Estratto del documento

M. Della Corte

Cava de’ Tirreni

Anno scolastico 2007/2008

Esame di Stato

Corso sperimentale – Progetto “AUTONOMIA”

Indirizzo: Amministrazione e Controllo

Rapporto di lavoro:

Impresa ed economia

Salsano Michael

Candidato:

Classe: V A

Introduzione

L’esistenza dell’uomo è legata alla soluzione di problemi di vario genere, tra i quali la categoria di maggiore rilievo è sicuramente quella che caratterizza le scelte di tipo economico. Oggi, importanti decisioni in campo economico devono essere adottate dalle aziende che, come ben sappiamo, hanno l’obiettivo di essere presenti sul mercato da protagoniste vincenti; le funzioni dell’impresa, pertanto, sono quelle di programmare, gestire e controllare in maniera efficiente ed efficace il flusso dei beni, dei servizi e delle relative informazioni, in modo tale da soddisfare le richieste dei clienti, affermandosi così sul mercato.

L’attività di programmazione si avvale dell’utilizzo di alcuni strumenti, come ad esempio il Budget che traccia il futuro andamento della gestione dell’impresa; per l’attività di controllo, invece, l’azienda analizza gli scostamenti, sia nei prezzi sia nei ricavi, tra i dati programmati e quelli consuntivi, che le permette di verificare l’andamento della propria attività.

Inoltre, un problema di particolare rilievo per l’azienda è quello della gestione del magazzino; in particolare si devono effettuare delle scelte per quanto riguarda le scorte che devono essere presenti in magazzino e per ciò che riguarda la contabilità del magazzino.

L’attività economica, tuttavia, non è materia di esclusiva competenza dei privati; essa coinvolge anche lo Stato o, meglio, le autorità pubbliche che hanno il duplice compito da una parte di controllare che l’attività dei privati sfrutti al meglio le risorse disponibili nel rispetto dei diritti di ciascuno, dall’altra che siano assicurati a tutti i cittadini determinati beni e servizi.

L’intervento dello Stato nell’economia è stato introdotto negli anni del Primo Dopoguerra: la crisi economica internazionale del 1929, più precisamente il crollo di Wall Street, la borsa valori di New York, influì profondamente sulle iniziative del governo italiano, in particolare sulla gestione dei settori produttivi e delle istituzioni finanziarie, che portò a una progressiva intensificazione del carattere “interventista” dello Stato in materia economica; inoltre, dopo la grande crisi del ’29, con la nascita del New Deal, l’intervento dello Stato si è rilevato sempre più frequente e importante per il mantenimento di un equilibrio di crescita economica.

Il suo intervento può essere attuato, oltre che con gli strumenti della finanza pubblica, mediante l’esercizio d’impresa avente per oggetto la produzione di beni e servizi destinati alla vendita.

Mappa concettuale

Pianificazione, controllo e finanza

Matematica

La ricerca operativa

Impresa: programmazione e controllo

Inglese: servizi alle imprese

The stock exchange

La gestione del magazzino

La crisi del 1929 e il New Deal

The stock exchange

Les entreprises

Storia, francese, scienze umane e sociali

The stock exchange

L’intervento dello Stato nell’economia: l’impresa pubblica

Diritto e politica economica

La ricerca operativa

Introduzione

L’esistenza dell’uomo è legata alla soluzione di problemi, siano essi di natura tecnica, filosofica, economica ecc. Una categoria di problemi particolarmente rilevante è sicuramente quella che caratterizza le scelte di carattere economico.

Tra le varie scienze che si occupano di problemi economici ha un ruolo importante la disciplina nota con il nome di Ricerca Operativa (R. O.). La Ricerca Operativa non si sostituisce ai dirigenti responsabili nell’assumere le decisioni ma, fornendo soluzioni dei problemi ottenute con metodi scientifici, permette di effettuare scelte razionali.

La Ricerca Operativa utilizza, per lo studio dei fenomeni, ad esempio economici, l’analisi matematica, il calcolo delle probabilità, i metodi statistici e tende a determinare le soluzioni ottime dei problemi studiati.

La Ricerca Operativa fu applicata inizialmente durante il secondo conflitto mondiale per la risoluzione di problemi di strategia militare, sia per l’organizzazione di un’efficace difesa antiaerea, in Inghilterra, sia per l’organizzazione di convogli di navi per l’approvvigionamento delle truppe, negli Stati Uniti.

