Sommario
Italiano
Il Decadentismo ........................................................................................................................................................................ 2
Giovanni Pascoli ....................................................................................................................................................................... 4
Myracae ..................................................................................................................................................................................... 6
I poemetti .................................................................................................................................................................................. 6
Canti di Castellovecchio ........................................................................................................................................................... 6
Poesie ........................................................................................................................................................................................ 7
Il Lampo (Myracae) ............................................................................................................................................................. 7
Nella nebbia (Poemetti) ....................................................................................................................................................... 8
Il gelsomino notturno (Canti di Castellovecchio) ............................................................................................................... 9
Storia
La seconda rivoluzione industriale ......................................................................................................................................... 10
Il genio di Nikola Tesla (1856-1943)...................................................................................................................................... 14
Inglese
AC or DC – The battle of the currents .................................................................................................................................... 22
Diritto ed economia industriale
Il brevetto ................................................................................................................................................................................ 24
Brevetti di Tesla: ............................................................................................................................................................... 26
Sistemi
Le reti wi-fi ............................................................................................................................................................................. 27
Telecomunicazioni
L’invenzione della radio ......................................................................................................................................................... 33
Brevetto Tesla, patent NO.645576 .................................................................................................................................... 36
Brevetto di Marconi Patent NO.763772 ............................................................................................................................ 38
La trasmissione di un segnale elettrico e la modulazione PWM ............................................................................................ 39
Elettronica
Cos’è e come funziona il Plasma Speaker .............................................................................................................................. 42
TDP
I prototipi del plasma speaker ................................................................................................................................................. 46
1° prototipo: ....................................................................................................................................................................... 47
2° prototipo: ....................................................................................................................................................................... 49
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Il Decadentismo
Il Decadentismo è una corrente artistico-letteraria che si diffonde in Europa all’incirca tra il 1870 e il 1920.
Questo periodo è sconvolto dalla rivoluzione industriale, dai conflitti di classe, dagli scioperi, da un progressivo decadere degli ideali romantici. Gli autori sono interessati a capire ed esprimere le esperienze individuali di malessere fisico e psicologico; sono attratti dal mistero della morte e vedono nella bellezza una ragione di vita. I protagonisti delle loro opere non si occupano di problemi sociali né di quelli storici.
Gli anni del Decadentismo sono quelli della seconda rivoluzione industriale durante i quali ci sono nuove scoperte scientifiche e tecnologiche.
La crescita industriale e la ricerca di nuovi mercati spingono molti paesi europei alla conquista di colonie in altri continenti. È il periodo in cui l’idea di nazione e l’amor di patria degenerano nel nazionalismo e si diffonde il mito della razza, in altre parole la convinzione che certe razze umane siano superiori ad altre.
La classe operaia attraverso le manifestazioni di piazza e la lotta politica e sindacale, riesce a ottenere importanti riforme sociali. Dopo un periodo di pace scoppia la Prima guerra mondiale nel 1914.
Caratteristiche
Il Decadentismo è una corrente culturale che rappresenta la crisi dei valori. Si manifesta in tutta Europa con dei caratteri comuni:
- I decadenti non hanno fiducia nella ragione che giudicano uno strumento inadeguato; pensano che le verità più profonde si possano cogliere con l’intuizione;
- I decadenti si isolano dalla società perché non possono riconoscersi in un mondo così cambiato;
- I decadenti sono dominati dall’ansia di evadere dalla realtà; assumono come ragione di vita la bellezza e esaltano le esperienze che sentono come uniche e inimitabili;
- I decadenti sono individualisti e i protagonisti esaltano il proprio io e sono tutti negativi, pensano a loro stessi. Gli eroi possono essere superiori oppure inferiori, cioè che si adeguano, o che si annoiano;
- I decadenti adottano un nuovo linguaggio, infatti i poeti si servono di simboli, di analogie, suoni suggestivi e ritmi musicali per produrre sensazioni.
Questi poeti rifiutano le regole della metrica. La parola acquisisce infinite possibilità di significato; nasce così la poesia del frammento, quella che con poche parole è in grado di racchiudere una molteplicità di significati.
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Un’altra caratteristica fondamentale del Decadentismo, è il rifiuto della scienza come strumento di conoscenza. Ai decadenti la realtà appare più complessa di quella quantitativamente misurabile dagli strumenti scientifici, e può essere attinta dal poeta esclusivamente attraverso un rapporto sensuale, irrazionale, mistico. Di qui il rifiuto di ogni norma formale, di ogni limite razionale o morale. Di conseguenza i decadenti respinsero nettamente sia il Positivismo, sia il Naturalismo.
Gli artisti decadenti vivono in prima persona, attraverso l’uso di sostanze stupefacenti quei principi di diversità, che li pongono al di fuori delle regole comuni e che costituiscono i loro manifesto letterario.
La figura femminile è vista come elemento di perdizione, ma nello stesso tempo è un oggetto prezioso da idolatrare. Nell’idea del decadente sia la morte che la donna sembrano fondersi in un concetto unitario di distruzione al quale l’artista non può sottrarsi.
