Istituto Tecnico Industriale Statale “Galileo Ferraris”
Candidato: Salvatore Impero Classe V Sez. Q
Indirizzo Informatica Industriale Materie Tecniche
Italiano
Storia informatica
Inglese sistemi
Materie Elettronica
A
Umanistiche Calcolo e
La II rivoluzione industriale
Definizione
Database internet
Local area network
Bus and ring topology
Star topology
Database
Definizione
Archivi non integrati
Archivi integrati
Modellazione dei dati
Il modello E/R
Grado di un’associazione
Ricavare il modello logico da quello concettuale
Il modello relazionale
Operatori relazionali. La normalizzazione
La protezione
Firewall. Metodi di
Tipi di attacco
Firewall. Antivirus
Tipi di infezioni
Metodi di difesa
Amplificatori
Amplificatori operazionali
Gli operazionali di tipo Rail to Rail
Amplificatori operazionali
La distorsione
Amplificatori operazionali: distorsione da Slew Rate per non linearità
La ricerca operativa
Storia della ricerca operativa
La ricerca operativa oggi
Definizione di sistema. Definizione di modello
Le 5 fasi della ricerca operativa
La programmazione lineare
Definizione
Per rivoluzione industriale si intende un processo di evoluzione economica che da un sistema agricolo-artigianale-commerciale porta ad un sistema industriale moderno caratterizzato dall'uso generalizzato di macchine azionate da energia meccanica e dall'utilizzo di nuove fonti energetiche (come ad esempio il petrolio e l'elettricità).
Differenze tra I e II rivoluzione
La seconda rivoluzione industriale incominciò nel 1870 fino al 1945, viene definita la seconda fase di uno sviluppo industriale qua iniziato precedentemente, basato sulle macchine ma molto diversa della prima rivoluzione industriale per molte caratteristiche. Mentre nella prima si sviluppò principalmente l’industria tessile, nella seconda vediamo crearsi molti oggetti utili per migliorare la situazione quotidiana; poi l’Inghilterra perse il suo primato e cominciò lo sviluppo della Germania e degli Stati Uniti, e infine si scoprirono due nuove fonti di energia: il petrolio e l’elettricità.
Scoperte
- Corrente elettrica: centrali elettriche, idroelettriche, termoelettriche;
- Sviluppo delle comunicazioni: telegrafo, telefono;
- Motore a scoppio: prima automobile, aeroplano;
- Industria dell’acciaio: grattacieli;
- Sviluppo della chimica: alluminio, fotografia.
La società operaia
Una conseguenza della seconda rivoluzione industriale fu un movimento. Tale movimento elabora un proprio linguaggio e divenne una vera e propria civiltà. Tra la fine del Settecento e il 1824 gli operai e gli artigiani inglesi che lavoravano nelle manifatture tradizionali avevano reagito rompendo le macchine, questo movimento fu chiamato Luddismo da Ned Lud, un leggendario tessitore.
Tra il giorno in cui aveva avuto inizio in Inghilterra la prima rivoluzione industriale e il 1848, la condizione dei lavoratori delle fabbriche non era cambiata, essi erano per la maggioranza contadini che fuggivano dalle campagne per trovare fortuna in città, ma invece non trovavano nessuna protezione da parte della legge, chi si ammalava o si feriva veniva licenziato e non garantiva né farmaci né pensione di invalidità, e non potevano neanche permettersi degli svaghi, dei divertimenti, come la pratica dello sport per via delle troppe ore di lavoro.
Nel 1848 gli operai trovarono il loro messia, un filosofo ed economista di nome Karl Marx, il quale insieme all’amico scrisse un libretto di poche pagine intitolato Manifesto del Partito Comunista che diceva: SEGUE
Con il diffondersi dell’industrializzazione è nata una nuova classe sociale: il proletariato.
Il proletariato è sottoposto allo sfruttamento della classe borghese.
Lo sfruttamento finirà con l’abolizione della proprietà privata, non dovranno più appartenere a un singolo capitalista, ma a tutti coloro che vi lavorano. L’abolizione della proprietà privata potrà essere realizzata solo attraverso una rivoluzione.
La rivoluzione sostituirà la società capitalista con la società comunista: una società senza classi in cui l’umanità raggiunge il fine, la felicità. Questo manifesto colpì molto infatti fu tradotto in quasi tutte le lingue europee e dopo 23 anni il Marxismo divenne la linea-guida del movimento operaio.
Marx chiuse il manifesto con la frase “Proletari di tutto il mondo, unitevi” egli infatti credeva che le nazioni erano divise dai capitalisti mentre gli operai erano uniti. Nel 1864 Marx contribuì a formare la Prima internazionale che aveva lo scopo di unire gli operai di tutto il mondo.
Le riunioni incominciarono con lo scontro tra Marx e Bakumin, il padre del movimento anarchico, lo scopo fu vinto da Marx, che divenne il leader del movimento operaio mondiale. Tra i paesi industriali ci fu un’eccezione, l’Inghilterra.
Nel 1825 il parlamento aveva avuto l’intelligenza di abolire le leggi che privava le associazioni operaie e grazie a ciò aveva coniato la Trade Unions.
G. Verga e il Verismo
Verismo
Vita
Ideologia e poetica
Opere più importanti
Verismo
In questo periodo la letteratura fu influenzata dalla scienza e dal movimento operaio, e così nacque il verismo. Il verismo è una corrente letteraria italiana nata all'incirca fra il 1875 e il 1895 ad opera di un gruppo di scrittori per lo più narratori e commediografi che costituirono una vera e propria “scuola” fondata su precisi principi.
