Estratto del documento

Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido

Vincenzo Bruno V B

Indice

Introduzione............................................................

..................................1

1. Italiano

1.1 Il Futurismo........................................................

.......2

1.2 Filippo Tommaso Marinetti...........................................7

1.3 All’automobili da corsa.............................................8

2. Storia

2.1 Guerra Fredda........................................................1

0

2.2 Terza Rivoluzione Industriale.......................................12

3. Tecnologia delle costruzioni

3.1 High-tech............................................................14

3.2 Hearst Tower.........................................................15

3.3 Norman Foster........................................................16

3.4 Viadotto di Millau...................................................22

4. Costruzioni

4.1 Classificazione dei ponti............................................17

5. Topografia

5.1 Le strade............................................................22

6. Estimo

6.1 Esproprio per pubblica utilità.......................................30

7. Ed. fisica

7.1 Rally.................................................................3

9

Introduzione

Da sempre l’uomo ha cercato di migliorare le proprie condizioni di vita. Perciò ha dovuto spogliarsi di tutto quello che risultava “vecchio” per poi reinventarsi.

La mia idea si basa fondamentalmente su un uomo nuovo, calato in una civiltà dinamica, proiettato in un futuro sempre più tecnologico. Tuttavia questo modo di pensare si sviluppa sempre di più, sino ai giorni nostri. Proprio da questo pensiero rivoluzionario, caratterizzato da una mente elastica, aperta a qualsiasi circostanza, è nata l’idea di associare tale concetto ad un’opera che rappresenta a pieno ciò che voglio dimostrare.

“Questo succedersi, mi sembra ormai chiaro, non lo afferriamo con la ripetizione di gambe, di braccia, di figure, come molti hanno stupidamente supposto, ma vi giungiamo attraverso la ricerca intuitiva della forma unica che dia la continuità nello spazio.”

Umberto Boccioni, Forme uniche della continuità nello spazio

- Forme uniche della continuità nello spazio

Emblema del movimento e della fluidità. Secondo l'artista, l’oggetto è concepito come entità infinita. Un qualcosa che non finisce e non ha limiti perché con il suo movimento si propaga nello spazio, appartiene allo spazio e diventa spazio. Ed è proprio così il modo in cui si sviluppa l’ingegno, la voglia di frugare in quei angoli ancora ignoti.

Il Futurismo

“Noi vogliamo guarire e cicatrizzare il popolo, decaduto dalla sua antica grandezza, morfinizzato da una vigliaccheria e dai commerci loschi. Vogliamo un’Italia industriale e militare”.

Origini

Il Futurismo nasce a Parigi nel 1909 con la pubblicazione del Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti. Esso si impone come un’organizzazione culturale, politica e editoriale con un’ideologia che tende a diventare un “costume di vita”. Le idee-forza che animano i testi futuristi sono il rifiuto della storia, ovvero “tutto ciò che precede”, e, quindi, è un modo di guardare al futuro, cancellando le tradizioni.

Il contesto culturale

Il Futurismo rientra nel gruppo delle “Avanguardie storiche”, con esse si proclama una netta e violenta rottura degli intellettuali con il passato remoto (il mondo antico) e recente (la cultura della fine dell’Ottocento). Tale pesante rifiuto si manifesta per varie ragioni. In questi anni raggiungono il loro punto estremo certe condizioni oggettive che si erano già delineate nel secondo Ottocento, e che avevano comportato l’instaurarsi del mercato culturale, ovvero la trasformazione del prodotto letterario e artistico in merce che si vende, si compra e si scambia.

Fino ad allora il pubblico era sempre stato costituito da una ristretta élite, colta, raffinata e ricca, e l’artista si sentiva libero di creare e sperimentare prodotti nuovi e diversificati: ora invece il pubblico è sempre più vasto, anonimo, di mediocre livello culturale, suggestionato dalle mode o dallo scandalo più che dalla qualità autentica. Ciò che l’industria culturale concepisce per i suoi utenti è qualcosa di convenzionale, prodotto in serie e con le stesse tematiche e linguaggi di ciò che ha ottenuto precedentemente successo.

