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Italiano: futurismo, Marinetti e Manifesto futurista
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Storia: la 2 Rivoluzione industriale
Scienze: Antonio Meucci e il telefono
Inglese: Thomas Edison
Tecnologia: le centrali idroelettriche
Geografia: il Canada
Francese: Québec
Arte: pittura futurista
Musica: verso il 900 e il futurismo
Ed. fisica: le Olimpiadi moderne
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Italiano
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Italiano
Il futurismo
Il futurismo nacque a Parigi nel 1909 con la pubblicazione, sul quotidiano "Le Figaro", del Manifesto futurista di Filippo Tommaso Marinetti. I futuristi rifiutano nettamente il passato tanto da proporre la distruzione delle biblioteche, accademie e musei definiti tutti come cimiteri di sforzi vani. Nasce inoltre in loro una nuova concezione violenta (spesso praticata nelle feste futuriste) della vita e della storia, che esalta la guerra a scapito della pace, e disprezza le fasce deboli della società in particolar modo la donna.
Questo disprezzo è da intendersi come una condanna non della donna in sé ma del romanticismo datole dalla letteratura dell'epoca.
Il creatore principale del Futurismo è stato Filippo Tommaso Marinetti. Vengono definiti dai giornalisti portatori di una visione moderna della vita. Questo movimento coinvolge tutti i campi della vita e della cultura. Per questo motivo i futuristi aderiscono alle nuove tecniche note in quel periodo come il cinema, la fotografia e vogliono provare tutte quelle sensazioni prodotte da tutti i nuovi mezzi espressivi estranei all'arte, come abbigliamento, arredamento e alimentazione.
I futuristi vogliono operare un rinnovamento totale ed il loro entusiasmo che nasce per il futuro è dato in realtà dall'angoscia del tempo che scorre, la fretta di vivere che hanno portato ad una esaltazione della macchina, della velocità e del dinamismo. Vanno per questo contro il passato e assumono spesso un atteggiamento violento valorizzando la guerra a scapito della pace e andando contro le fasce deboli della società come la donna. Dopo tre anni dalla nascita del Manifesto futurista, Marinetti crea il Manifesto tecnico della letteratura futurista.
L'artista va contro la vecchia "poetica" infatti inserisce immagini che si sostituiscono alle parole le quali vengono "montate" sulla pagina così come nascono nella mente dello scrittore prendendo il nome di parole in libertà. Il brano quindi risulterà ricco di analogie e di immaginazione senza fili, che associano tra loro le sensazioni visive, uditive, tattili e olfattive. Viene inoltre distrutta la sintassi, abolita la punteggiatura, l'aggettivo e l'avverbio. L'uso del verbo all'infinito, inoltre, viene utilizzato per una maggiore sensazione della realtà. Il testo risulta privo dell' "io" letterario portando ad una mancanza di soggettività dell'autore.
Secondo Marinetti ogni sostantivo deve avere il suo doppio cioè il sostantivo, senza congiunzione, deve essere seguito dal sostantivo cui è legato per analogia.
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Italiano
Filippo Tommaso Marinetti
Marinetti, Filippo Tommaso (Alessandria d'Egitto 1876 - Bellagio, Como 1944), nasce da una ricca famiglia italiana, frequentò le scuole francesi e si diplomò a Parigi. Continuò gli studi prima a Pavia e poi a Genova, dove si laureò in legge. Nel 1909 pubblicò sul quotidiano "Le Figaro" il "Manifesto del futurismo", nel quale coniò il termine che dette poi vita al vero e proprio movimento artistico; tre anni dopo, con il "Manifesto tecnico della letteratura futurista" tracciò le linee essenziali dell'estetica.
Dopo essersi recato in Libia nel 1911 come corrispondente di guerra, Marinetti si rivelò nel 1915 un acceso interventista ("la guerra è la sola igiene del mondo"), intanto la notorietà del movimento futurista si era estesa rapidamente, fino ad arrivare a una dimensione europea grazie anche a un'ampia attività pubblicitaria e diffusione promozionale delle idee. Si parlò di loro, da parte dei giornali, non soltanto come di poeti, ma anche come portatori di una visione di vita moderna.
