La seconda rivoluzione industriale
La seconda rivoluzione industriale
La seconda rivoluzione industriale incominciò nel 1870 fino al 1945, viene definita la seconda fase di uno sviluppo industriale qui iniziato precedentemente, basato sulle macchine ma molto diversa dalla prima rivoluzione industriale per molte caratteristiche.
Mentre nella prima si sviluppò principalmente l’industria tessile, nella seconda vediamo crearsi molti oggetti utili per migliorare la situazione quotidiana; poi l’Inghilterra perse il suo primato e cominciò lo sviluppo della Germania e degli Stati Uniti, e infine si scoprirono due nuove fonti di energia: il petrolio e l’elettricità.
L’elettricità
Già nell’antica Grecia si conoscevano le attrazioni elettriche, che a differenza delle altre forze agiscono senza il diretto contatto con i corpi. I Greci, appunto, avevano scoperto che l’ambra strofinata ha la capacità di attrarre i corpi leggeri come foglie, questo fenomeno oggi lo chiamiamo elettrizzazione per strofinio, cioè vengono strappati gli elettroni agli atomi ad uno dei due corpi, e questo corpo che ha perso gli elettroni è di carica positiva, presentando cariche positive in eccesso, l’altro che prende gli elettroni è di carica negativa, possedendo cariche negative in eccesso.
Quindi esiste l’elettrizzazione positiva, che avviene con i materiali come il vetro e l’elettrizzazione negativa che avviene con i materiali come la plastica.
Questi materiali che hanno la capacità di attrarre l’elettricità sono detti isolanti, invece, i corpi che non riescono a trattenerla sono detti conduttori.
Ma nella seconda rivoluzione non si iniziò a sfruttare la forza elettrica ma la corrente elettrica.
La corrente elettrica viene generata ricorrendo a una pila, che è capace di creare un eccesso di elettroni, costituita da un polo negativo, con eccesso di elettroni, e un polo positivo, con carenza di elettroni, e legando i due poli con un conduttore metallico si nota che gli elettroni più esterni, non sono attratti dal nucleo e perciò essendo liberi, si spostano verso l’altro polo che ne è carente. Questo flusso di elettroni attraverso il filo metallico costituisce la corrente elettrica.
L’elettricità cominciò a essere impiegata nel 1860, l’anno in cui Pacinotti inventò la dinamo, e permise l’invenzione del telefono e del fonografo e della lampadina, ma la svolta decisiva avvenne però nel 1882 quando Edison costruì la prima centrale elettrica, in particolare una centrale idroelettrica.
Nella centrale idroelettrica si sfrutta l’energia dell’acqua in movimento, viene creato un serbatoio d’acqua che viene sbarrata con una diga e si forma così un bacino artificiale.
Le acque accumulate vengono convogliate in tubature, dette condotte forzate, che arrivano a valle alla centrale idroelettrica, quest’acqua fa girare la turbina che trascina in rotazione un generatore di energia elettrica chiamato alternatore, e questa energia infine viene inviata ai trasformatori.
Le comunicazioni e i trasporti
Poi, le comunicazioni divennero rapidissime nel 1844, grazie al telegrafo inventato da Morse poi, la scoperta delle onde elettromagnetiche che portò Marconi a inventare nel 1895 il telegrafo senza fili e successivamente la radio, e nello stesso anno Röntgen isolò i raggi X.
Grazie all’invenzione del motore a scoppio si poté realizzare, nel 1885, la prima automobile e, nel 1903, l’aeroplano.
Il motore a scoppio utilizzava la benzina derivata dal petrolio tramite la distillazione frazionata del petrolio, che serve a ottenere la separazione di varie sostanze, infatti riscaldando il prodotto allo stato grezzo fino alla temperatura di 350°C si ha l’evaporazione, i vapori che si hanno, attraversato questo percorso sono per esempio le benzine, il cherosene, il gasolio, la nafta, gli oli lubrificatori e nell’industrie con il petrolio si producono materie plastiche, fibre tessili, vernici, prodotti farmaceutici e concimi.
Acciaio e chimica
Fra le industrie nate nella seconda metà dell’Ottocento vi fu anche l’industria dell’acciaio, il “metallo perfetto”, che permise la costruzione dei grattacieli.
Un’altra straordinaria protagonista della seconda rivoluzione industriale fu la chimica, che diede corso alla produzione dell’alluminio, e sempre grazie alla chimica era nata la fotografia, prima in bianco e nero, poi a colori; da essa si passò facilmente alla pellicola cinematografica: nel 1895, infatti, i fratelli Lumière proiettarono il loro primo film.
Medicina e industria alimentare
Nella medicina Koch individuò i bacilli della tubercolosi e del colera, Pasteur scoprì il vaccino contro la rabbia, l’etere fu applicato all’anestesia chirurgica e si scoprì il DDT, un potente insetticida usato nella lotta contro le zanzare.
Anche l’industria alimentare si avvantaggiò della chimica.