Francesca Giannuzzi
Thomas Edison e la corrente elettrica
Thomas Edison
“Il genio è per il 99% sudore e per l’1% ispirazione”
Thomas Edison (Milan, 1847 – West Orange 1931) è considerato uno dei più prolifici inventori del suo tempo, avendo collezionato ben 1.093 brevetti a suo nome.
Anche se fece solo tre mesi di scuola elementare, dalla quale fu scacciato perché giudicato di scarsa intelligenza, era dotato, tuttavia, di una grande intelligenza pratica.
Nel 1861, all’età di 14 anni, Edison vendeva giornali sul treno. In quegli anni, negli Stati Uniti, era in corso la guerra civile.
Era amico con i telegrafisti, i quali gli fornivano sempre notizie aggiornate sull’evolversi degli eventi. Il ragazzo ebbe l’intuizione di vendere queste stesse notizie; ottenne il permesso di installare in un vagone del treno una piccola tipografia dove stampare le informazioni giunte dal fronte per i viaggiatori.
Il suo giornale ottenne un grandissimo successo e addirittura alcune sue notizie furono riprese dal famoso giornale londinese il “Times”.
Accanto alla tipografia installò anche un rudimentale laboratorio, ma durante un esperimento una bottiglia di fosforo gli cadde accidentalmente a terra, causando un principio di incendio.
Edison venne cacciato dal treno, rimanendo inoltre sordo per tutta la vita da un orecchio a causa dell’incidente (di cui dirà “una benedizione! Così posso pensare senza essere disturbato da chiacchiere inutili”).
Poco dopo salvò la figlia del capo stazione, la quale stava giocando sui binari ferroviari. Edison si accorse del sopraggiungere di un treno e non esitò a tuffarsi per salvare la bambina.
Come ringraziamento, il padre si offrì di impartire le prime lezioni di telegrafia al ragazzo. Il telegrafo stava diventando un mezzo di comunicazione indispensabile, e c’era bisogno di nuovo personale; infatti venne ben presto assunto come telegrafista.
Intanto porta avanti gli studi, ed il suo genio di innovatore prende il volo.
A 17 anni mette a punto un ripetitore automatico, poi il sistema duplex, col quale è possibile inviare e ricevere il segnale sullo stesso cavo. Seguono poi il quadruplex e il sistuplex, il telegrafo a striscia perforata, la penna elettrica.
A segnare una svolta nella sua esistenza è, però, il microfono a carbone per il telefono.
Questa modifica apportata all’apparecchio brevettato da Bell, permette di avere una trasmissione e una ricezione chiara e continua.
Questo brevetto frutta così tanto che Edison può costruire il suo primo laboratorio, dove si dedica completamente alle sue ricerche accerchiato da un team di collaboratori.
Qui nel 1877, all’età di trent’anni, mette a punto il fonografo, un apparecchio per registrare e riprodurre la voce e i suoni.
Due anni dopo arriva la lampadina elettrica, che rivoluzionerà la nostra civiltà in quanto mette da parte le ormai superate e costose lampade ad olio.
Seguono poi altre invenzioni brevettate, fra le quali il chinetoscopio, una specie di macchina da presa primitiva per piccoli filmati della durata di un minuto.
Poi il vitalscope, con cui riuscirà a produrre film sempre più lunghi (nel 1903 saranno proiettati i film “La capanna dello zio Tom”, della durata di 15 minuti, e “Il grande assalto al treno”, primo western nella storia del cinema).
Tenta di unire il vitalscope al fonografo, per dare vita al cinema sonoro, ottenendo, tuttavia, scarsi risultati.
Crea la batteria leggera, il dittafono, la doppia tastiera per le macchine da scrivere, a cui si aggiungono, così, le lettere maiuscole.
Poi il separatore magnetico per i metalli, la carta paraffinata, il segnatempo dove gli operai timbrano il cartellino.
Negli ultimi anni della sua vita cerca un modo per rendere impermeabili i tessuti e la formula per creare la gomma sintetica.
Edison era anche un abilissimo uomo d’affari e sfruttando i suoi brevetti fu in grado di creare in proprio società ed industrie.
Muore nel 1931 a 84 anni, colto da un infarto mentre stava lavorando nel suo laboratorio.
La guerra delle correnti
Oltre a creare sempre nuove invenzioni, Edison stava lavorando anche al progetto di portare l’energia elettrica in tutte le case americane.
Potenti investitori, infatti, gli avevano proposto di creare un sistema elettrico sicuro e alla portata di tutti.
Fino ad allora le strade e le case erano illuminate dalle lampade a gas, le quali avevano non pochi inconvenienti.
Il gas era pericoloso ed esplosivo; inoltre la fiamma scoperta sporcava i muri e consumava l’ossigeno, causando il mal di testa.
Con l’elettricità si sarebbero risolti questi inconvenienti, aprendo un mercato nuovo e redditizio.
Per rifornire New York con il sistema di Edison sarebbe stato necessario costruire una centrale elettrica ad ogni isolato, in quanto non si riusciva ancora a trasportare la corrente elettrica continua per più di 1-2 km.
Addirittura i più ricchi disponevano in casa di un proprio generatore.
I fili elettrici furono fatti passare attraverso le condutture del gas ormai in disuso.
Al sopraggiungere del buio case, uffici, sale da ballo, ecc… venivano illuminate dalle lampadine di Edison.
Il successo di Edison non era sfuggito a Westinghouse, un imprenditore che era riuscito a costruire un impero industriale fabbricando freni, scambi e segnali elettrici per le ferrovie.
Egli decise di prendersi la sua parte di quello che risultava essere un mercato molto redditizio.
Cercò i punti deboli della corrente continua e subito acquistò impianti e brevetti della corrente alternata.
Nel 1884 giunse a New York Nikola Tesla. Egli aveva in tasca solo una lettera di raccomandazione indirizzata a Edison, scritta dal responsabile del suo ufficio a Parigi, dove si leggeva:
“Esistono due geni su questo pianeta: lei è uno di loro, e il secondo le sta ora davanti”
Tesla aveva lavorato a Parigi come telegrafista alla Continental Edison Company e nel tempo libero si era dedicato agli studi sulla corrente alternata, ma i suoi risultati non avevano destato alcun interesse.
Egli, quindi, sperava che Edison riconoscesse le sue capacità.