Questo risultato rientrava nelle intenzioni di Marinetti di integrazione dell'arte nella vita quotidiana, facendogli perdere le sue tradizionali caratteristiche elitarie e trasformandola in prodotto di largo consumo, fruibile da chiunque. Il presente industriale, con i suoi miti produttivistici, venne contrapposto al passato, visto come portatore di forme di vita superate.
Di qui l'adozione di tecniche letterarie e artistiche rivoluzionarie: il testo "parolibero" parole in libertà), aderente alla realtà mediante le analogie (immaginazione senza fili), la distruzione dell'io letterario e lo sconvolgimento della sintassi (abolizione della punteggiatura, dell'aggettivo e dell'avverbio, uso del verbo all'infinito) trovava il suo corrispondente nel quadro di Boccioni, che sconvolgevano le norme tradizionali della prospettiva.
Nel dopoguerra Marinetti diventò un esponente ufficiale della cultura fascista. Anche il Futurismo finì come avanguardia; sopravvisse come letteratura ufficiale del nuovo regime, ma privata di quell'anticonformismo che ne aveva caratterizzato il senso innovativo. Lo scrittore morì a Bellagio (Como) nel 1944 dopo una discussa collaborazione culturale con la Repubblica di Salò.
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Italiano
Il Manifesto futurista
In questo scritto, dopo una parte introduttiva, Marinetti sintetizza in undici punti i principi del nuovo movimento.
Si rivolgeva a tutte le arti, comprendendo sia poeti che pittori, scultori, musicisti, e così via, proponendo in sostanza un nuovo atteggiamento nei confronti del concetto stesso d'arte. L'adesione al futurismo coinvolse molte delle giovani leve d'artisti, tra cui numerosi pittori che crearono nel giro di pochi anni uno stile futurista ben chiaro e preciso. Tra essi, il maggior protagonista fu Umberto Boccioni al quale si affiancarono Giacomo Balla, Gino Severini, Luigi Russolo e Carlo Carrà.
Il movimento ebbe due fasi, separate dalla prima guerra mondiale. Lo scoppio della guerra disperse molti degli artisti protagonisti della prima fase del futurismo. Boccioni morì nel 1916 in guerra. Carrà, dopo aver incontrato De Chirico, si rivolse alla pittura metafisica e come lui, altri giovani pittori, quali Mario Sironi e Giorgio Morandi, i cui esordi erano stati da pittori futuristi.
Nel dopoguerra il carattere di virile forza di questo movimento finì per farlo integrare nell'ideologia del fascismo, esaurendo così la sua spinta rinnovatrice e finire paradossalmente assorbito negli schemi di una cultura ufficiale e reazionaria. Il futurismo, tuttavia, nonostante il suo limite di essere un movimento solo italiano, e non internazionale, ha esercitato notevole influenza nel dibattito artistico di quegli anni, contribuendo in maniera determinante alla nascita delle avanguardie russe, quali il Cubofuturismo, il Suprematismo e il Costruttivismo.
In sostanza il futurismo si connota già al suo nascere come un movimento che ha due caratteri fondamentali:
- L'esaltazione alla modernità;
- L'impeto irruento del fare artistico.
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Storia
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Storia
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La 2 Rivoluzione industriale
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Nella 2 metà dell'800 il mondo visse una seconda crisi economica che coinvolse l'Europa centro settentrionale e gli USA. Il settore tessile lasciò il primato di espansione a quello siderurgico-meccanico; si produceva particolarmente un materiale ferroviario che prevedeva inizialmente l'utilizzo di ferro e ghisa sostituiti in seguito dall'acciaio: una lega di ferro e carbonio molto resistente, malleabile e leggera. a
Iniziava così l'età dell'acciaio che dava il via alla 2 Rivoluzione industriale. Fino ad allora tutti i macchinari erano alimentati dal vapore, nella seconda metà dell'800, importanti invenzioni aprirono la strada a due potenti fonti di energia: petrolio ed elettricità, già da tempo noti ma non utilizzati a causa delle problematiche legate all'estrazione. Il primo pozzo petrolifero fu aperto nel 1859 negli USA, il petrolio fu usato per l'illuminazione e il riscaldamento.
Decisiva fu l'invenzione della lampadina elettrica da parte di Thomas Edison, in seguito si creò la prima centrale elettrica a Londra e la seconda a New York. Nel 1891, presso le Cascate del Niagara, fu costruita la prima centrale idroelettrica.
