Estratto del documento

Tesina

Scuola Media Statale “A. Toscano”

Alunna:

Levato Antonia ‘96

Classe 3° C

Anno scolastico:

2008/2009

Storia

Hitler e il razzismo

La Repubblica di Weimar, che era stata fondata dopo la prima guerra mondiale, non fu in grado di risolvere i numerosi problemi economici e i continui disordini interni che affliggevano la Germania.

In questa situazione di caos nacque il partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi, meglio conosciuto come Partito Nazista, che era stato fondato da Adolf Hitler. In poco tempo il partito nazista raccolse molti consensi dalla popolazione. Hitler organizzò il movimento prendendo ad esempio il fascismo italiano: i sostenitori portavano delle camicie brune con una fascia sul braccio destro decorata da una croce uncinata o svastica. Hitler si servì di squadre d’assalto chiamate le “S.A.”, che facevano uso della violenza armata per creare un regime antidemocratico e anticomunista.

Nel 1923 Hitler tentò di prendere il potere con la forza, ma il suo tentativo fallì e Hitler venne arrestato. In prigione scrisse un libro intitolato: “La mia battaglia”. In esso Hitler esponeva le sue ideologie:

  • Esaltazione della razza ariana e del popolo tedesco.
  • Odio nei confronti degli ebrei.
  • Ostilità verso il marxismo.
  • Necessità di uno “spazio vitale” verso Est, soprattutto a spese dei territori dell’Unione Sovietica.

La situazione della Germania parve risollevarsi verso la metà degli anni ’20, quando venne eletto presidente della Repubblica Paul von Hindenburg.

Proprio quando sembrava che la Germania si stesse riprendendo dalla crisi economica che l’aveva colpita nei primi anni ’30, una nuova crisi dovuta al crollo della borsa di New York si fece sentire in tutta Europa, in modo particolare in Germania.

La produzione industriale si ridusse al 50% dei disoccupati e la Germania precipitò di nuovo nel caos. Verso la fine del 1932 la popolazione tedesca fu chiamata di nuovo a votare e questa volta il partito nazista ebbe la meglio.

Il 30 gennaio 1933 il presidente della Repubblica affidò ad Hitler la carica di cancelliere della Germania e fu chiamato Führer, che era un titolo simile a quello che aveva assunto Mussolini in Italia, cioè “duce”. Hitler in poche settimane si sbarazzò di tutte le altre forze politiche e creò una delle dittature più spietate che l’uomo ricordi.

Nel mese di febbraio Hitler sciolse il Parlamento e indisse nuove elezioni. La campagna elettorale fu accompagnata da un’ondata di violenza che portò alla chiusura dei giornali dell’opposizione.

Sempre nello stesso anno il palazzo del Parlamento di Berlino venne distrutto da un incendio ed Hitler attribuì la colpa ai comunisti ed emanò un decreto in cui conferiva alla polizia poteri straordinari. Dopo aver assunto la guida del governo espulse dal Parlamento i deputati dell’opposizione e fece approvare le leggi in cui lui aveva pieni poteri. In questo modo nacque un regime dittatoriale. Tra marzo e luglio del 1933 vennero dichiarati fuori legge tutti i partiti e i sindacati non nazisti. Le SS e la Gestapo si occuparono della repressione di ogni tipo di oppositori.

A capo di queste formazioni militari fu insediato Heinrich Himmler, che instaurò un regime di terrore poliziesco. L’azione repressiva raggiunse il culmine nella notte dei lunghi coltelli, quando le SS uccisero centinaia di oppositori di Hitler e i nazisti che nel campo sociale avevano assunto posizioni troppo radicali. Nel 1934 morì von Hindenburg e Hitler, per onorare il rispettato uomo politico, dichiarò che non ci sarebbe stato più nessun Presidente della Repubblica. Hitler in questo modo diventava capo dello Stato e arbitro assoluto della vita del paese.

