Totalitarism
Italiano: Alle fronde.
Storia: I regimi totalitari e la loro propaganda.
I regimi dei salici, L’uomo del mio tempo (Salvatore Quasimodo), La capra (Giuseppe Ungaretti).
Economia aziendale: Il sistema informativo aziendale.
Italiano: Ermetismo, Nascita della Repubblica Italiana, differenze e analogie tra Costituzione e Statuto Albertino.
Inglese: The system of government, The Monarchy.
Scienze delle finanze: Deficit pubblico.
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Quando si parla del XX secolo
Quando si parla del XX secolo si pensa alle grandi guerre che lo hanno caratterizzato. In particolar modo si ricordano le atrocità della II Guerra Mondiale. Su questo si è scritto e detto veramente tanto, cercandone le cause sin dal principio. Esaminando le varie nazioni coinvolte nella Guerra, in molte di esse si sono riscontrati dei regimi totalitari.
Le caratteristiche principali dei governi totalitari sono: l’esistenza di un partito unico, la statalizzazione di tutta l’economia, il monopolio dell’attività sindacale e politica da parte del partito dominante, il monopolio della cultura e dei mezzi di comunicazione ed informazione, il mezzo del terrore e dell’annientamento per gli avversari politici.
Quindi uno Stato che assume un carattere autoritario totale. Tutte caratteristiche riscontrate nella Germania di Hitler (nazismo), nell’Italia di Mussolini (fascismo), nella Spagna di Francisco Franco (franchismo) e nell’URSS di Stalin (stalinismo). Ognuno di questi governi aveva a capo un dittatore, con le caratteristiche del capo carismatico, che non fonda il proprio potere sul carattere sacro o legale della propria autorità (come i monarchi), ma sulle proprie caratteristiche, fra cui la principale è l’infallibilità.
In quanto fondatori e creatori dei valori dei propri partiti di massa, essi potevano determinare ciò che fosse giusto o sbagliato, ciò che fosse vero o falso. Quindi dal capo erano determinati i valori ideologici e l’intera struttura amministrativa del partito.
All’interno di questi governi ritroviamo la società di massa, definita: “una società nella quale la grande maggioranza della popolazione è coinvolta secondo modelli di comportamento generalizzato nella produzione su vasta scala, nella vita politica per mezzo di modelli generalizzati di partecipazione, e nella vita culturale attraverso l’uso dei mezzi di comunicazione di massa”.
Ma quando si parla di massa si intende una moltitudine di persone politicamente passive. Quindi l’uomo viene svuotato della propria personalità per diventare un semplice ingranaggio del sistema (uomo-massa). Quindi vediamo da parte del singolo individuo il consenso ad uniformarsi alla massa.
Questo consenso era raggiunto con un’opera di indottrinamento. Questo veniva operato sia sugli adulti, (tramite i mezzi di comunicazione di massa, la mobilitazione ideologica, ecc.), sia sui bambini (tramite scolarizzazione, organizzazioni giovanili, ecc.).
E quando ciò non bastava si procedeva con il terrore e l’annientamento fisico e psicologico dei ribelli. Tutto ciò era possibile perché il regime totalitario controllava tutti gli strumenti di lotta armata, oltre al controllo dell’intera economia, dei mass-media e dell’intera propaganda. Cioè un controllo e dominio totale da parte del dittatore e dei suoi fedeli.
Tra i principali regimi totalitari esamineremo: Stalinismo, Nazismo e Fascismo. 18
Stalinismo
Stalinismo: è un termine utilizzato per designare i tratti più autoritari del comunismo sovietico legati alla figura di Stalin. Negli ultimi anni della vita di Stalin, lo stalinismo divenne una sorta di religione di stato, i cui dogmi venivano accettati senza discussione in ogni campo dell’arte e delle scienze sociali e naturali.
Per quanto riguarda l’economia, il regime dirigeva ogni settore imponendo piani quinquennali per l’accrescimento delle industrie (soprattutto il settore bellico) e la collettivizzazione dell’agricoltura. Tutto ciò portò l’URSS al secondo posto come Paese industrializzato, ma di fatto la popolazione viveva nella miseria.