Le industrie crescevano e di conseguenza aumentò il ruolo delle banche che divennero casse di risparmio, ovvero utilizzavano i soldi dei risparmiatori per finanziare le attività industriali e in cambio un piccola percentuale di interesse.
Furono create le società per azioni che prevedevano la divisione del capitale in quote, dette azioni, che venivano messe in vendita; coloro che le acquistavano venivano chiamati azionisti e partecipavano alla divisione degli utili.
Le città cominciavano a cambiare aspetto: furono costruiti edifici in cemento armato e i primi grattacieli, favoriti dall'invenzione dell'ascensore. Nacquero ponti, come quello di Brooklyn, metropolitane (la prima a Londra, nel 1863), il tram che poi divenne il filo-bus. Grande espansione ebbero le ferrovie, la prima di 13Km, collegò l'Italia con la Francia; fu inventata la dinamite, grazie ad Alfred Nobel.
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Storia
Furono realizzate vetture letto e vetture ristorante per rendere i viaggi in treno più piacevoli. Le navi si modernizzarono: le parti in legno furono sostituite da quelle in acciaio e furono inserite le turbine a vapore. Anche sulla strada ci fu una vera rivoluzione, nel 1885 nacque la bicicletta simile a quella moderna, nel 1886 fu brevettata la prima automobile a 3 ruote, mossa da motore a scoppio, nel 1899 fu fondata la Fiat.
Il mondo delle comunicazioni fece grandi passi avanti grazie al telefono, costruito inizialmente da Antonio Meucci il quale però non ebbe abbastanza denaro per brevettarlo, cosa che invece fece, dopo 16 anni (1876) Alexander Bell. L'invenzione più grande fu la radio realizzata da Guglielmo Marconi nel 1899.
Nacque l' industria, chimica e furono nuovi messi sul mercato nuovi prodotti: fertilizzanti, esplosivi, farmaci e saponi.
Grazie a queste scoperte migliorò la qualità della vita, il sapone favorì l'igiene, i farmaci, come l'aspirina, tutelarono la vita. Con i microscopi furono scoperti i batteri di malattie gravissime come la tubercolosi, di conseguenza furono effettuate le vaccinazioni, così la mortalità diminuì e la popolazione aumentò, favorendo la crescita delle città che si industrializzavano sempre più.
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Sintesi tesina terza media sulla guerra
In questa tesina di terza media viene analizzato il tema della guerra, con vari collegamenti multidisciplinari. In ambito letterario viene analizzata la nascita del futurismo avvenuta nel 1900 con Tommaso Marinetti, colui che ha realizzato il Manifesto del Futurismo. In Storia invece vengono ripercorse le tappe principali della Seconda Rivoluzione Industriale, la quale ha permesso la diffusione di varie innovazioni tecnologiche.
In Scienze invece, in connessione ai progressi ottenuti grazie alla Seconda Rivoluzione industriale, viene esaminata l'invenzione effettuata da Meucci: il telefono.
La tesina prosegue analizzando la figura di Thomas Edison in lingua inglese e l'invenzione delle centrali idroelettriche in Tecnologia. In Geografia invece è effettuato un collegamento sul Canada, descritto anche dal punto di vista fisico; in correlazione alla descrizione del Canada invece viene analizzata in lingua francese la regione del Québec, dove molto diffuso è il francese nel parlato. In Arte viene analizzata la corrente artistico-letteraria del futurismo, mentre in Musica viene dato risalto alla musica novecentesca, caratterizzata soprattutto dai rumori della società moderna. Infine la tesina analizza una manifestazione sportiva che appassiona molte persone nel mondo, ovvero le Olimpiadi moderne, viste come luogo d'incontro dei popoli mondiali e come momento di pacificazione tra gli Stati.
Collegamenti
Tesina terza media sulla guerra
- Italiano: Futurismo, F.T.Marinetti - Manifesto del Futurismo.
- Storia: La Seconda rivoluzione industriale.
- Scienze: Meucci e il telefono.
- Inglese: Thomas Edison.
- Tecnologia: Le centrali idroelettriche.
- Geografia: Il Canada.
- Francese: Il Québec.
- Arte: L'arte futurista.
- Musica: Musica del 900 e il Futurismo.
- Educazione Fisica: Le Olimpiadi moderne.