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Professore Massimo Russo: esame sociologia del tempo libero

Il tempo libero secondo De Graaf

Secondo De Graaf, i problemi sorgono quando trattiamo il tempo solo come qualcosa da sfruttare al meglio, avvertendo la pressione di impiegare nel miglior modo possibile anche la parte libera del lavoro. Perciò godersi lo svago in quanto tale non ci sembra più abbastanza. Sensazione che se non trattiamo il tempo libero come un investimento per il futuro, stiamo fallendo nella vita, perché il tempo libero deve essere un’opportunità per diventare lavoratori migliori.

Es. un’amica si allena tutti i giorni per una gara, correndo 10 km. Essa però non è in grado di uscire per fare semplicemente un po' di jogging. Correre, in questo caso, è un’attività significativa solo se porta a un traguardo futuro, correre per il puro piacere di fare questa attività sembra quasi inutile. Di conseguenza, si giustifica lo svago solo se utile ad altro, diventando quasi un lavoro nel peggior senso.

Il tempo libero nella storia

I difensori del capitalismo moderno sostengono che abbiamo più tempo libero che in passato. Il problema è che non ci sembra poi così tanto libero, dato che questo tempo, invece di essere un piacere, è intriso di una moltitudine di attività che sommate tra loro diventano un elenco da sbrigare.

Per i filosofi del mondo antico, il riposo non era un mezzo per raggiungere un fine, ma il fine vero cui ogni altra attività si faceva mezzo. Secondo Aristotele, l’ozio era una delle virtù più elevate. La parola latina per indicare il lavoro, negotium, "non-ozio", lavorare nell’antichità veniva visto come una deviazione delle più alte vocazioni umane. Il lavoro, però, era indispensabile per alcune categorie di persone, es. schiavi, senza dignità, non era lo scopo ultimo dell’esistenza.

Il riposo era il centro gravitazionale della vita, uno stato predefinito che ogni tanto veniva interrotto dal lavoro. Perfino i contadini medievali avevano la certezza di svago, avendo calendari con ricorrenze religiose, celebrazioni dei santi oltre che feste locali che duravano più giorni. Gli storici sostengono che in media gli abitanti delle campagne del XVI secolo lavorassero 150 giorni l’anno, si deduce che il tempo libero aveva una grande rilevanza.

L’industrializzazione e la diffusione dell’orologio spazzò via tutto questo. Fabbriche e mulini richiedevano di coordinare il lavoro di centinaia di persone, risultando necessaria la distinzione tra tempo libero e giornata lavorativa. Agli operai venne imposto questo tipo di sistema in modo implicito, potevano fare ciò che volevano nei momenti liberi, a patto che non danneggiassero la loro utilità sul lavoro. Stabilita questa nuova gerarchia, il fulcro diventò il lavoro, lo svago serviva solo a recuperare le forze necessarie per rimettersi all’opera.

Tempo libero e società moderna

Leader, sindacali e attivisti si impegnarono per ottenere più tempo libero, conquistando la giornata lavorativa di 8 ore, però aiutarono a consolidare la visione per cui il riposo è giustificato solo in base a qualcosa di diverso dal puro piacere.

  • I lavoratori avrebbero impiegato il tempo libero per migliorarsi attraverso l’istruzione e attività culturali, non lo avrebbero usato solo per riposarsi.

Nel XIX secolo, un intervistatore chiese agli operai tessili come intendessero impiegare le ore libere in più. «Voglio guardarmi intorno e vedere che cosa succede», cercavano uno svago, volevano il «diritto dell’ozio», Paul Lafargue.

Tutto ciò che non crea qualche forma di valore è inerzia, immobilità, abbandono fisico o spirituale. Il riposo è consentito, ma solo come recupero in vista del lavoro o per migliorare sé stessi, risulta difficile godersi il momento di riposo in quanto tale. La verità è che «sprecare» almeno un po' di tempo libero concentrandosi solo sul piacere dell’esperienza in sé, è l'unico modo per non sprecarlo, per goderselo davvero.

Ozio nella Roma imperiale

Nel mondo antico, il tempo libero è identificato con l’ozio visto come un’occupazione nobile, ne avevano il diritto solo gli uomini che ricoprivano le cariche più alte.

