelici.

Se la natura stessa è causa dell’infelicità, questa non è più legata ad una condizione storica e relativa dell’uomo, ma ad una condizione assoluta, come un dato eterno e immutabile di natura.

Alla seconda fase si rifanno le “Operette Morali”, quasi tutte composte nel 1824, in cui Leopardi vi espone il “sistema” da lui elaborato.

Dialogo della Natura e di un Islandese

In particolare, il “ ” segna il passaggio da un pessimismo sensistico-esistenziale a un pessimismo radicalmente materialistico e cosmico, dalla concezione di una natura benefica e provvidente a quella di una natura nemica e persecutrice.

L’operetta fu scritta fra il 21 e il 30 Maggio 1824. Lo spunto fu offerto dalla “Storia di Jenni” di Voltaire, dove, nel contesto di un discorso sui flagelli da cui sono tormentati gli uomini, si parla delle terribili condizioni degli Islandesi, minacciati insieme dal gelo e dal vulcano Hekla. Di qui probabilmente è venuta a Leopardi l’idea di assumere un Islandese come esempio dell’infelicità dell’uomo e dei mali che lo affliggono per colpa della natura.

Come afferma G. Baldi, l’operetta rappresenta “un’appassionata requisitoria contro la crudeltà della natura” in cui “l’Islandese è chiaramente portavoce di Leopardi”.

Nei primi righi, l’autore vede la natura personificata in una figura di donna gigantesca:

“Trovò che era una forma smisurata di donna seduta in terra, col busto ritto, appoggiato il dosso e il gomito a una montagna; e non finta ma viva; di volto mezzo tra bello e terribile, di occhi e di capelli nerissimi” (rr.9-12)

Fin dall’inizio, la Natura si presenta come nemica da cui fuggire, mediante il paragone del serpente e dello scoiattolo:

“Così fugge lo scoiattolo dal serpente a sonaglio, finché gli cade in gola da se medesimo. Io sono quella che tu fuggi” (rr.17-18)

Subito dopo emerge la concezione di “Natura malvagia” in cui l’autore, per bocca dell’Islandese, elenca una lunga serie di avversità “fisiche” cui è sottoposto l’uomo:

“Io non poteva mantenermi però senza patimento: perché la lunghezza del verno, l’intensità del freddo e l’ardore estremo della state, che sono qualità di quel luogo, mi travagliano di continuo; e il fuoco, presso al quale mi conveniva passare una gran parte del tempo, m’inaridiva le carni, e straziava gli occhi col fumo; di modo che, né in casa né a cielo aperto, io mi poteva salvare da un perpetuo disagio”

(rr.45-50)

Viene poi chiarito il motivo del viaggio dell’Islandese, che è in ricerca di un posto sulla Terra in cui vivere serenamente, in una condizione di atarassia:

“Mi posi a cangiar luoghi e climi, per vedere se in alcuna parte della terra potessi non offendendo non essere offeso, e non godendo non patire” (rr.62-63)

Viene quindi ribadita la volontà persecutoria della Natura nei confronti dell’uomo: “Tu dai ciascun giorno un assalto e una battaglia formata a quegli abitanti, non rei verso di te di nessun’ingiuria” (rr.76-77)

Passando nuovamente in rassegna alle avversità naturali, l’autore descrive i cataclismi sismici e vulcanici:

“In altri luoghi la serenità ordinaria del cielo è compensata dalla frequenza dei terremoti, dalla moltitudine e dalla furia dei vulcani, dal ribollimento sotterranei di tutto il paese” (rr.77-79)

Alla luce di quanto detto, l’Islandese capisce che la Natura è effettivamente nemica dell’uomo:

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Sintesi

Scienze: maremoto; terremoto e tettonica delle placche

Italiano: Giacomo Leopardi (rapporto uomo/natura)

Latino: Lucrezio (De Rerum Natura)

Fisica: l'energia nucleare

Educazione fisica: la prevenzione dalle radiazioni

Storia: il "Manifesto" Russell-Einstein

Inglese: the second world war

Filosofia: il "Manifesto" Russell-Einstein

Storia dell'arte: Pablo Picasso (Guernica)

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