“Le Avanguardie storiche” si oppongono a questa mercificazione e riduzione dell’arte a dettami fissi e stereotipati: non vogliono creare prodotti seriali svuotati della loro vitalità e respingono l’asservimento ad una industria culturale che degrada, livella e appiattisce. I poeti e artisti non accettano di essere operai, ma si ergono a veri e propri intellettuali dotati di unicità.

Il loro rifiuto estremo e violento per i codici culturali correnti li spinge a sperimentare linguaggi mai usati, abitudini per tutti incomprensibili. Il tutto con un atteggiamento di disprezzo e odio per le masse.

La visione del mondo futurista

I futuristi prendono il più possibile le distanze dai valori morali, politici e culturali della mentalità del passato: aboliscono la cultura dei musei, delle biblioteche e delle accademie andando invece in cerca della vita, del movimento e dell’azione.

Non soltanto si invoca a gran voce la bellezza del pericolo e dell’energia: si passa addirittura dal piano concettuale a quello più specifico, fino a sfociare nell’esaltazione dell’aggressività e della violenza. Il Futurismo celebra infatti la lotta e la guerra, gli uomini devono cercare nell’arte qualità come il coraggio e la ribellione così come nella vita.

Nuovo valore del futurista diviene la velocità: all’ammirazione e studio delle opere antiche è sostituita l’innovativa valorizzazione della rapidità, che stravolge gli stili di vita degli uomini moderni e si materializza nel simbolo tipico futurista: l’automobile.

Tale veicolo non appare solamente come segno della velocità, ma anche come oggetto sensibile, dotato di movimento, energia e pericolo. Racchiude nelle sue quattro ruote tutti i capisaldi della filosofia del gruppo.

La poetica e lo stile

La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote. La sintassi appare completamente rivoluzionata: viene abolita la punteggiatura, l’aggettivo e l’avverbio. L’uso del verbo all’infinito, inoltre, viene utilizzato per una maggiore sensazione della realtà.

Il brano quindi risulterà ricco di analogie e di immaginazione senza fili, che associano tra loro le sensazioni visive, uditive, tattili e olfattive. Svanisce la poetica dell’“io” letterario portando ad una mancanza di soggettività dell’autore. L’idea di Marinetti è quella di creare un poeta-giornalista il quale vuole trasportarci in quel momento già vissuto.

Manifesto del Partito politico futurista

Il Partito politico futurista vuole un’Italia libera e forte, non più sottomessa al suo grande passato: un’Italia fuori tutela, padrone di tutte le sue energie e proiettata verso il grande avvenire.

Bisogna dare a tutti la volontà di pensare, creare, rinnovare e distruggere in tutti la volontà di subire, conservare, plagiare.

Ogni cervello deve essere come una tavolozza per colorare ogni più piccolo atto di vita. Il loro intento è quello di dare una vita non più di pane e di fatica, né di ozio, bensì una giusta via di mezzo.

Manifesto del Futurismo

I temi fondamentali del Manifesto del Futurismo sono:

  • L’amore per il pericolo;
  • L’abitudine all’energia;
  • Il culto per il coraggio e l’audacia;
  • La lotta contro il passato;
  • L’esaltazione del movimento aggressivo;
  • La guerra.

Ha un significato soprattutto ideologico, in quanto enuncia i principi fondamentali della rivoluzione futurista. Celebra l’esaltazione del progresso tecnico e scientifico, il bisogno di liberarsi dei limiti.

Il Manifesto dona tutto il suo sostegno verso l’interventismo, il nazionalismo, la guerra, come valori, come realizzazione dell’uomo nuovo. Anche sul piano artistico il programma subisce un rovesciamento dei canoni tradizionali: si passa dalla “città-museo” ad un’“estetica della velocità”, che celebra la bellezza della macchina.

Si comprendono allora la lunga catena di immagini analogiche e la rappresentazione della città e del mondo industriale, delle folle agitate dal lavoro o dalla sommossa, così come gli innumerevoli rumori e colori delle capitali moderne e dell’entusiasmo nei cantieri.

Lo stesso linguaggio del manifesto tende a risolversi nell’azione. Il “noi” con cui Marinetti conduce il discorso collega il suo appello all’autorità del gruppo, quello di una nuova generazione di poeti, definiti simbolicamente “incendiari”.

