Estratto del documento

“Dobbiamo aprire i “La qualità più

nostri occhi universale è la

alle meravigliose diversità.”

diversità

di questo mondo.”

“Abituarsi alla “Quando perdiamo il

diversità dei normali diritto ad essere

è più difficile che diversi, perdiamo il

abituarsi alla privilegio di essere

diversità dei diversi.” liberi.”

Tesina: la diversità

Introduzione

Ho deciso di incentrare la mia tesina sul tema della diversità poiché lo considero uno dei più attuali e anche perché lo si ritrova nella quotidianità; questo è un argomento che mi è molto vicino, soprattutto per il fatto che ho condiviso i miei ultimi tre anni scolastici con un compagno diversamente abile. Le cose che mi hanno stupito di più sono la forza con la quale lui affronta la vita di tutti i giorni, la sua curiosità, la sua voglia di imparare, che mi hanno permesso di capire che la diversità non sempre è debolezza, ma è forza, e il mio compagno Biagio ne è la testimonianza. La nostra comunità è chiusa e riluttante nei confronti del diverso, tanto che questi si ritrova, isolato e deriso, a vivere una profonda crisi e un profondo dissidio interiore che lo portano a odiare la propria diversità. Il tema della diversità è naturalmente molto vasto, tanto che può includere in sé accezioni positive e negative, a seconda di come ognuno la percepisce e del modo in cui essa si manifesta.

Storia

La diversità può essere intesa come “razza” e l’emblema di tutte le discriminazioni razziali è senz’altro l’antisemitismo di Hitler. La “razza ariana” che, secondo l’ideologia nazista, era quella dei primi abitanti indoeuropei del nostro continente, e i suoi discendenti erano tutte le razze libere da contaminazioni di altri popoli: chi discendeva da questa razza era ariano e poteva, dunque, far parte del Reich. Così, poiché gli ebrei, popolo senza terra e senza Stato, erano considerati la razza peggiore fra tutte, vennero emanate le “leggi di Norimberga” che negavano agli ebrei la cittadinanza del Reich, li escludevano dal voto, dalle professioni, impedivano i matrimoni tra ebrei e ariani, per proteggere la razza ariana da contaminazioni e per proteggere la civiltà europea dalla decadenza. Hitler nel suo “Mein Kampf”, fa ricorso a un falso documento per legittimare l’eliminazione, anche fisica, degli ebrei; infatti, nei primi anni del Novecento iniziò a circolare in Europa un misterioso e controverso libro dal titolo “I Protocolli dei Savi Anziani di Sion”. Al suo interno veniva descritto con precisione il piano di conquista del mondo da parte della comunità ebraica, che si sarebbe dovuto realizzare attraverso il controllo dei punti nevralgici delle moderne società occidentali, quali la finanza, la stampa, l’economia, gli eserciti militari, la morale e la cultura.

In seguito, si è scoperto che questo documento era un falso. Man mano che i tedeschi conquistavano territori, aumentava il numero di ebrei che si venivano a trovare sotto il loro dominio. La questione ebraica assunse così proporzioni enormi, specialmente in Polonia, che contava più di due milioni di ebrei, i quali furono costretti a trasferirsi in ghetti, quartieri isolati da muri alti e filo spinato, e obbligati a indossare sugli abiti una stella gialla, che simboleggiava la loro appartenenza alla razza ebraica. Hitler aveva deciso di eliminare tutti coloro che manifestavano ostilità al regime, così iniziarono le fucilazioni di massa e i massacri indiscriminati di ebrei, comunisti e zingari: in soli due giorni, tra il 29 e il 3 settembre del 1941, furono uccisi 30 mila ebrei di Kiev. Quelli che non venivano trucidati furono avviati nei campi di concentramento (Lager), edificati per la maggior parte in Polonia: nei campi di concentramento venivano deportati i lavoratori considerati abili e che, quindi, potevano essere sfruttati; invece, le camere a gas e i forni crematori erano concentrati nei campi di sterminio. Nei diversi tipi di lager venivano inoltre internati zingari, comunisti, neri, omosessuali, dissidenti, testimoni di Geova, malati fisici e mentali. All’interno dei campi vi erano numerose baracche: oltre a quelle adibite a dormitori, uffici, cucine e lavanderie, c’erano anche quelle destinate alla quarantena, un’infermeria speciale chiamata anche “blocco della morte” dove erano rinchiusi i detenuti destinati a essere soppressi in breve tempo; poi c’erano i locali destinati alle esecuzioni, alle torture e agli esperimenti medici sulle cavie umane. In conclusione, sono stati uccisi più di 5 milioni di ebrei e vennero eliminati circa i due terzi degli ebrei d’Europa. Alla fine della Seconda Guerra mondiale, i capi nazisti accusati dello sterminio vennero processati durante il famoso “Processo di Norimberga”; alcuni di essi furono prosciolti, alcuni ottennero l’ergastolo e alcuni vennero condannati a morte e poi cremati.

Latino

Tacito, nella sua opera “De origine et situ germanorum”, descrive l’origine, gli usi e i costumi della stirpe germanica concentrandosi meno sulla questione geografica e più su quella etnografica. Il popolo germanico è profondamente diverso da quello romano, è un popolo ancora “barbaro”, non contaminato da ciò che comunemente veniva definita “civiltà” che per Tacito era debolezza e corruzione, mali che si erano inevitabilmente insediati nella società romana, che insisteva col sentirsi tanto civilizzata ed elegante. Lo scopo ultimo dell’autore è dunque quello di trovare, attraverso l’analisi del popolo germanico, le cause della decadenza dei costumi romani, così l’opera si configura come un’esortazione diretta al popolo romano, nella speranza che questo possa vedere la purezza delle popolazioni “barbare” e ritornare alla dignità e al rigore dei costumi antichi. Del popolo germanico viene a lungo analizzata l’autoctonia (l’essere nati nello stesso luogo in cui si vive) e dunque la “purezza razziale”, infatti, anche questo costituisce un motivo di diversità tra le due popolazioni: mentre quella romana era una comunità simbolo della “mescolanza” e della diversità, nella quale gli stessi imperatori furono spagnoli, (basti pensare a Traiano), o africani, come Settimo Severo, quella dei germani è una società “pura” nella quale le mescolanze sono state difficili o quasi del tutto assenti.

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Sintesi

Collegamenti interdisciplinari

  • Storia - Hitler e l'antisemitismo
  • Filosofia - Friedrich Nietzsche
  • Arte - Van Gogh
  • Italiano - Italo Svevo e l'inetto
  • Letteratura latina - La "purezza razziale" dei Germani in Tacito
  • Letteratura inglese - Oscar Wilde
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