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Biografia: Jacques Prèvert
Jacques Prévert nasce 4 febbraio 1900 a Neuilly-sur-Seine, un piccolo borgo da
padre inglese e da madre originaria dell'Alvernia.
In Bretagna trascorre diversi anni della sua infanzia e le tradizioni popolari
bretoni eserciteranno sulla sua opera una grande influenza.
Prévert si dimostra fin dalla sua più giovane età amante della lettura e dello
spettacolo. A 15 anni, dopo aver frequentato le scuole a Parigi e ottenuta la
certificazione di studi, inizia a lavorare.
Nel 1946, pubblica la sua prima raccolta “Paroles”, subito dopo pubblica
“Histories”.
Nel 1951 pubblica “Spettacle”.
Nel 1963 pubblica un volume di poesie: “Histoires, et d’autres histoires”.
Negli anni successivi si stabilisce nella sua dimora di Omonville-la-Petite, nel
dipartimento della Manche, ma colpito da grave malattia conduce vita ritirata
in casa.
L'11 aprile 1977 Prévert muore a Omonville-la-Petite, di cancro al polmone.
Poetica:
La poesia di Prévert parte sempre da un motivo polemico, e da una continua
lotta al conformismo. Le parole di Prévert, che nascono spontanee dal suo
umore, esprimono, a seconda delle occasioni, la forza del rimpianto, della
violenza, dell'ironia, della tenerezza, della vendetta e dell'amore.
La poesia di Prévert è una poesia scritta per essere detta e quindi più parlata
che scritta, fatta per entrare a far parte della nostra vita. Ciò che esce con
prepotenza è il concetto di amore come unica salvezza del mondo, un amore
implorato, sofferto, tradito, ma alla fine sempre ricercato. Il ribellarsi alle
istituzioni e la voglia estrema di libertà si ritrova pienamente nell'immagine
dell'uccello, più volte presente nella poesia di Prévert.
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Testo: I ragazzi che si amano
Les enfants qui s'aiment s'embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les désignent du doigt
Mais les enfants qui s'aiment
Ne sont là pour personne
Et c'est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage, leur mépris, leurs rires et leur envie
Les enfants qui s'aiment ne sont là pour personne
Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l'éblouissante clarté de leur premier amour
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore
La poesia ci mostra due ragazzi che si amano e si baciano al tramonto e la
gente che passa, vedendoli, li disapprova indignata, ma loro non notano nulla,
non ci sono per nessuno, vivono esclusivamente nel loro primo amore.
È una poesia a versi liberi, senza rime e senza punteggiatura, tipico della
poetica Prèvert.
Da un analisi connotativa non risulta altro che una metonimia nel 3° verso, “i
passanti che passano” e un’analogia nel 2° verso, “le porte della notte”.
I personaggi della poesia sono i 2 ragazzi e la gente che passa.
La poesia si può dividere in 3 sequenze: la prima, comprendente i primi 2 versi,
in cui il poeta descrive il sentimento dei 2 ragazzi, la seconda in cui è descritta
la gelosia dei passanti. E una terza in cui il poeta dice che ai ragazzi non
interessa il giudizio degli altri. 3
Biografia:Paul Coelho
Paulo Coelho è nato a Rio de Janeiro il 24 agosto 1947 da una famiglia
borghese residente nel quartiere residenziale di Botafogo in Brasile. Coelho sin
da giovanissimo mostra una vocazione artistica ed una sensibilità fuori dal
comune. Il suo rifiuto per ogni regola di comportamento che gli venga imposta
lo porta a contrasti enormi con la madre, che in due occasioni lo fa ricoverare
in un ospedale psichiatrico, convinta che le ribellioni del figlio fossero da
imputare a una malattia mentale.
Dopo un breve periodo in cui si dedicò agli studi di economia, per assecondare i
voleri del padre, nel 1970 li abbandonerà per poi partire, nei successivi due
anni, alla scoperta del mondo; complice sarà la sua completa immersione nella
cultura Hippie del periodo e l’uso di droghe. Nel 1971 conoscerà Raul Seixas,
poeta ribelle, di cui scriverà le presentazioni delle tre opere pubblicate tra il
1973 e il 1976.
Fu rapito dai militari, trattenuto in una caserma e torturato per vari giorni, fino
a quando non riuscì a convincerli di essere pazzo e quindi liberato.
Profondamente segnato da quest’esperienza, abbandonerà l’attivismo politico
e partirà per Parigi, nel 1980, con sua moglie. Vi resterà un solo anno, per poi
tornare in Brasile, trovare un lavoro provvisorio presso una televisione locale e
divorziare.
Testo: Le cose che ho imparato dalla vita
Ecco alcune cose che ho imparato nella vita:
"
Che non importa quanto sia buona una persona ogni tanto ti ferirà e per
questo, bisognerà che tu la perdoni.
Che ci vogliono anni per ricostruire la fiducia e solo pochi secondi per
distruggerla.
Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi, siamo
responsabili di noi stessi.
Che, sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario
fare, affrontando le conseguenze.
Che la pazienza richiede molta pratica.
Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come
dimostrarlo.
Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti
ami con tutto sé stesso.
Che non si deve mai dire ad un bambino che i sogni sono sciocchezze, sarebbe
una tragedia se lo credesse.
Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno, nella maggior
parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
4
Che non importa in quanti pezzi sia il tuo cuore si è spezzato: il mondo non si
ferma, aspettando che tu lo ripari.
Forse è bene che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di incontrare
quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere
riconoscenti per questo regalo.
Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante volte
guardiamo così a lungo quella chiusa che non vediamo quella che è stata
aperta per noi.
La miglior specie d'amico è quel tipo con cui stare seduto in un portico e
camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti come se
fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche
vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli e una vita
per dimenticarlo.
Non cercare le apparenze, possono ingannare.
Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far
sembrare brillante una giornataccia.
Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti
tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
Sogna ciò che ti va, vai dove vuoi, sii ciò che vuoi essere perché hai solo una
vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da
renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a
renderti felice.
Mettiti sempre nei panni degli altri, se ti senti stretto probabilmente anche loro
si sentono così.
Le più felici delle persone non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa;
soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
La felicità è ingannevole per quelli che piangono; quelli che fanno male, quelli
che hanno provato, solo così possono apprezzare l'importanza delle persone
che hanno toccato le loro vite.
L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un thè. Il
miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andar avanti bene
nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride e ognuno
intorno a te piange" “Le Confessioni del Pellegrino”
Tratto da
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Biografia Jim Morrison
James Douglas "Jim" Morrison (Melbourne, 8 dicembre 1943 – Parigi, 3 lugli