Dopo la conclusione della guerra, i metodi della Ricerca Operativa (R.O.) furono utilizzati in problemi organizzativi nei più svariati settori. L’applicazione e lo sviluppo della R.O. sono dovuti alle profonde modificazioni avvenute nella società nel ventesimo secolo.

Nel settore industriale le imprese hanno raggiunto dimensioni notevoli e le decisioni dei gruppi dirigenti si sono fatte più laboriose. Tali decisioni, inoltre, devono essere assunte più rapidamente, poiché una scelta errata, o non tempestiva, può significare perdite di capitali e può arrecare danni rilevanti.

La comparsa degli elaboratori elettronici permise alla R.O. di affrontare problemi sempre più complessi, sia per la loro natura, sia per l’enorme mole di dati da elaborare.

Oggi essa viene utilizzata molto in campo industriale per risolvere, ad esempio:

  • Problemi di gestione aziendale: controllo delle scorte, elaborazione di modelli di domanda per i beni prodotti;
  • Problemi di produzione: scelta dei prodotti da fabbricare per avere il massimo profitto, studio della composizione di gruppi di lavoro, bilanciamento delle linee di montaggio;
  • Problemi di traffico e di trasporti: programmazione del traffico aereo, stradale, navale, scelta tra diversi tipi di mezzi di trasporto;
  • Problemi economici e finanziari e scelta degli investimenti.

Definizioni

La Ricerca Operativa secondo alcuni autori è una tecnica, secondo altri una scienza che affronta problemi organizzativi di grande ampiezza. Sono state date diverse definizioni della Ricerca Operativa:

  • La Ricerca Operativa è l’applicazione del metodo scientifico alle operazioni di vaste e complesse organizzazioni, allo scopo di individuare i problemi ad esse inerenti e fornire a coloro che le dirigono una base quantitativa su cui fondare le proprie decisioni al fine di aumentare l’efficienza nel raggiungimento di obiettivi prefissati;
  • La Ricerca Operativa è un metodo scientifico che fornisce ai dirigenti di un’azienda una base quantitativa per prendere delle decisioni in merito alle operazioni poste sotto il loro controllo;
  • La Ricerca Operativa può essere considerata l’applicazione del metodo scientifico da parte di gruppi interdisciplinari a problemi che implicano il controllo di sistemi organizzati, uomo-macchina, al fine di fornire le soluzioni che meglio servano gli scopi dell’organizzazione nel suo insieme.

Le fasi della soluzione di un problema di Ricerca Operativa

La risoluzione di un qualunque problema di RO passa attraverso alcune fasi:

Prima fase: consiste nell’individuazione del problema da risolvere e nella raccolta di tutte le informazioni ad esso inerenti. Essa comporta l’individuazione delle variabili controllabili, variabili di decisione, e di quelle non controllabili, insieme alla scelta della funzione economica da massimizzare, ad esempio il guadagno complessivo, o da minimizzare, ad esempio il costo complessivo; tale funzione prende il nome di funzione obiettivo.

Importante è ricordare che in tutti i sistemi organizzati vari sono gli obiettivi che si possono stabilire, ma la funzione economica da ottimizzare, ossia da rendere massima o minima, è una sola. Gli obiettivi possono essere diversi ed anche contrastanti fra loro; ad esempio, in un’organizzazione industriale l’obiettivo del settore della produzione potrebbe essere quello di produrre pochi tipi di prodotti in lunghi cicli di produzione, con formazione di grandi quantità di scorte.

L’obiettivo del settore vendite, invece, potrebbe essere sia quello di avere grandi scorte, sia quello di avere una vasta gamma di prodotti. L’obiettivo del settore finanziario, infine, è quello di ridurre la quantità di capitale immobilizzato: ciò implica la riduzione delle scorte, obiettivo che va contro quelli dei due settori precedenti.

Seconda fase: consiste nella costruzione del modello matematico, che deve essere una buona rappresentazione del problema, anche se è quasi impossibile che sia una rappresentazione perfetta; il modello non è qualcosa di statico e definitivo, ma può essere eventualmente modificato in una successiva revisione per renderlo più aderente al problema.