Filippo Tommaso Marinetti

“Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.“ Filippo Tommaso Marinetti

Il movimento ebbe il suo maggior animatore in Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944), poeta e narratore di duplice cultura, italiana e francese. Filippo nasce il 21 dicembre del 1876 ad Alessandria d’Egitto.

Nel 1895 Marinetti si iscrive ai corsi di legge all’università di Pavia. Termina gli studi a Genova dove si laurea nel 1899. Nel 1900 decide di dedicarsi completamente alla letteratura assumendo un ruolo primario nella poesia romantica e simbolista.

Nel 1908 scrive l’ode col titolo “All’automobile da corsa”. Diventa promotore, scrittore e poeta principale della nuova avanguardia e la sua attività si lega completamente a quella del movimento futurista.

Poco dopo si arruola come volontario nella Prima Guerra Mondiale. Sposa Benedetta, una pittrice futurista, dalla quale ha tre figlie. Le sue idee anarchiche e anticlericali rispecchiano quelle del fascismo, ma è ostile alle leggi razziali e al nazismo. Si spegne il 2 dicembre 1944 a Bellagio, sul lago di Como.

All’automobili da corsa (1908)

“O montagne dai freschi mantelli turchini!...

O bei fiumi che respirate beatamente al chiaro di luna!

O tenebrose pianure!... Io vi sorpasso a galoppo!...

Su questo mio mostro impazzito!...” All’automobile da corsa, Marinetti

Il componimento venne scritto originariamente in francese nel 1908. In esso si trova una tematica cara a Marinetti e in generale ai poeti futuristi: l’esaltazione della macchina, il brivido della velocità, e l’ebbrezza del pericolo che si identifica con la libertà assoluta, nel ripudio delle regole della grammatica, della sintassi, dell’ortografia stessa.

Marinetti ricorre a un fitto impasto di similitudini e all’uso dell’onomatopea.

Nella prima strofa il tema predominante è quello dell’entusiasmo per la macchina, che è dinamica, libera e potente. Mentre Leopardi avvertiva un senso di perdizione contemplando un paesaggio, Marinetti si ubriaca di velocità fino a perdere lucidità per poi fondersi con la macchina stessa: non valuta i rischi, vuole solo spingere al massimo l’acceleratore e volare, volare verso l’infinito fino a raggiungere le stelle.

Il componimento coinvolge il lettore in un crescendo sempre più intenso al punto tale da fargli avvertire il ringhio del motore, il vento folle sul viso e i muscoli che vibrano e si contraggono.

Nelle strofe successive viene ribadito ancora il contrasto tra lento e veloce che Marinetti esprime mettendo a confronto i mammut, esseri lenti e pesanti. Essa sorpassa facilmente quelli che furono i simboli del romanticismo, ovvero il “Chiaro di luna”.

La devozione totale del poeta al moderno rovescia i rapporti tradizionali. La natura viene disprezzata, al punto che la poesia intende trionfare su di essa.

Nell’ultima strofa il poeta dichiara la sua vittoria: si è staccato con la sua creatura dal mondo lento e pesante e vola verso la leggerezza. Il punto focale della poesia si riconosce maggiormente verso la fine.

In questa strofa viene esaltato il rifiuto per una società ancora così statica e monotona per un nuovo futuro, caratterizzato dalla velocità, dalla tecnologia. Infatti le montagne, i fiumi, il chiaro di luna e le pianure rappresentano la staticità del mondo di quel tempo che viene metaforicamente superata dalla macchina da corsa.

Oramai l’automobile è diventata un simbolo delle idee futuriste, un mezzo di trasporto individuale che procura una sensazione di potenza e di autonomia.

Fondamentalmente ciò che interessa non è più il paesaggio, che si riduce ad un’ombra scura, ma il motore che ruggisce dentro il cofano, i pneumatici che divorano la strada.

L’auto è vista come “dio di una razza d’acciaio”. Dopo tante lodi alla Luna e all’amore sincero, Marinetti sconvolge la tradizione: sceglie infatti di esaltare un oggetto freddo e apparentemente inanimato, cui però riesce a conferire vita e un’aggressività senza eguali.

