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Letteratura italiana

Il Decadentismo

Quadro storico

Per «età del Decadentismo» si intende il periodo che va dagli ultimi anni dell’Ottocento allo scoppio della prima guerra mondiale ed è anche un periodo di grandi tensioni internazionali, che tuttavia non esplodono in conflitti diretti tra le maggiori potenze europee, bensì covano sotto la cenere per sfociare poi nella tragedia della prima guerra mondiale.

Da un punto di vista economico i decenni di fine secolo fanno da sfondo ad una crisi di vaste dimensioni: è la cosiddetta grande depressione. Questa difficile congiuntura è caratterizzata dal crollo dei prezzi industriali e agricoli, da un generale ristagno produttivo e da un forte aumento della disoccupazione.

Di fronte a questa situazione i governi rispondono con una serie di misure che, se da una parte rendono più tollerabili gli effetti della crisi, dall’altra concorrono ad innescare tensioni e contrasti che appesantiscono ulteriormente il clima politico e sociale europeo e mondiale.

La prima misura economica che attuano tutti i paesi è quella del protezionismo, cioè della chiusura delle proprie frontiere ai prodotti esteri. Così si contribuisce alla salvaguardia dell’industria e dell’agricoltura nazionali, però nello stesso tempo si creano degli scompensi nei settori che lavorano per l’esportazione e che, vedendosi preclusi i mercati tradizionali, piombano in una profonda crisi, non riuscendo a ristrutturarsi per il mercato interno.

L’origine del Decadentismo

Il Decadentismo, che si può considerare come la fase estrema del moto romantico, ebbe la sua concreta origine e la sua prima manifestazione letteraria in Francia, diffondendosi poi nelle altre nazioni europee.

Come primi esponenti del Decadentismo sono da considerare i poeti e gli scrittori simbolisti, che operavano in Francia nella seconda metà dell’Ottocento, e che intendevano la poesia come una forma di vera e propria rivelazione. Il primo interprete delle nuove sensibilità poetiche è Baudelaire.

Etimologia

Il termine «decadentismo» viene usato per indicare spregiativamente un gruppo di giovani intellettuali francesi, il cui atteggiamento viene considerato dagli avversari come espressione di una degradazione culturale.

Questi accettano tale termine e ne assumono la definizione facendosene un vanto; infatti il poeta Paul Verlaine in un suo verso famoso afferma: «Io sono l’impero alla fine della decadenza».

I caratteri del Decadentismo

Il complesso movimento culturale del Decadentismo si può considerare, nei suoi caratteri generali, la crisi dell’idealismo e del soggettivismo romantico. Anche la civiltà spirituale del Decadentismo si manifesta nel campo del pensiero e della vita morale come un’inquieta e sempre più accentuata sfiducia nelle forze della ragione, che assume le forme di una vera e propria crisi esistenziale:

  • Esasperazione dell’individualismo e dell’egocentrismo;
  • Visione pessimistica del mondo e della vita umana;
  • Tormentoso senso della solitudine e del mistero.

È opportuno precisare che l’arte del Decadentismo rappresenta senza dubbio la crisi della civiltà e della società europea tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.

La poetica decadente

Nell’età del Decadentismo si maturò una nuova sensibilità poetica: la poesia apparve allora come solo mezzo di intendere e svelare la realtà.

Uno dei più rilevanti caratteri dell’arte decadente è da vedere, appunto, nello straordinario raffinamento della tecnica e dei mezzi espressivi: la parola tende a sottrarsi ad ogni vincolo di natura logica e concettuale per risolversi nell’incanto lirico di una pura suggestione fonica e musicale:

  • Nuova esperienza metrica del verso libero;
  • Significativo ricorso al linguaggio simbolico;
  • Senso della poesia come illuminazione e folgorazione lirica.

Il Decadentismo in Europa

Come sappiamo, il movimento decadentista ebbe la sua concreta origine in Francia, ma fu un fenomeno di carattere europeo. Il più significativo rappresentante del Decadentismo inglese fu Oscar Wilde; mentre tra gli esponenti del Decadentismo si può riscontrare Stefan George.

Decadentismo in Italia

Il Decadentismo italiano ha le sue prime e non ancora ben definite manifestazioni nell’opera poetica di Giovanni Pascoli. Fu solo più tardi, nei primi decenni del Novecento, che il movimento venne a caratterizzare, in modo sempre più intenso e consapevole, le diverse correnti artistiche ed ideali della nostra letteratura.

Altri due autori fondamentali del movimento decadente italiano furono Luigi Pirandello e Giuseppe Ungaretti.

Giuseppe Ungaretti

La vita

Giuseppe Ungaretti nasce nel 1888 ad Alessandria d’Egitto, da genitori di origine lucchese. Terminati gli studi frequenta i circoli culturali della città e, anche tramite i giornali francesi, approfondisce la conoscenza del Decadentismo.

Frequenta Enrico Pea e viene così a conoscenza degli ideali politici socialisti e anarchici, che Pea coltiva. Nel 1912 parte per Parigi per frequentare l’università; qui entra a far parte di un mondo culturale ricco di personalità d’eccezione.

Segue le lezioni di filosofi come Bergson, conosce poeti come Breton e pittori come Picasso e de Chirico. Frequenta anche Martinetti e altri intellettuali italiani di chiara ispirazione futuristica.

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