Tesina: i sentimenti
Introduzione
Se noi cerchiamo sul vocabolario la parola "sentimento" troviamo: stato affettivo più durevole dell'emozione e meno intenso della passione.
Ma molto probabilmente è molto più di questo. I sentimenti sono così unici da non poter essere descritti con delle semplici parole. Sono proprio loro che guidano le azioni quando l'uomo si fa sopraffare da quello che prova, perché loro sono la nostra forza più grande.
Certo a volte si compiono delle azioni riprovevoli, ma altre volte con la forza dei sentimenti si fanno cose che a volte sembrano possibili solo nei film. Inoltre ci sono sentimenti che non sappiamo neppure che esistono, e quando li proviamo le parole svaniscono, e non riusciamo a descrivere come ci sentiamo.
L'uomo inoltre è colpito continuamente da stimoli esterni o interni, è questo il processo che fa nascere le sensazioni, le emozioni, ognuno di noi ha un modo differente di reagire di fronte agli avvenimenti.
E' per questo che ho scelto di fondare il mio percorso su questo argomento, ho cercato di descrivere i vari sentimenti e le varie sensazioni ritrovate nelle materie scolastiche.
La solitudine
La solitudine è quel sentimento collegato allo stato in cui non si ha compagnia, non si ha vicino nessuno, quindi al concetto di relazione con altri simili. Nel corso della vita ogni uomo ha provato l’esperienza della solitudine, e quando l’ha confrontata con gli altri si è accorto che non ne esiste una sola.
Ognuno di noi ha un modo proprio di rappresentarsela, di viverla e d’immaginarsela. Esiste dunque una solitudine diversa per ognuno di noi.
Nel periodo tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, si diffonde a partire dalla Francia il Decadentismo. Gli scrittori decadenti sono accomunati da alcune caratteristiche:
- Nelle loro opere si diffonde un senso di profonda angoscia esistenziale e di solitudine;
- Il poeta si sente superiore, libero da ogni dovere nei confronti degli altri uomini e delle regole morali della società;
- La parola poetica diventa uno strumento per alludere a verità nascoste o per rivelare l'impossibilità di ogni comunicazione;
- La vita deve essere un'opera d'arte in cui massimo valore è la bellezza.
In Italia il Decadentismo si diffuse un po' più tardi rispetto al resto dell'Europa, e si espresse attraverso figure importanti: per la poesia Giovanni Pascoli e Gabriele D'Annunzio; per la prosa Luigi Pirandello e Italo Svevo.
Giovanni Pascoli nacque a San Mauro di Romagna nel 1855. La sua giovinezza fu segnata dall'assassinio del padre che contribuì a creare nel poeta un senso pessimistico e tragico della vita.
Nel 1891 pubblicò la sua prima raccolta di liriche, Myricae. Nelle sue opere gli elementi fondamentali sono le vicende personali, che si associano alla rappresentazione dell'ambiente naturale e della civiltà contadina.
Questi elementi sono però sempre visti nei loro aspetti più tristi e malinconici ed hanno un valore simbolico: diventano rappresentazioni dello stato d'animo del poeta. La natura diventa simbolo della tragica condizione umana. Accanto a parole di uso quotidiano o anche dialettali, compaiono termini colti e ricercati.
Lavandare
Nel campo mezzo grigio e mezzo nero
resta un aratro senza buoi che pare
dimenticato, tra il vapor leggero.
E cadenzato della gora viene
lo sciabordare delle lavandare
con tonfi spessi e lunghe cantilene:
Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese!
quando partisti, come son rimasta!
come l'aratro in mezzo alla maggese
La poesia "Lavandare" fa parte di Myricae, la prima raccolta del poeta Giovanni Pascoli. In questa poesia la descrizione del paesaggio autunnale, resa con rapide immagini che suscitano impressioni visive e sonore, sfuma nel malinconico canto delle lavandaie.
L'aratro diventa, nella strofa finale, il simbolo di una donna abbandonata da un uomo, che non tornerò. In realtà, la campagna autunnale costituisce solo lo scenario su cui il poeta proietta uno stato d'animo smarrito e malinconico.
La poesia è composta da due terzine e una quartina con versi endecasillabi e rime alternate. Ciascuna strofa ha una particolare caratteristica:
- La terzina iniziale non descrive nessun tipo di azione e ci sono sensazioni visive che l'autore comunica attraverso l'enjambement presente nel secondo e nel terzo verso "pare/dimenticato";
- Nella seconda terzina invece prevalgono sensazioni di tipo acustico, infatti le parole "sciabordare" e "tonfi" sembrano riprodurre rumori. Questa terzina risulta essere dinamica in quanto le rime interne contribuiscono a velocizzare la strofa;
- La terza ed ultima quartina può essere definita drammatica perché riporta un triste canto di amore e nostalgia e il ritmo sembra improvvisamente rallentato.
La disperazione
La disperazione è un'angoscia insopportabile, è l'impressione di non farcela più perché anima e corpo sembrano essersi spinti sino ai limiti estremi della loro possibilità di resistenza.
Uno dei tanti volti dell'angoscia è dato dalla paura di entrare nell'arena della vita, dalla tentazione di rinchiudersi in un interminabile stato di attesa. La disperazione possiede una sfumatura depressiva: si perde interesse nei confronti della vita e non si riesce a trovare un senso nei riguardi del futuro.
Il concetto dell'immagine come espressione del proprio mondo interiore è alla base dell'Espressionismo.
Italiano: Giovanni Pascoli (Lavandare, il Decadentismo)
Storia: Adolf Hitler (i campi di concentramento)
Arte: Edvard Munch (Il grido; l'Espressionismo)
Scienze: i terremoti; i maremoti
Francese: Victor Hugo (Demain dès l'aube, le Romantisme)
Inglese: Mother Theresa
Ed. civica: la mafia (Giovanni Falcone; Paolo Borsellino; la legge del più forte)