Altra caratteristica del regime fu l’eliminazione di ogni opposizione, con il mezzo del terrore (le cosiddette purghe): i sottoposti a processi, gli oppositori venivano solitamente accusati di tradimento; i processi terminavano con la confessione estorta all’imputato dalla polizia; Stalin eliminò i suoi nemici fin fuori dai confini dell’URSS.
Anche qui la propaganda ricoprì la sua importanza. Già Lenin aveva affermato: l’arte cinematografica è per noi la più importante delle arti. Ma soprattutto con Stalin vennero girati e proiettati dei cinegiornali a tutta la nazione. Questi avevano il compito di esaltare ed idealizzare gli ideali comunisti.
L’industria cinematografica sovietica era totalmente controllata dal Partito comunista e le maglie della censura erano strettissime. Lo stesso Stalin, appassionato di cinema, visionava personalmente i film in uscita valutandone l’idoneità ideologica.
Con la stipulazione del Patto di non aggressione con la Germania e l’avvio della seconda guerra mondiale, in URSS venne sospesa la distribuzione delle pellicole girate in quegli anni che attaccavano apertamente l’ideologia nazista.
L’invasione dell’Unione Sovietica da parte delle truppe tedesche (avvenuta nel 1941), rese necessario il trasferimento degli stabilimenti cinematografici nelle zone non occupate del Paese. Furono quindi realizzati i primi film di argomento bellico, in cui le atrocità dell’esercito nazista venivano contrapposte al coraggio del popolo russo.
Nazismo
Nazismo: alcuni dei principi centrali della dottrina del Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori (NSDAP) erano: la superiorità della razza ariana, la tradizione nazionalista e militarista. Inoltre si caratterizzò per i suoi tratti fortemente antiliberali, imperialistici e antisemiti. 18
Ben presto Hitler prese il comando del partito assumendo così il titolo di Führerprinzip. Si occupò immediatamente della propaganda raggiungendo così l’intera nazione, puntando sull’umiliazione subita con la sconfitta della I Guerra Mondiale.
Dopo vari tentativi di sciogliere il partito da parte di avversari, nel 1930 contava circa 400.000 iscritti oltre ad aver ormai raggiunto il potere. In questa fase si rafforzò il Führerprinzip, sconfinando in quello che sarebbe stato un vero e proprio culto; già da tempo, del resto, si era affermato il saluto Heil Hitler.
Il partito sviluppò mezzi propagandistici assai efficaci ed aumentò il suo potere di attrazione su determinati strati della popolazione, infatti vennero prodotti cinegiornali e pellicole commissionati e finanziati interamente dal regime; i temi principali erano: denigrazione dei nemici del nazismo, stimolazione delle masse all’adesione al partito ed all’impegno bellico, esaltazione di eroi nazisti e stimolazione all’odio razzista nei confronti degli ebrei (che venivano dipinti come un popolo corrotto e criminale).
Violenza ed aggressività diffamatoria furono ampiamente utilizzati come mezzi di lotta politica contro gli avversari. Hitler riuscì ad annientare i partiti avversari, li sciolse e li segnò come illegali, lasciando il proprio partito come l’unico legale.
Questo portò il numero degli iscritti a diversi milioni di tedeschi. Ogni settore della popolazione era organizzato, sorvegliato ed indottrinato dal partito. Inoltre per il controllo e la repressione venne poi attivata la SS (squadre di difesa).
Hitler proclamava nella sua propaganda il progetto di una grande Germania che radunasse tutte le genti di lingua tedesca. Tutto ciò faceva presa sulla popolazione tedesca a causa del clima causato dalla disfatta della I Guerra Mondiale: Hitler propose infatti un piano di ampliamento del territorio nazionale, giustificandolo con la necessità di allargare lo spazio vitale per il popolo tedesco.
Le altre nazioni dovevano sottomettersi alla razza ariana, in virtù della propria superiorità, destinata com’era a regnare sul mondo intero.