Il Decadentismo italiano ha le sue prime e non ancora ben definite manifestazioni nell'opera poetica di Giovanni Pascoli, opera tutta impregnata da un intimo senso del mistero; e nella varia opera artistica di Gabriele D'Annunzio, caratterizzata - nelle sue linee generali - da forme di esasperato individualismo (mito del "superuomo").
Fu però solo più tardi, nei primi decenni del Novecento, che il movimento del Decadentismo venne a caratterizzare, in modo sempre più intenso e consapevole, le diverse correnti artistiche ed ideali della nostra letteratura. Altri due autori fondamentali per il movimento decadente italiano furono Italo Svevo e Luigi Pirandello.
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Giovanni Pascoli
Vita
Giovanni Pascoli nacque a San Mauro di Romagna il 31 dicembre del 1855 e trascorse la sua infanzia con la sua numerosa famiglia nella fattoria La Torre, in cui il padre era l’amministratore. A sette anni iniziò gli studi presso il collegio dei Padri Scolopi di Urbino. Ma l’infanzia serena terminò con una serie di lutti che influirono con la personalità del poeta e dell’uomo. Infatti egli a dodici anni, perse il padre poi successivamente morì la madre, la sorella maggiore e due fratelli; a completare la famiglia gli rimasero solamente due sorelle.
Nonostante ciò riuscì a terminare gli studi liceali e ottenne anche una borsa di studio che lo portò a frequentare l’università di Bologna. Nel 1882 ottenne anche la laurea in lettere e insegnò in diversi licei.
Durante questi anni incominciò a comporre poesie, il quale furono raccolte e pubblicate in un volumetto dal titolo Myracae.
Nel 1895 fu nominato professore di latino e greco nell’università di Bologna e successivamente anche in quella di Messina.
Nel frattempo aveva continuato a lavorare su alcuni progetti; pubblicò la prosa “il fanciullino” in cui enunciava i princìpi della sua poetica; nel 1897 pubblicò la prima edizione dei Poemetti; nel 1903 pubblicò i Canti di Castellovecchio.
Nel 1906 con l’assunzione nell’università di Bologna per ricoprire la cattedra di letteratura italiana che era stata lasciata da Carducci, influì notevolmente sulla poesia di Pascoli che perse gran parte della sua freschezza per diventare enfatica e retorica, volta a tematiche civili e patriottiche.
Egli morì nell’aprile del 1912 a Bologna per cancro.
Poetica
La produzione poetica di Pascoli, è senz’altro una delle più rappresentative del decadentismo italiano.
Nella celebre prosa “il fanciullino” troviamo espressa con grande chiarezza la concezione poetica di Pascoli. L’analisi del poeta si articola su quattro punti fondamentali.
Innanzitutto egli afferma che in ognuno di noi è presente un fanciullino musico, il quale fa sentire maggiormente la sua voce nell’età infantile, ovvero quando questa voce coincide con quella del bambino; nell’età adulta con l’accrescere delle responsabilità questa voce si attenua, ma non cessa di esistere. Quindi l’età maggiormente poetica è quella dell’infanzia, e il poeta è colui che riesce a mantenere viva dentro di se questa voce del fanciullino, e comunica con gli altri individui proprio grazie al fanciullo che è presente nei loro cuori.
Il rifiuto della realtà, assume in Pascoli la forma di fuga nell’infanzia. Da questa prima proposizione poetica scaturiscono i temi e i simboli presenti nelle opere di Pascoli, collegati con la complessa personalità psicologica del poeta: il nido, la culla, la siepe, la nebbia; riportano a un mondo chiuso, ricco di affetti tranquilli, capace di offrire rifugio dal caos e dalla violenza del mondo esterno.
Il secondo punto riguarda il modo di vedere del fanciullino e quindi il modo di fare poesia. Tipico del fanciullo è di vedere tutto con meraviglia, come se fosse per la prima volta. Scoprire cioè la poesia nelle cose stesse, nelle più grandi così come nelle più piccole e semplici. Ne deriva una poesia delle piccole cose.
Il terzo punto strettamente collegato ai precedenti riguarda le caratteristiche del fanciullino, il quale ha una concezione della poesia che sfugge al piano reale-razionale. Infatti l’autore fa uso dell’analogia, che consiste nell’accostare immagini apparentemente distanti tra loro, ma in realtà hanno un significato e una relazione piuttosto profonda.
L’ultimo punto riguarda la funzione della poesia. Secondo il poeta ha un’utilità sociale e morale, in quanto riesce a far sentire gli uomini fratelli, li porta ad aborrire la guerra e la violenza e li avvicina a un sentimento di amore reciproco.
Quelli fin’ora esposti sono i contenuti espliciti della poetica di Pascoli, ma numerosi critici, hanno rilevato nella sua poesia un carattere tormentato e morboso, decisivamente contrario all’immagine del fanciullino.
