Indice generale
Introduzione
- Motivazione scelta argomento; Marta Giordano
- Cosa sono diversità, discriminazione e integrazione; Classe V Sezione
- Temi affrontati nella tesina. G
A.S. 2007/2008
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Italiano
- “La madia”
- Gabriele D’Annunzio
Inglese
- “My Left Foot”
- Christy Brown
Storia
- Antisemitismo hitleriano: la persecuzione antiebraica
Metodologia
- Una condizione di marginalità: il barbonismo
Pedagogia
- Bambini precoci, dotati, superdotati
Introduzione
La scelta di questo argomento da affrontare nella tesina, è dovuta alle troppe
sentite discriminazioni che in ogni società, o quasi, sono esercitate.
Si sentono tanti casi di discriminazione attraverso i mass-media, ma,
nonostante tutto, le varie istituzioni che cercano di far fronte ad essi, non
riescono ad eliminarli totalmente. La discriminazione è esercitata da tutti e in
qualsiasi luogo, anche dove forse potrebbe, in realtà, non esserci: nelle scuole,
nei luoghi di lavoro, per strada, negli oratori, ecc… Quasi ogni settimana si
sente di ragazzi che hanno picchiato altri loro coetanei, solo perché “diversi”, o
di persone che non riescono a superare i colloqui di lavoro, solo perché hanno
qualche disturbo fisico oppure perché appartenenti ad altre religioni o etnie. 1
La diversità è sentita come qualcosa di negativo e molto spesso la si fa pesare
in maniera alquanto esagerata. I ragazzi “diversi” si sentono esclusi, presi in
giro e non accolti volentieri nei vari gruppi o associazioni. Bisogna riuscire a far
fronte del tutto a queste cose orribili; ognuno nel proprio piccolo potrebbe
contribuire positivamente, ma questo non vale solo per le discriminazioni, ma
per qualsiasi azione che dovrebbe essere eliminata.
Le differenze esistono. Vanno riconosciute e accettate.
Le differenze possono dispiacere, ma non dobbiamo impedire agli altri di essere diversi.
Le differenze possono essere anche positive, rendono il mondo un luogo interessante in cui vivere.
L’unico modo per vivere pacificamente insieme agli altri è accettare le
differenze. Una volta accettata l’idea che le differenze esistono e che
nonostante alcune siano positive, altre possono non piacerci; bisogna
convincersi che la vita sociale ci impone di tollerare anche certe situazioni, che
possono risultare non gradite a noi stessi.
Ma cosa sono, in breve, diversità, discriminazione e integrazione?
Diversità
- Essere normali significa rispettare sia le leggi ufficiali, sia le leggi non
scritte, che controllano la nostra vita morale, stabilendo la distinzione tra
bene e male, vizio e virtù, successo e fallimento. Chi si allontana dalla
norma è invece “anormale”, diverso dagli altri;
- È diverso chi si sente tale: chi non riesce a rientrare nella norma, perché
è incapace di comportarsi e di vivere come gli altri o perché crede in altri
valori e in altri modelli di vita;
- È diverso chi viene considerato tale e pertanto viene emarginato ed
escluso;
- Chi è privo di requisiti fisici o sociali ritenuti indispensabili: la salute, la
bellezza, l’intelligenza, il benessere economico, ecc. [...]. Gli altri sono
invece coloro che sono, o credono di essere, “normali”, che rispettano le
regole del gioco e che in virtù della loro posizione, sanciscono la
diversità. Eppure la distinzione tra normalità e anormalità, sebbene
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inevitabile e necessaria, non è un valore assoluto o eterno, ma una
convenzione, che può essere messa in discussione, criticata e/o
modificata. […]. (M. Antonello, “Le voci dell’altro”, Loescher, Torino,
1995).
La diversità non è una sola ma, ne esistono di diverse forme:
- Motoria;
- Cognitiva;
- Sensoriale;
- Linguistica;
- Sessuale;
- Religiosa;
- Sociale;
- Etnica.
Un ulteriore caso particolare di diversità è
costituito da bambini precoci, dotati e
superdotati.
Discriminazione
- Trattamento non paritario riservato a un singolo individuo o a un gruppo,
a causa della propria appartenenza a una particolare categoria, classe
sociale o etnia oppure a causa del sesso o delle preferenze sessuali, della
religione, delle opinioni politiche, dell’età o di un handicap.
Esempi, quindi, di situazioni discriminanti sono costituiti dal razzismo, dal
sessismo, dall’omofobia e dall’handifobia.
Integrazione
- Insieme di processi sociali e culturali che rendono l’individuo membro di
una società;
- Partecipazione alla vita comune e presenza di relazioni umane
soddisfacenti;
La società tende, nella maggior parte dei casi, ad assumere un atteggiamento
nei confronti del “diverso” non di apertura, ma di chiusura, in quanto chi è
diverso, il più delle volte, non viene capito e accettato e, talvolta, non si cerca
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neppure di assumere un atteggiamento atto a favorire una sorta di
integrazione.
