Indice:
Capitolo 1: Introduzione.................................................................. 4
Capitolo 2: Collegamenti................................................................. 5
Capitolo 3: Nikola Tesla.................................................................... 7
Capitolo 4: Conclusioni personali.................................................... 13
Capitolo 5: Il trasformatore.............................................................. 15
Capitolo 6: Le aurore polari............................................................. 17
Capitolo 7: Karl Popper...................................................................... 19
Capitolo 8: Il surrealismo................................................................. 20
Capitolo 9: Salvador Dalí.................................................................. 21
Capitolo 10: Leonardo Sciascia......................................................... 23
Capitolo 11: La scomparsa di Majorana............................................. 24
Capitolo 12: Conclusioni personali.................................................... 26
Capitolo 13: Plinio il Vecchio............................................................ 27
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Introduzione
Un grande scienziato, dimenticato, volutamente cancellato dalla storia, una figura sconosciuta al grande pubblico, ancora oggi è ricordato da molti come “l’uomo che ha inventato il XX secolo”, il suo nome era Nikola Tesla. Fisico, filosofo e inventore, il padre dell’ingegneria elettrica, colui che ha contribuito alla nascita della seconda rivoluzione industriale; un faro per tutta l’umanità.
Egli fu senza dubbio uno scienziato eccezionale dal carattere eccentrico, ma con un ingegno fuori dal normale. Rifiutò per ben due volte il premio Nobel per la fisica (1912-1915), poiché per lui non contava per niente il successo e il suo interesse personale, ma solo migliorare le condizioni di vita. Famosa è la sua frase:
“La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità”. i
Con questo mio scritto voglio contribuire, assieme ad altri che hanno come me intrapreso questa strada, a sottrarre la sua vita e le sue invenzioni per restituirle con fedeltà ai fatti del suo operato, rendendo onore alla sua indagine, alla sua intelligenza e alla sua originalità.
Le motivazioni che mi hanno spinto a trattare di lui sono da ricercarsi nella grande ingiustizia da lui subita: la cancellazione. Oggi ricordiamo solo personaggi come Edison, Newton e Marconi, e ci dimentichiamo di chi, come Tesla, ha cambiato il mondo, con le sue 700 invenzioni, alcune delle quali davvero rivoluzionarie per l’epoca in cui visse.
“La società tollera un solo cambiamento per volta. La prima volta che ho tentato di cambiare il mondo, mi hanno chiamato visionario, la seconda volta, mi hanno chiesto educatamente di ritirarmi”.
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Secondo le sacre scritture, all'inizio, il mondo era immerso nelle tenebre; fino a quando Dio disse: "Sia la luce, e la luce fu!". Oggi tutti noi ripetiamo quel gesto quando entriamo in una stanza immersa nel buio e premiamo quell’interruttore che permette alla lampadina di accendersi e illuminare l’ambiente. Abbiamo il difetto di dare molte cose per scontate a causa del loro uso quotidiano, come fosse sempre stato così. Ebbene, questa mia ricerca nasce proprio da questa voglia di conoscere, che mi ha portato a scoprire questo grande personaggio.
A questo punto non mi resta altro che augurarmi che ciò che avete letto abbia colto il vostro interesse: da parte mia vorrei scrivere altre cose su e attorno a questo grande scopritore.
Per chi volesse conoscere la sua storia da un punto di vista più scientifico, consiglio la lettura dell’ultimo libro di Teodorani, “Tesla Lampo di genio”, e la visione del film “Il segreto di Nikola Tesla”, regia di Kristo Papic. Altri riferimenti alla figura dello scienziato sono presenti nel ben noto film “The Prestige” (il prestigiatore) di Christopher Nolan e nei fumetti del giapponese Hirohiko Araki.