Il modello matematico è costituito normalmente da una funzione economica da ottimizzare e da un sistema di vincoli espressi da equazioni e/o disequazioni. Nella costruzione del modello è necessario introdurre delle ipotesi semplificatrici tali, però, da non modificare la natura del problema. In certi casi l’analisi del modello, prima della sua risoluzione, porta a scoprire vie alternative, in un primo momento trascurate.

Terza fase: consiste nella soluzione del modello, possibilmente con i metodi della matematica classica, altrimenti con metodi di simulazione utilizzando un elaboratore; è questo il caso, per esempio, in cui sono presenti variabili legate ad eventi casuali.

Quarta fase: consiste nell’analisi e verifica delle soluzioni ottenute nella fase precedente. Se necessario, in base ai risultati di questa fase, si effettua una modifica del modello, e si ripercorre il procedimento.

Una volta determinata la soluzione ottima ritenuta praticabile, la si presenta agli interessati tramite una opportuna relazione, che deve essere scritta in un linguaggio corretto ma, contemporaneamente, comprensibile anche da parte di chi non possiede le necessarie conoscenze di matematica o delle altre materie coinvolte.

I problemi di scelta e la loro classificazione

Frequentemente, ai dirigenti di vari tipi di impresa si presentano problemi di decisione. In ogni decisione si effettua una scelta per ottimizzare una funzione economica: si tratta, per esempio, di rendere minimo un costo, o massimo un utile. La Ricerca Operativa ha sviluppato tecniche diverse secondo i problemi da affrontare.

Una prima suddivisione porta a distinguere i problemi di scelta in relazione al numero delle variabili indipendenti, dette variabili di azione o di decisione: sono le variabili, o incognite, delle quali occorre trovare il valore ottimo, cioè il valore che rende ottima la funzione obiettivo. Tale valore ottimo delle variabili costituisce la soluzione ottima del problema.

Si hanno così problemi di scelta dipendenti da una sola variabile e problemi di scelta dipendenti da due o più variabili. Le variabili non sono libere di assumere qualunque valore, ma sono condizionate da vincoli di vario genere che si esprimono, dal punto di vista matematico, mediante equazioni e/o disequazioni.

Un primo vincolo solitamente presente è il vincolo di segno, poiché le grandezze economiche, quantità di merce prodotta, numero di addetti, ecc., devono essere non negative, maggiori o uguali a zero. Altri vincoli sono di natura tecnologica: ad esempio, la quantità prodotta non può essere superiore alla capacità massima produttiva degli impianti, la quantità di merce trasportata non può superare la capienza dei depositi di arrivo o la portata massima dei mezzi di trasporto, ecc.

Per effetto di questi vincoli la variabile, o le variabili, possono assumere un insieme di valori, detto campo di scelta, in termini geometrici regione ammissibile, che può essere discreto, se i valori delle variabili sono in numero finito, ad esempio numeri naturali, oppure continuo se i valori di ogni variabile sono tutti quelli di uno o più intervalli reali.

Un’altra importante classificazione riguarda le condizioni di certezza o di incertezza. Precisamente si ha:

  • Scelta in condizioni di certezza, se i dati e le conseguenze sono noti a priori, cioè prima della soluzione del problema e della sua applicazione concreta;
  • Scelta in condizioni di incertezza, quando alcune grandezze sono variabili casuali, cioè esse assumono determinati valori con una certa probabilità. Per la soluzione di tali problemi occorre applicare i metodi del calcolo delle probabilità.

Ad esempio, se si deve scegliere, fra le offerte ricevute, quella che minimizza i costi di trasporto di un certo bene, si lavora in condizione di certezza perché sono note tutte le condizioni del problema; se si deve decidere la quantità da produrre di un determinato bene, siamo di fronte ad un problema di incertezza perché si può stabilire solo in termini probabilistici l’andamento delle vendite future.

I problemi di scelta si distinguono in:

  • Problemi di scelta con effetti immediati, se fra il momento della decisione e il momento della realizzazione decorre un tempo breve che non influisce sulle grandezze economiche;
  • Problemi di scelta con effetti differiti, se occorre tener conto dell’intervallo di tempo. In quest’ultimo caso per le valutazioni si devono applicare i procedimenti della matematica finanziaria.