Guerra Fredda

La Guerra Fredda indica la contrapposizione che si è venuta a creare alla fine della Seconda guerra mondiale, tra due blocchi internazionali: il blocco Ovest, ovvero gli Stati Uniti d’America, gli alleati della NATO (che raggruppava 52 stati) ed i Paesi amici, ed il blocco Est, ovvero l’Unione Sovietica, gli alleati del Patto di Varsavia ed i Paesi amici.

Allo scopo di intensificare i rapporti tra i Paesi membri si formò il Consiglio d’Europa (1949) e nacquero organismi sovranazionali come la Ceca (1951), per la produzione del carbone e dell’acciaio, la Cee, detta anche Mec, per la liberalizzazione dei commerci nel mercato unico, e l’Euratom, per gli studi sull’energia atomica.

Questa contrapposizione si è sviluppata nel corso degli anni su vari campi: militare, spaziale, ideologico, psicologico, tecnologico, sportivo.

Alla fine della seconda guerra truppe americane, inglesi, francesi e sovietiche hanno occupato il suolo tedesco, una parte del quale fu ceduto alla Polonia. Fra il 1947 e il 1949 USA, Gran Bretagna e Francia hanno unificato le rispettive zone, mentre nella sua zona l’URSS mirava alla costituzione di una repubblica tedesca comunista.

Nel 1949 si assisteva così alla formazione di due distinte Germanie: ad ovest veniva costituita la Repubblica Federale Tedesca con capitale Bonn, mentre ad est si formava la Repubblica Democratica Tedesca con capitale Berlino.

Attorno alle due grandi potenze vincitrici si erano formati due blocchi di stati. Ad Occidente, Francia e Gran Bretagna erano economicamente dipendenti dagli USA, che faceva sentire il suo peso su paesi come l’Italia, da esso liberati.

Ad Oriente sorgevano regimi comunisti nei paesi liberati dall’Armata Rossa. Usciti vittoriosi dalla seconda guerra mondiale, Unione Sovietica e Stati Uniti costituivano ormai le due maggiori potenze del mondo.

Ma, a causa della diversità dei loro sistemi politici ed economici, non riuscivano a trovare un accordo. La tensione tra i due blocchi tuttavia non si è mai trasformata in un conflitto militare diretto, pur restando forte per circa mezzo secolo.

La guerra fredda spinse Usa e Urss a dare vita a due contrapposte alleanze militari: da un lato il Patto atlantico (Stati Uniti, Canada e diversi Stati dell’Europa occidentale, aprile 1949) con la sua organizzazione militare di difesa, la Nato, in funzione anticomunista; dall’altro il Patto di Varsavia tra i Paesi dell’Est (maggio 1955), in funzione antiamericana.

Il termine “guerra fredda” è stato introdotto nel 1947 dal consigliere presidenziale Bernard Baruch e dal giornalista Walter Lippmann, per descrivere il sorgere delle tensioni tra due alleati della seconda guerra mondiale.

Il termine sintetizza in modo efficace la situazione che si stava delineando: in un pianeta dominato da due potenze, entrambe in lizza per il primato e per l’egemonia mondiale, e radicalmente contrapposte sul piano ideologico, il conflitto sembrava inevitabile.

Il mondo dove due contendenti avevano armamenti tali che una guerra avrebbe avuto conseguenze intollerabili anche per il “vincitore”, il conflitto era impraticabile.

Si determinò così una situazione di “guerra fredda”: guerra, perché la contrapposizione tra i contendenti sembrava un vero e proprio conflitto e perché all’interno dei paesi coinvolti si delineava una mobilitazione militare, economica e psicologica “di guerra”; Fredda, perché le armi, che continuavano ad essere prodotte e accumulate, non potevano essere usate.

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Sintesi

Materie e argomenti

  • Italiano: il Futurismo, Filippo Tommaso Marinetti, le automobili da corsa;
  • Storia: guerra fredda, terza rivoluzione industriale, globalizzazione;
  • Tecnologia delle costruzioni: High-tech, Hearst Tower, Norman Foster;
  • Costruzioni: classificazione dei ponti;
  • Topografia: le strade;
  • Estimo: espropriazione per pubblica utilità;
  • Educazione fisica: il rally.
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