Collegamenti
Mi è sembrato alquanto ovvio collegare Tesla, il padre della corrente elettrica alternata, al trasformatore in fisica, un componente fondamentale per il corretto funzionamento della corrente alternata. Il fenomeno delle aurore polari, simile a quello per cui lo scienziato illuminava tubi di neon senza alcun filo. In latino ho subito pensato a Plinio il Vecchio, filosofo, scienziato e alla sua Naturalis Historiae. Tesla e Majorana, entrambi furono dimenticati; con lo scritto di Sciascia ho voluto ripercorrere quella che è stata l’ultima parte della vita del fisico italiano. Il collegamento con filosofia e storia non è molto evidente; in filosofia ho voluto proporre la concezione filosofica di Popper sotto la lente di Darwin e, in storia, con la guerra delle correnti, ho voluto mettere in risalto la pericolosità di una guerra senza spargimento di sangue. Pensate se avrebbe vinto Edison, ora pensate a delle ragnatele, sostituite ai fili bianchi di quest’ultima, lunghi e spessi fili di rame che emanano un forte calore. Le nostre città si presenterebbero in questo modo! Per quanto riguarda arte, non ho avuto dubbi nel confrontare due personaggi che a modo loro, nella loro genialità o nella loro pazzia, hanno lasciato una traccia evidente del loro passaggio, seppur in ambiti e situazioni differenti.
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Nikola Tesla
Una nascita profetica
Secondo la leggenda, Nikola Tesla nacque tra il 9 e il 10 luglio 1856 a Smiljan, vicino a Gospić, nell’attuale Croazia. All’esterno della piccola casa di campagna infuriava un violento temporale e la levatrice che assisteva la madre, scherzando, disse che il bambino era senza ombra di dubbio, il «figlio della tempesta».
Non poteva certo immaginare quanto quest’affermazione si sarebbe rivelata fondata. Il padre era un prete ortodosso e la madre, analfabeta ma molto intelligente (la donna inventava comodi oggetti di uso domestico), era figlia di un prete ortodosso. Fin dai primi anni di vita Tesla dimostrò di essere dotato di una mente straordinaria, con grandi capacità inventive e creative. Ma non è solo questo a renderlo fuori dal comune; egli da sempre infatti faceva esperienza di fenomeni molto strani e particolari. Come riportò lui stesso nei suoi appunti:
«Ogni visione, ogni progetto che ho realizzato è stato preceduto da forti bagliori di luce che disturbavano la mia visione degli oggetti reali e creavano confusione nei miei pensieri e nelle mie azioni. Poi, tutto si faceva chiaro». iii
La stessa struttura della sua mente è il primo grande mistero della sua vita. Molti di coloro che lo hanno conosciuto raccontano della sua fervida immaginazione che gli permetteva di realizzare, nella propria sfera mentale, progetti già completi, definiti e funzionanti. La realizzazione pratica di questi era quasi una formalità. Tesla stesso affermava:
«È assolutamente eguale per me sia che faccia girare la mia turbina nel pensiero sia che la provi nel mio laboratorio. Riesco anche a vedere se è bilanciata o meno. Non c'è differenza alcuna; i risultati sono i medesimi. …». iv
Tesla si diplomò in soli tre anni, arrivando a studiare diciannove ore al giorno e dormendone due. In brevissimo tempo riuscì a padroneggiare sia le materie tecniche che la matematica. Conosceva nove lingue, si interessava di filosofia, di poesia e sapeva a memoria molti classici tra cui Shakespeare, Voltaire e Goethe. Dopo aver terminato gli studi di fisica e matematica presso il politecnico di Graz, in Austria, lavorò come ingegnere, ottenendo ottimi risultati, in varie parti d’Europa. Nel 1882 arrivò a Parigi dove, assunto dalla Continental Edison Company, fece la conoscenza di Charles Batchellor. Capì presto però che l’Europa era troppo piccola per lui, decidendo così di partire per gli Stati Uniti nel 1884, a soli ventotto anni.
Sognando l’America
Quando giunse negli Stati Uniti, aveva con sé solo cinque centesimi, un libro di poesie, un piccolo quaderno con degli appunti e una lettera di presentazione per Thomas Edison, scritta da Batchellor stesso, che affermava:
«Conosco due grandi uomini, uno siete voi, l'altro è questo giovane». v
I primi contrasti
Nonostante ciò, la loro collaborazione durò soltanto pochi mesi. Lo stesso metodo operativo di Edison contrastava con quello preciso, ordinato e razionale di Tesla. A tal proposito quest’ultimo affermò:
«Se Edison deve cercare un ago in un pagliaio, procede con la diligenza dell'ape nell'esaminare paglia per paglia fino a quando trova l'oggetto della sua ricerca.» vi
Nel 1884, Thomas Alva Edison era un abile inventore pienamente affermato ma, soprattutto, uno scaltro e furbo imprenditore. Nel novembre del 1877 aveva ideato e mostrato ai suoi collaboratori uno strumento straordinario in grado di registrare una voce e riprodurla: il fonografo. Nel 1878 aveva inventato una lampadina a bulbo incandescente e nel 1882, due anni prima di incontrare Tesla, aveva messo in funzione il primo impianto di distribuzione del mondo di energia elettrica, ovviamente continua. Queste invenzioni gli avevano assicurato finalmente il successo e la notorietà che aveva sempre inseguito.