Ad esempio, sono problemi di decisione con effetti immediati la scelta della quantità mensile di bene da produrre o delle quantità di materia prima da utilizzare in una determinata produzione, visto che hanno una ricaduta a breve termine; mentre sono esempi di problemi con effetti differiti la scelta del luogo in cui costruire un nuovo capannone industriale, la scelta di un macchinario per la produzione, la scelta dell’individuo da assumere, la scelta del tipo di investimento di un capitale, in quanto gli effetti di queste decisioni ricadono su periodi anche lunghi di tempo.

Impresa: programmazione e controllo

Concetto d’azienda

L’azienda è un sistema economico formato da un insieme organizzato di mezzi, uomini e risorse che operano tra loro in maniera coordinata con lo scopo di produrre beni o servizi al fine di ottenere come obiettivo comune un soddisfacente livello di redditività nel lungo periodo.

La pianificazione strategica

Per raggiungere tale livello di redditività l’azienda deve attuare una pianificazione strategica, ovvero prefissare degli obiettivi da raggiungere nel medio/lungo termine, questo processo richiede l’analisi dell’ambiente esterno, l’individuazione delle risorse interne all’azienda e i mezzi necessari per raggiungere tali obiettivi.

La pianificazione strategica

  • Studio della situazione di partenza e delle sue opportunità di sviluppo;
  • Analisi dell’ambiente esterno ed interno all’azienda;
  • Determinazione degli obiettivi di base, medio/lungo termine.

La pianificazione aziendale

Dopo che la pianificazione strategica ha individuato le opportunità, ed ha fissato gli obiettivi principali, la pianificazione aziendale rende operative le strategie prefissate. Ciò avviene tramite la formulazione di piani a medio/lungo termine che analizzano gli obiettivi prefissati sotto l’aspetto economico, finanziario e patrimoniale.

Questi piani pluriennali, che solitamente hanno durata di 3–5 anni, si articolano in piani settoriali, cioè che riguardano i singoli settori aziendali o aree strategiche dell’impresa, e piano aziendale, che analizza l’impresa nel suo complesso.

Il piano aziendale è composto da un insieme di piani:

  • Piano economico, sintetizza costi, ricavi e risultati economici programmati per il periodo di tempo coperto dal piano aziendale;
  • Piano patrimoniale, indica le attività, le passività e lo stato patrimoniale al termine di ciascun esercizio compreso nel piano aziendale;
  • Piano degli investimenti, sintetizza gli investimenti e i disinvestimenti delle immobilizzazioni pianificate dalle funzioni aziendali;
  • Piano finanziario, traduce in flussi monetari, entrate e uscite, il contenuto degli altri piani.

La pianificazione aziendale

  • Analisi degli obiettivi prefissati negli aspetti economico, finanziario e patrimoniale;
  • Piani settoriali;
  • Formulazione di piani pluriennali;
  • Piano aziendale composto da:
    • Piano economico;
    • Piano patrimoniale;
    • Piano degli investimenti;
    • Piano finanziario.

La programmazione

Per raggiungere gli obiettivi prefissati l’azienda deve attuare una programmazione che è volta ad indirizzare le diverse attività settoriali che si svolgono all’interno dell’impresa. La programmazione è la fase in cui si predispongono i programmi e i budget che concretizzano le scelte strategiche.

Essa può essere classificata in due modi:

  • Programmazione di periodo, riferita ad un periodo di tempo, breve, medio o lungo;
  • Programmazione di progetto, riferita ad un determinato progetto, costruzione di un fabbricato e simili.

La programmazione

Pianificazione

Programmazione

Decisioni

Gestione

Controllo

Il controllo di gestione

Accanto ai processi di pianificazione e programmazione vi è la fase di controllo che ne è parte integrante. È, infatti, necessaria per confrontare gli andamenti effettivi con quelli ipotizzati al fine di individuarne eventuali scostamenti e le cause che li hanno generati.

Possiamo quindi affermare che la fase di controllo è volta ad assicurare che le risorse vengano acquisite e impiegate in modo efficiente ed efficace con l’obiettivo di raggiungere gli obiettivi prefissati.

I meccanismi utilizzati per svolgere l’attività di controllo sono: il controllo retroattivo, feed-back, consente tramite l’analisi dei dati consuntivi e gli obiettivi programmati di prendere decisioni per migliorare la programmazione e l’attività futura.

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