Tempo libero nella lingua italiana

Tempo libero vuol dire disporre di un tempo in cui si è liberi totalmente da impegni e obblighi, possibilità di selezionare in autonomia cosa fare. Non si è assoggettati a impostazioni di vincoli esterni, il fine è il piacere, il riposo è da ricercare singolarmente. Tempo libero è indispensabile per rigenerare e rivitalizzare l’individuo, un’opportunità per l’arricchimento psicofisico e la crescita del benessere, costituito da azioni, situazioni e comportamenti in cui l'individuo manifesta la propria identità.

Tempo dell’attesa

Il tempo libero è caratterizzato per lo scorrere delle ore vuote e noiose. Nell’800, in Inghilterra, la manodopera vede il suo tempo nettamente diviso in tempo lavoro e tempo libero. Le giornate prevedevano un numero fisso di ore fino a 18 al giorno, ma con il Ten Hours Bill del 1847 si abbassarono a 10, successivamente diventarono 8 ore di lavoro nel 1890, entrate in pieno regime solo dopo la prima guerra mondiale.

Al giorno d’oggi, i liberi professionisti non hanno orari vincolanti, medici, avvocati possono lavorare oltre gli orari dei lavoratori dipendenti, abbattendo il confine tra tempo di lavoro e di non lavoro. L’urbanesimo ha aumentato i tempi vuoti della condizione comune, si consumano molte ore quotidianamente per raggiungere il posto di lavoro e per tornare a casa, il tempo dello spostamento si aggiunge alle ore di lavoro e sottrae ore al tempo libero, es. ore nei mezzi pubblici per i pendolari.

Cosa non è il tempo libero

Se ho degli obblighi in quell’arco di tempo, non è più tempo libero. Definire il tempo libero risulta problematico perché non è oggetto di discussione, le persone raramente parlano tra di loro su cosa faranno durante il loro tempo libero. La routine (abitudine) scandisce l’orientamento del tempo, una caratteristica del tempo libero è data dalla possibilità di scegliere in base alle nostre preferenze. Queste scelte personali sono legate al piacere, alla soddisfazione, al divertimento, orientate ad essere concretizzate, è l’individuo a gestire in piena autonomia, libertà e responsabilità il proprio tempo libero.

Il tempo libero è mal visto dalla società produttiva fondata sul lavoro. Esso è diventato un privilegio, le persone che ne godono sono fortunate, per cui la società moderna diventa sempre più un tempo programmato. Inconsciamente, nel tempo libero consumiamo energia ancor più che se stessimo lavorando. Ci troviamo stremati e affaticati perché la società moderna è scandita dalla velocità, ma l’individuo, per sopravvivere, deve ritagliarsi degli spazi individuali e ideali.

Il tempo e il tempo libero nelle società tradizionali

Prima degli orari

Sant’Agostino: “Io so che cos’è il tempo, ma nel momento in cui mi si chiede che cos’è il tempo non lo so più.”

Il tempo è una composizione legata allo scorrimento, al divenire, e all’interno di esso troviamo passato, presente e futuro. Esso è un mistero, non scorre dappertutto allo stesso modo, quindi bisogna contestualizzare il tempo di cui stiamo parlando, ovvero il tempo della vita. Il divenire del tempo diventa fondamentale nel momento in cui la società si sviluppa, il tempo diventa sempre più mobile grazie all’orologio da polso che si afferma con la modernità. Strumento indispensabile quando la mobilità passa attraverso linee ferroviarie, c’è bisogno dell’orario per indicare partenza e arrivo.

La vita dell’essere umano è fatta di tempo, finché c’è tempo c’è vita, però l’essere umano si appropria del tempo, lo misura, lo quantifica e lo trasforma assegnando al tempo forme diverse che passano attraverso attività svolte. Il calendario è importante perché ha un valore significativo culturale, in esso troviamo i giorni, le settimane, i mesi e gli anni. Inoltre, il calendario è un’espressione più articolata dell’organizzazione della comunità e società.

Considerazioni diverse del tempo

Nella cultura occidentale, il tempo è una linea, lo scorrere del tempo risulta lineare, si può definire un tempo analogico, perché legato alla storia e alla tradizione. Nella cultura orientale, il tempo è caratterizzato da un cerchio, scorrere del tempo circolare.

Tempo materiale vs tempo spirituale

Tempo materiale: è il tempo della quotidianità in cui un individuo è occupato a soddisfare i propri bisogni primari.

Tempo spirituale: tempo del piacere, godimento, del ristoro e recupero delle forze.

Tempo libero e pausa

Anche la persona più occupata e più stressata ha la necessità di ritagliarsi momenti di pausa.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Andrea.Castellan di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia del tempo libero e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Russo Massimo.
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