Alla luce di quanto fin qui descritto, può risultare coerente iniziare questo
percorso con la presentazione del brano “La madia”, tratto dall’opera “Le
novelle della Pescara” di Gabriele D’Annunzio. Esso tratta del tema della
discriminazione da parte, non solo dei concittadini, ma anche del fratello e
della matrigna, nei confronti di un ragazzo definito “lo stroppiatino”, con
“[…] Egli era mingherlino, con una grossa testa
disturbi fisici e mentali.
pesante. I capelli erano così biondi che quasi parevano bianchi.
Gli occhi erano dolci come quelli di un agnello, azzurri fra le lunghe ciglia
chiare.
Entrando, non disse nulla; poiché era muto per una paralisi. […] La gamba
destra, torta e raccorciata, aveva un piccolo tremito visibile. […]”.
Successivamente con il libro “Il mio piede sinistro”, si può esaminare una
situazione opposta, nella quale è visibile il tema dell’integrazione di un ragazzo
disabile, sia all’interno della famiglia sia della società, senza che egli venga
preso in giro o deriso.
Christy Brown, disabile dalla nascita a causa di una paralisi cerebrale, poteva
comunicare solo con il suo piede sinistro, l’unica parte del corpo della quale
aveva il controllo.
Si può passare poi ad analizzare un’ulteriore situazione di discriminazione,
questa volta non più esercitata nei confronti di persone disabili, ma verso
persone di un’altra razza, come ad esempio l’antisemitismo hitleriano, con la
conseguente persecuzione antiebraica.
In seguito si può prendere in esame un caso di marginalità presente in ogni
società e molto spesso non preso in considerazione: il barbonismo.
Per finire si può trattare di un caso particolare di diversità non diffuso come gli
altri, ma comunque rilevante e interessante, relativo ai bambini precoci, dotati
e superdotati. 4
Da “Le novelle della Pescara”:
La madia
Appena Luca udì il rumore delle grucce, spalancò gli
occhi e li volse ardenti verso la porta, aspettando che il
fratello comparisse sul limitare. Tutta la faccia,
estenuata dalla sofferenza, divorata dalla febbre, sparsa
di bolle rossastre, gli prese d’improvviso un aspetto di
durezza e quasi d’ira. Egli afferrò le mani della madre,
convulsamente, gridando, con la voce rauca e rotta:
“Caccialo! Caccialo! Non lo voglio vedere. Capisci? Non
lo voglio vedere; mai più. Capisci?”
Le parole lo soffocarono. Egli stringeva forte le mani
della madre, tossendo con grande affanno, mentre la
camicia sul petto gli palpitava e gli s’apriva un poco ad ogni sforzo. Aveva la
bocca gonfia; e pel mento le bolle riseccate gli formavano come una crosta che
si screpolava e sanguinava ad ogni sforzo.
La madre cercava di placarlo.
“Sì, sì, figlio mio. Non lo vedrai più. Farò come tu vuoi. Lo caccerò, lo caccerò.
Questa è la casa tua, figlio, tutta tua. Mi senti?”
Luca le tossiva sul volto.
“Ora, ora, subito” egli diceva, con una persistenza feroce, sollevandosi di sul
letto, spingendo la madre verso la porta. 5
“Sì, figlio mio. Ora, subito.”
Ciro comparve al limitare, reggendosi su le grucce. Egli era mingherlino, con
una grossa testa pesante. I capelli erano così biondi che quasi parevano
bianchi. Gli occhi erano dolci come quelli di un agnello, azzurri fra le lunghe
ciglia chiare.
Entrando, non disse nulla; poiché era muto per una paralisi. Ma vide gli occhi
dell’infermo, che lo guardavano intenti e crudeli; e si fermò nel mezzo della
stanza, appoggiato alle grucce, irresoluto, non osando avanzare. La gamba
destra, torta e raccorciata, aveva un piccolo tremito visibile.
Luca disse alla madre:
“Che viene a fare, questo stroppiato? Caccialo via! Voglio che tu lo cacci via.
Capisci? Subito.”
Ciro intese, e guardò la matrigna che già era per levarsi. La guardò con occhi
supplichevoli, ch’ella non ebbe cuore di fargli violenza. Poi, tenendo sotto
l’ascella una gruccia, con la mano libera fece un gesto disperato. E gettò uno
sguardo vorace alla madia ch’era in un canto. Voleva dire:
“Ho fame.”
“No, no, non gli dar niente!” si mise a gridare Luca, agitandosi tutto sul letto,
imponendo alla donna il suo capriccio malvagio.
“Niente! Mandalo via.”
Ciro aveva chinato sul petto la grossa testa, tremando, con gli occhi pieni di
lacrime.
Quando la matrigna gli mise una mano su la spalla e lo spinse verso l’uscio,
egli ruppe in singhiozzi. Poi sentì chiudere l’uscio; e rimase sul pianerottolo, a
singhiozzare. Singhiozzava forte e costante.
Disse Luca alla madre, con un atto iroso:
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- Christy Brown
Storia
- Antisemitismo hitleriano: la persecuzione antiebraica
Metodologia
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Pedagogia
- Bambini precoci, dotati, superdotati