Tesla, osservando la scarsa efficienza del sistema di distribuzione di corrente elettrica continua, propose a Edison di sostituirlo con il suo sistema basato sulla corrente elettrica alternata, di gran lunga più vantaggioso. Naturalmente Edison, pur avendo compreso che Nikola aveva ragione, rifiutò, per cause puramente economiche, l’offerta del croato. Edison, infatti, aveva un forte seguito nel mondo scientifico e soprattutto in quello finanziario. Le più potenti personalità dell’epoca avevano ricavato un grandissimo guadagno investendo ingenti somme nella corrente continua e, se le idee di Tesla avessero trovato ascolto, avrebbero dovuto ricostruire da capo tutti gli impianti di produzione e trasporto energetico.
Nonostante queste divergenze, Nikola accettò comunque di lavorare per Edison, offrendosi di ridisegnare e modificare le dinamo a corrente continua prodotte dalla compagnia di quest’ultimo, con la promessa di 50.000 dollari come pagamento. Dopo aver lavorato duramente per un anno a questo progetto, fornendo alla compagnia dei brevetti molto redditizi, Tesla richiese giustamente il proprio compenso e la risposta di Edison lo lasciò stordito e amareggiato:
«Tesla, lei non capisce l’umorismo americano». vii
Lo scisma con Edison
Dopo questa beffa, Tesla lasciò la compagnia, smise di collaborare con Edison e, nel 1886, fondò la sua compagnia, la Tesla Electric Light & Manufacturing. La guerra delle correnti era appena iniziata.
Il vero sogno di Tesla, maturato fin dagli anni in cui frequentava l’Università, era quello di sostituire la corrente continua allora in uso, con la corrente alternata.
A differenza di quella continua, la corrente alternata è una corrente elettrica in cui l’intensità e direzione del flusso di corrente variano ciclicamente. La sua convinzione si basava sul fatto che le perdite nella trasmissione dell'elettricità dipendono dalla tensione: a una maggiore tensione corrispondono minori perdite. Per questo motivo, a differenza della corrente continua, era possibile trasportare corrente alternata per lunghe distanze, con pochissime dispersioni, alzandone la tensione semplicemente tramite un trasformatore; poi, prima di provvedere alla distribuzione diretta ai clienti, la tensione si faceva tornare a livelli sicuri, più bassi.
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Nel 1887 Tesla costruì un prototipo del suo motore a induzione per la produzione di corrente alternata, dimostrandone con successo il funzionamento nel 1888 di fronte all’American Institute of Electrical Engineers e attirando l’attenzione del magnate George Westinghouse.
Dopo aver assistito alla presentazione di Tesla e del suo motore a induzione, il potente magnate dell’epoca George Westinghouse capì che avrebbe potuto ottenere notevoli guadagni dalle idee di Nikola, decidendo così di finanziarlo.
L’incontro con George Westinghouse e la guerra delle correnti
Edison iniziò a comprendere che la sua corrente continua non poteva assolutamente competere con quella alternata di Tesla e, con i nuovi finanziamenti, quest’ultimo era diventato una seria minaccia per i suoi affari. Così decise di iniziare una vera e propria guerra mediatica nei confronti del suo rivale, dando il via a una campagna denigratoria contro la corrente alternata.
Fece stampare e distribuire volantini sulla pericolosità della corrente alternata e chiese allo stato di New York di attuare una legge contro il suo utilizzo domestico. Ma non si fermò qui. Egli infatti, pur di dimostrare l’estrema pericolosità della corrente di Tesla, effettuò vere e proprie esecuzioni pubbliche usando animali quali cani, gatti ed elefanti.
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Argomento centrale: Nikola Tesla
- Italiano: Sciascia e "La scomparsa di Majorana"
- Latino: Plinio il Vecchio e opere
- Storia: La guerra delle correnti
- Filosofia: Karl Popper e la lotta fra le teorie
- Arte: Surrealismo e Salvador Dalì
- Fisica: Il trasformatore
- Geografia astronomica: Le aurore polari