Nella sua produzione infatti è presente con ossessiva frequenza: l’eros e l’angoscia di morte. La passione amorosa, il sesso, e la paura di fronte alla morte rappresentano da sempre le due emozioni più violente, quelle dalle quali l’uomo si sente soggiogato senza poter opporvi resistenza.
Lo stile di Pascoli
Le principali innovazioni che collocano l’autore nello stile del decadentismo, sono evidenti nelle prime due raccolte poetiche: Myracae e canti di Castellovecchio.
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Pascoli inventa un linguaggio del tutto nuovo in cui vengono mescolati linguaggi settoriali usati per descrivere la natura, a parole umili.
L’intento decadente è anche quello di avvicinare la poesia alla musica, e vi è l’utilizzo di effetti fonici come l’allitterazione, l’onomatopea e della rima interna.
È però soprattutto sul piano metrico-sintattico che si esprime la profonda necessità di rinnovamento poetico di Pascoli: il verso pascoliano segue un ritmo particolarissimo ottenuto mediante l’uso di pause e di numerosi segni di punteggiatura.
Myracae
Tra le raccolte di poesie di Pascoli, Myracae è sicuramente la più nota. Questa raccolta è dedicata al padre. La prima edizione comprendeva ventidue poesie, fino ad arrivare all’ultima edizione che ne comprendeva ben centocinquantasei e si presentava divisa in sedici sezioni tematiche.
I temi che predominano nella raccolta sono quelli della morte e della natura. Pascoli abbandona gli illustri modelli della tradizione e si avvale di un linguaggio estremamente diversificato, che spazia di vocaboli di uso dialettale e vocaboli di uso colto e specialistico.
I poemetti
La prima edizione dei Poemetti pubblicata nel 1897 conteneva dodici componimenti. Anche questa raccolta verrà ampliata fino a dividersi in Primi poemetti e Nuovi poemetti. Questa opera è dedicata alla sorella Maria.
I temi sono quelli del mondo familiare e della memoria. Dal punto di vista metrico vi è l’utilizzo della terzina dantesca a rime incatenate.
Canti di Castellovecchio
Il titolo di quest’opera riprende i canti di Leopardi, a cui Pascoli intende riallacciarsi in particolare per il tema del ricordo. Questa opera è dedicata alla madre: ‹‹E sulla tomba di mia madre rimangano questi altri canti!››.
I temi sono sempre quelli cari al poeta: la memoria, la campagna, l’infanzia, la morte, il mistero.
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Poesie
Il Lampo (Myracae)
E cielo e terra si mostrò qual era:
la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d’un tratto;
come un occhio, che, largo, esterrefatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.
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Nella nebbia (Poemetti)
E guardai nella valle: era sparito
tutto! sommerso! Era un gran mare piano,
grigio, senz'onde, senza lidi, unito.
E c'era appena, qua e là, lo strano
vocìo di gridi piccoli e selvaggi:
uccelli spersi per quel mondo vano.
E alto, in cielo, scheletri di faggi,
come sospesi, e sogni di rovine
e di silenzïosi eremitaggi.
Ed un cane uggiolava senza fine,
né seppi donde, forse a certe péste
che sentii, né lontane né vicine;
eco di péste né tarde né preste,
alterne, eterne. E io laggiù guardai:
nulla ancora e nessuno, occhi, vedeste.
Chiesero i sogni di rovine: - Mai
non giungerà? - Gli scheletri di piante
chiesero: - E tu chi sei, che sempre vai? -
Io, forse, un'ombra vidi, un'ombra errante
con sopra il capo un largo fascio. Vidi,
e più non vidi, nello stesso istante.
Sentii soltanto gl'inquïeti gridi
d'uccelli spersi, l'uggiolar del cane,
e, per il mar senz'onde e senza lidi,
le péste né vicine né lontane.
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Il gelsomino notturno (Canti di Castellovecchio)
E s'aprono i fiori notturni,
nell'ora che penso a' miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.
Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l'ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.
Dai calici aperti si esala
l'odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l'erba sopra le fosse.
Un'ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l'aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.
Per tutta la notte s'esala
l'odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s'è spento . . .
È l'alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l'urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.
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Nikola Tesla è stato definito ”l’uomo che inventò il Ventesimo secolo“, il padre dell’Ingegneria elettrica, colui che ha contribuito alla nascita della seconda rivoluzione industriale”.
La seconda rivoluzione industriale
Negli ultimi trent’anni del secolo XIX il sistema capitalistica subì una serie di trasformazioni di tale profondità e di tale portata da giustificare l’uso del termine
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- Italiano: Il decadentismo e Giovanni Pascoli
- Storia: La seconda rivoluzione industriale e Nikola Tesla
- Inglese: AC/DC The battle of currents
- Sistemi: Le reti Wi-Fi
- Telecomunicazioni: La scoperta della radio, la trasmissione di un segnale e la modulazione PWM
- Diritto ed economia: Il brevetto
- Elettronica: Il Plasma Speaker