Il Verismo nasce sotto la diretta influenza del clima del positivismo, che deriva dal termine “positivo”, è un movimento filosofico, il quale affermava che la ricerca della verità deve essere condotta col metodo scientifico-sperimentale e che esse regolavano anche il comportamento dell’uomo; per questo erano positivi sulla sorte della società.
Il Verismo inoltre si ispira in maniera evidente al Naturalismo che è una corrente letteraria francese. Per gli scrittori naturalisti il romanzo deve rappresentare con rigore scientifico tutte le classi sociali, anche quelle umili.
Il Verismo si sviluppò a Milano, la città dalla vita culturale più feconda, in cui si raccolgono intellettuali di regioni diverse. Il termine Verismo deriva dalla parola “vero”.
Gli scrittori veristi analizzano e descrivono delle realtà sociali, esprimendo una concezione pessimista (Ungaretti, Foscolo, Leopardi) della vita e del destino delle classi più povere ed emarginate che sembrano prive di speranza. Gli autori veristi rappresentavano la realtà in modo oggettivo, senza commentare o interpretare, e molto
Vita
Giovanni Verga nasce a Catania il 2 settembre del 1840 in una famiglia di origine nobile. Si iscrive alla facoltà di legge ma non terminerà gli studi perché nel 1861 si arruola nella guardia nazionale e svolge un’intensa attività di giornalista e anche per occuparsi dell’unione d’Italia.
Dopo la morte, nel 1865, del padre si stabilisce a Firenze, qui diventa un autore di successo con i romanzi che rappresentavano “il bel mondo”, cioè l’agiatezza delle classi nobili.
Dal 1872 al 1893 si trasferisce a Milano, città in cui erano vivacissimi gli scambi letterari. Nel 1874 pubblicò Nedda in cui, per la prima volta, la tematica mondana viene sostituita con la narrazione de “la ricerca della verità”.
Nel 1880 scrisse Rosso Malpelo e nel 1881 pubblicò I Malavoglia, e l’imprevisto insuccesso del romanzo gli fece capire che ai lettori piacevano i climi letterari che egli usava prima; ma egli non si scoraggiò e continuò a pubblicare Le Novelle rusticane e il romanzo Mastro-don Gesualdo.
Nel 1894 si stabilisce definitivamente a Catania, e con l’andare degli anni si fa sempre più vivo in lui l’interesse per le vicende politiche, e nel 1896 si fa sostenitore della necessità di una più incisiva politica coloniale.
Negli anni prima della prima guerra mondiale le opere di Verga persero il loro interesse, ma dopo la guerra, l’arte di Verga comincia ad essere apprezzata in quello che ha di più originale e di più vivo.
Giovanni Verga si spense a Catania il 27 gennaio 1922, colto da una paralisi cerebrale.
Ideologia e poetica
Per riprodurre la società nel modo più vero, Verga la osservava scrupolosamente, documentandosi sui mestieri e sulle tradizioni, e usava uno stile impersonale tale che il lettore si trovasse faccia a faccia col fatto in modo che non abbia l’impressione di “la lente dello scrittore”.
Vederlo attraverso “eclissarsi”, lo scrittore deve cioè non deve comparire nel narrato con le sue reazioni soggettive, le sue riflessioni, le sue spiegazioni, come nella narrativa tradizionale tanto che l’opera dovrà sembrare “essersi fatta da sé”, “essere sorta spontanea come fatto naturale, senza serbare alcun punto di contatto col suo autore”, proprio come una fotografia.
I Malavoglia
L’opera è stata pubblicata nel 1881. Il romanzo parla della famiglia dei Malavoglia che vivono ad Aci Trezza.
Verga inizia con la presentazione dei personaggi della famiglia formata da: Padron ‘Ntoni, il capofamiglia, dal figlio Bastianazzo, dai nipoti ‘Ntoni, Luca, Mena, Alessi e Lia e dalla nuora, infine Maruzza, che viene chiamata ironicamente “La Longa” per la sua bassa statura.
Il patrimonio dei Malavoglia è costituito dalla casa che viene chiamata “casa del nespolo” e dalla barca “La Provvidenza”.
Un giorno la famiglia compra una partita di lupini che Bastianazzo carica sulla Provvidenza e li porta al mercato, ma una tempesta fa naufragare la Provvidenza, Bastianazzo muore annegato, i lupini affondano e la barca per via delle onde è inutilizzabile.
A questa susseguono altre numerose sventure tra cui la morte di Luca, arruolatosi in marina, nella battaglia di Nissa, la Longa muore di colera e il resto della famiglia è costretta a vendere la casa del nespolo per pagare il debito dei lupini.
La concezione del Verga è pessimistica e dolorosa, per i suoi personaggi ma anche per gli uomini. Verga prova una profonda e immensa pietà soprattutto per quelli che si rassegnano alla vita, che accettano leggi di dolore e miseria.
Opere
Rosso Malpelo
Nella novella “Rosso Malpelo” il protagonista è un ragazzaccio dai capelli rossi odiato dalla madre e dalla sorella, che lavora in una cava di sabbia con il padre che a differenza degli altri gli voleva bene.
In questa novella Verga è attento al mondo degli uomini e dei perseguitati. Adopera un linguaggio popolare che riecheggia i modi e le forme della lingua parlata.
La Lupa
Tutta la novella cresce attorno al personaggio della “Lupa”, una donna molto affascinante e attraente fisicamente anche se non più di giovane età.
Il personaggio della Lupa è il perfetto contrario della brava madre devota ai figli, al contrario per trovare un personaggio che le somigli bisogna accostarla alle Clitennestre delle tragedie greche per quanto riguarda la violenta passionalità, oppure alle matrigne cattive delle fiabe per quanto riguarda la riprovazione morale.
La novella è costruita su una serie di scene che si susseguono prive di raccordi narrativi l’una dall’altra.
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