Lo spazio-tempo
I
Dimensione assoluta
. . . O una
percezione
o
astratta?
percezione
astratta?
Introduzione
Nei primi anni del 1900 si arriva ad una disgregazione delle certezze, che si estenderà a macchia d’olio a tutto il secolo, invadendo ogni campo della vita, dell’arte e delle scienze.
Crolla l’idea che concepiva lo spazio ed il tempo come coordinate assolute, come parametri indiscutibili, che non abbisognavano di alcuna definizione, perché troppo radicati nella nostra mente.
O
P
M
E
Sp
azio-t
Filosofia
Kant
Già Newton aveva supposto l’esistenza reale di uno spazio e di un tempo assoluti, condizioni indispensabili per l’oggettività delle leggi fondamentali della dinamica.
Sir Isaac Newton (1642-1727)
A Newton si era contrapposto Leibniz, negando che spazio e tempo avessero una realtà in se stessi e proponendo di considerarli come semplici relazioni fra i corpi.
Gottfried Wilhelm von Leibniz 1646 - 1716)
“Come la pioggia è la forma in cui si manifesta il temporale, ma prima d’esso non esiste, così lo spazio e il tempo sono le forme dell’universo in atto: nate con esso.”
Immanuel Kant (Königsberg 1724 -1804)
Kant affronta il problema analizzando la natura della nostra conoscenza sensibile.
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O i
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Alla fine del ‘700 Kant cercò di conciliare le teorie di Newton con quelle di Leibniz.
Spazio e tempo, che accompagnano necessariamente ogni nostra conoscenza sensibile, non possono essere una realtà oggettiva, come voleva Newton, e neppure una relazione propria degli oggetti in se stessi, come voleva Leibniz, bensì devono essere forme caratteristiche del nostro modo soggettivo di ricevere le modificazioni sensibili da parte degli oggetti.
Essi vanno quindi considerati come forme della nostra sensibilità, che condizionano ogni nostro modo di conoscere sensibilmente.
Lo spazio è la “forma a priori” del senso esterno che non può essere ricavato dall’esperienza.
Kant perciò lo definisce come la “forma di tutti i fenomeni dei sensi esterni, cioè la condizione soggettiva della sensibilità, sotto la quale soltanto ci è possibile l’intuizione esterna”.
Nello stesso modo il tempo non è altro che la forma del senso interno.
Il concetto di tempo ha una portata più ampia rispetto a quello di spazio perché è una “intuizione a priori” che sta alla base di tutte le intuizioni empiriche.
Infatti, se in modo diretto esso è la forma a priori del senso interno, in modo indiretto lo è anche del senso esterno, in quanto anche i dati del senso esterno ci giungono solo tramite le modificazioni del senso interno.
Matematica
Le
geometrie
non-
euclidee
L’arrivo delle
Geometrie non euclidee
ha creato gravi problemi e per la fisica newtoniana e per la filosofia kantiana.
Per la prima, perché il suo quadro dello spazio-tempo è collocato nello spazio euclideo.
Per la “filosofia trascendentale” kantiana, la minaccia è ancora più grave.
Kant presumeva che lo spazio euclideo in cui percepiamo i fenomeni di natura fosse una “forma di intuizione a priori”: esiste perciò una sola geometria capace di descrivere questa struttura, che nessuna scoperta empirica può modificare.
I postulati da cui partì Euclide sono i seguenti:
- I. Da qualsiasi punto si può condurre una retta ad ogni altro punto;
- II. Ogni retta “terminata” si può prolungare continuamente per dritto;
- III. Con ogni centro e con ogni distanza si può descrivere un cerchio;
- IV. Tutti gli angoli retti sono uguali;
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