Nikola Tesla, genio dimenticato
«La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità.»
Una nascita “profetica”
Nikola Tesla nacque tra il 9 e il 10 luglio 1856 a Smiljan, vicino Gospić, nell'attuale Croazia.
All'esterno della piccola casa di campagna infuriava un violento temporale e la levatrice che assisteva la madre, scherzando, disse che il bambino era senza ombra di dubbio il “figlio della tempesta”.
Non poteva certo immaginare quanto questa affermazione si sarebbe rivelata fondata.
Una mente molto “speciale”
Fin dai primi anni di vita Tesla dimostrò di essere dotato di una mente straordinaria, con grandi capacità inventive e creative.
Ma non è solo questo a renderlo fuori dal comune; egli da sempre infatti faceva esperienza di fenomeni molto strani e particolari.
Come riportò lui stesso nei suoi appunti:
«Ogni visione, ogni progetto che ho realizzato è stato preceduto da forti bagliori di luce che disturbavano la mia visione degli oggetti reali e creavano confusione nei miei pensieri e nelle mie azioni. Poi, tutto si faceva chiaro.»
La stessa struttura della sua mente è il primo grande mistero della sua vita.
Molti di coloro che lo hanno conosciuto raccontano della sua fervida immaginazione che gli permetteva di realizzare, nella propria sfera mentale, progetti già completi, definiti e funzionanti.
La realizzazione pratica di questi era quasi una formalità.
Tesla stesso affermava:
«Sia che faccia girare la mia turbina nel pensiero sia che la provi nel mio laboratorio è assolutamente uguale. I risultati sono gli stessi, non c'è differenza alcuna...
… Il dono del potere della mente proviene da Dio, Essere Divino, e se concentriamo le nostre menti su quella verità, noi ci sintonizziamo con questa grande potenza.»
Sognando l'America
Tesla si diplomò in soli tre anni, studiando diciannove ore al giorno e dormendone due.
In brevissimo tempo riuscì a padroneggiare sia le materie tecniche che la matematica.
Conosceva nove lingue, si interessava di filosofia, di poesia e sapeva a memoria molti classici tra cui Shakespeare, Voltaire e Goethe.
Dopo aver terminato gli studi di fisica e matematica presso il politecnico di Graz, in Austria, lavorò come ingegnere, ottenendo ottimi risultati, in varie parti d'Europa.
Nel 1882 arrivò a Parigi dove, assunto dalla Continental Edison Company, fece la conoscenza di Charles Batchellor.
Capì presto però che l'Europa era troppo piccola per lui, decidendo così di partire per gli Stati Uniti nel 1884, a soli ventotto anni.
Contatto
Quando giunse negli Stati Uniti aveva con sé solo cinque centesimi, un libro di poesie, un piccolo quaderno con degli appunti per la realizzazione di una macchina volante di sua invenzione e una lettera di presentazione per Thomas Edison, scritta da Batchellor stesso, che affermava:
«Conosco due grandi uomini e Lei è uno di quelli. Questo giovane è l'altro uomo.»
Nonostante ciò, la loro collaborazione durò soltanto pochi mesi.
Lo stesso metodo operativo di Edison contrastava con quello preciso, ordinato e razionale di Tesla.
A tal proposito quest'ultimo affermò:
«Se Edison dovesse cercare un ago in un pagliaio, procederebbe innanzitutto con la meticolosità di un'ape, esaminando ogni singolo filo di paglia fino a che non abbia trovato l'oggetto della sua ricerca.»
Thomas Edison, inventore e imprenditore
Nel 1884, Thomas Alva Edison era un abile inventore pienamente affermato ma, soprattutto, uno scaltro e furbo imprenditore.
Nel novembre del 1877 aveva ideato e mostrato ai suoi collaboratori uno strumento straordinario in grado di registrare una voce e riprodurla: il fonografo.
Nel 1878 aveva inventato una lampadina a bulbo incandescente e nel 1882, due anni prima di incontrare Tesla, aveva messo in funzione il primo impianto di distribuzione del mondo di energia elettrica, ovviamente continua.
Queste invenzioni gli avevano assicurato finalmente il successo e la notorietà che aveva sempre inseguito.
La “guerra delle correnti”
Tesla, osservando la scarsa efficienza del sistema di distribuzione di corrente elettrica continua, propose a Edison di sostituirlo con il suo sistema basato sulla corrente elettrica alternata, di gran lunga più vantaggioso.
Naturalmente Edison, pur avendo compreso che Nikola aveva perfettamente ragione, rifiutò, per cause puramente economiche, l'offerta di Tesla.
Edison infatti aveva un forte seguito nel mondo scientifico e soprattutto in quello finanziario.
Le più potenti personalità dell'epoca avevano ricavato un grandissimo guadagno investendo ingenti somme nella corrente continua e, se le idee di Tesla avessero trovato ascolto, avrebbero dovuto ricostruire da capo tutti gli impianti di produzione e trasporto energetico.
Nonostante queste divergenze Nikola accettò comunque di lavorare per Edison, offrendosi di ridisegnare e modificare le dinamo a corrente continua prodotte dalla compagnia di quest'ultimo, con la promessa di 50.000 dollari come pagamento.
Dopo aver lavorato duramente per un anno a questo progetto, fornendo alla compagnia dei brevetti estremamente redditizi, Tesla richiese giustamente il proprio compenso e la risposta di Edison lo lasciò stordito e amareggiato:
«Tesla, lei non capisce l'umorismo Americano…»
Dopo questa beffa, Tesla lasciò la compagnia, smise di collaborare con Edison e, nel 1886, fondò la sua compagnia, la Tesla Electric Light & Manufacturing.
La guerra delle correnti era appena iniziata.
La sfida continua…
Il vero sogno di Tesla, maturato fin dagli anni in cui frequentava l'Università, era quello di sostituire per intero la corrente continua allora in uso generalizzato con la corrente alternata.
A differenza di quella continua, la corrente alternata è una corrente elettrica in cui l'intensità e direzione del flusso di corrente variano ciclicamente.
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