Negli stessi anni Hitler incominciò a perseguitare gli ebrei tedeschi. Nel 1935 Hitler emanò le leggi di Norimberga, che privarono gli ebrei tedeschi di tutti i diritti civili e politici. I ragazzi ebrei dovevano frequentare scuole diverse dai ragazzi tedeschi, lo stesso avveniva anche per i ragazzi universitari, che talvolta erano espulsi dalle università con i professori.

Gli ebrei subivano discriminazione nei cinema, nei negozi e in tutti i luoghi pubblici.

Nel novembre 1938 il governo nazista incitò la folla a distruggere negozi appartenenti a commercianti ebrei e sinagoghe. A causa dei vetri andati in frantumi, questo giorno è ricordato come la “notte dei cristalli”. Gli ebrei inoltre sono costretti a vivere nei ghetti isolati dal resto della popolazione, ma ben presto il governo nazista si accorge che ciò non va per nulla bene poiché le persone muoiono di fame, sfinimento e malattia. Hitler decise di passare alla soluzione finale.

Gli ebrei venivano catturati e condotti in campi di concentramento che presto divennero veri e propri campi di sterminio. Appena arrivati al campo vi si facevano le selezioni. Le persone anziane e i bambini malati venivano condotti nelle camere a gas, mentre i bambini che rimanevano venivano usati da cavia per esperimenti scientifici. Le persone adulte invece venivano condotte al lavoro forzato. Essi venivano costretti a dormire in baracche dove pativano fame e freddo. Il campo di sterminio più grande al mondo è quello di Auschwitz-Birkenau. Anche nella nostra provincia di Cosenza è presente un campo di concentramento nominato “Campo di concentramento Ferramonti di Tarsia”. In questo campo però, a differenza degli altri, le persone venivano trattate in modo più umano. Il campo disponeva di biblioteche, cinema e piccoli campi da tennis o da calcio. Io sono del parere che le persone non debbano dimenticare gli orrori della Shoah perché potrebbero sempre e nuovamente accadere.

La seconda guerra mondiale

La prima guerra mondiale portò a tutti i Paesi d’Europa crisi e miseria, tra i vincitori come tra i vinti. Cessò così il predominio mondiale dell’Europa, mentre si affermava quello di due nuove potenze: Stati Uniti e Unione Sovietica. Specialmente gli Stati Uniti, grazie all’enorme apparato industriale, commerciale e finanziario, si imposero come potenza dominante, anche sul modo di vivere. Un fenomeno tipico dell’epoca fu la crescita dei movimenti popolari che, in tutti i Paesi, posero nuovi problemi ai vari Governi. Si svilupparono anche i movimenti per l’emancipazione femminile che portarono, in Gran Bretagna, per la prima volta le donne al voto (1922).

Particolarmente drammatico fu il crollo della Germania, dove esplosero forti conflitti sociali. Solo l’appoggio finanziario degli Stati Uniti consentì a Germania, Francia, Gran Bretagna e agli altri paesi europei di avviare l’opera di ricostruzione.

L’Europa precipitava così verso la guerra. Hitler poteva procedere all’annessione dell’Austria. Dopo l’unione con Mussolini, passò al secondo punto del suo programma: la Cecoslovacchia, ma il Führer mirava prima di tutto all’annessione della regione dei Sudeti, abitata in prevalenza da tedeschi. La minaccia sembrava imminente. Frattanto Mussolini andava perdendo importanza nella politica europea e, mentre cercava di tenere il passo con le iniziative del suo più potente alleato, se ne faceva in realtà dominare. Con il patto d’acciaio il Duce impegnò l’Italia a sostenere con tutte le sue forze militari la Germania in caso di guerra. Già una nuova tappa della marcia hitleriana si profilava verso est: la conquista di Danzica e dei territori polacchi abitati da tedeschi. Alla nuova minaccia Francia e Inghilterra risposero dando garanzie alla Polonia. Hitler così procedette stringendo con l’URSS il patto di non aggressione.

Il 1° settembre 1939 la Germania invase la Polonia e la costrinse ad arrendersi in meno di tre settimane.

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