The Dark Side of the Moon
Un viaggio attraverso le inquietudini dell’uomo moderno.
Esame di Stato a.s. 2012/2013
Giovanna Cucca
Classe 5 B
a
Liceo Scientifico M. Pira - Dorgali 1
Sommario
Un capolavoro intitolato “The Dark Side of the Moon”………………pag. 3
Italiano. “Cantico notturno di un pastore errante dell’Asia”…………pag. 5
Storia. L’esplorazione della faccia nascosta della luna………………pag. 8
Storia dell’arte. “La persistenza della memoria”………………pag. 10
Latino. “È davvero breve il tempo della vita?”………………pag. 13
Filosofia. Marx e l’alienazione economica………………pag. 15
Storia. La società di massa e le sue ombre: nazionalismo e razzismo…………pag. 17
Fisica. La rifrazione e la dispersione della luce………………pag. 20
Inglese. “The Picture of Dorian Gray”………………pag. 23
Scienze. Le fasi lunari e le eclissi………………pag. 25
The Dark Side of the Moon. Testi e traduzioni………………pag. 29
Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Sorgi la sera, e vai,
Silenziosa luna? 2
Un capolavoro intitolato “The Dark Side of the Moon”
Verso la fine del 1971 i Pink Floyd si diedero appuntamento come al solito nella cucina del batterista Nick Mason e misero a fuoco le idee per un nuovo album. Roger Waters aveva pensato di dare al lavoro un filo conduttore: la strada che porta all’alienazione mentale. Dopo i seri problemi mentali della forza trainante del gruppo, Syd Barrett, e il suo allontanamento nel 1968, i Pink Floyd erano alla ricerca di nuove strade da percorrere verso il successo.
Quello che scaturì in poco più di un mese ha dell’incredibile: erano tempi felici dal punto di vista creativo per la band e Waters era in preda a un autentico fervore lirico. Per la prima volta l’input creativo fu quasi esclusivamente suo, sua la visione contenuta nel messaggio “Dark Side of the Moon trasmesso: era un’espressione di carattere politico, filosofico e umanitario che doveva essere comunicata”, affermò quello che da allora diventò “di diritto” il paroliere dei Pink Floyd. Ciò che Waters sentiva come individuo rispecchiava quasi esattamente i pensieri di molti in quel periodo: era l’epoca del glam rock di David Bowie e nel marzo del 1973 Dark Side of the Moon s’impose con i suoi temi impegnati. Il capolavoro ha raggiunto un record imbattibile: è rimasto per quasi 750 settimane nelle hit parade, vale a dire circa quattordici anni, dimostrando di essere una delle più importanti opere d’arte degli ultimi cinquant’anni. 3
La formazione dei Pink Floyd che nel 1973 creò The Dark Side of the Moon. Da sinistra: Richard Wright, Nick Mason, Roger Waters e David Gilmour.
Si tratta di una vera e propria storia sulla vita nel mondo moderno, con tutte quelle forze che colorano l’esistenza di un individuo e lo spingono alla morte, alla pazzia, all’immedesimazione, all’avidità o chissà dove. Il filo conduttore, l’essenza di tutto quanto il lavoro è un semplice battito di cuore, che introduce e chiude l’album. Gilmour: “È un’allusione alla condizione umana e prepara il terreno alla musica che descrive le emozioni sperimentate nel corso di un’esistenza. In mezzo a tanta confusione ci sono bellezza e speranza per l’umanità”.
Tutto l’album è arricchito dalle registrazioni vocali fatte da Waters alle persone che lavoravano negli studi di Abbey Road: queste voci rappresentano il lato oscuro del disco con i loro pensieri sulla violenza, sulla follia, sul tempo e la paura della morte. Anche la confezione rimanda ai contenuti dell’album: la busta pieghevole all’interno è illustrata con la simulazione di un tracciato elettrocardiografico, mentre la splendida copertina di Storm Thorgerson riproduce un prisma che, colpito da un raggio di luce bianca, riflette i colori dello spettro. La figura tanto semplice quanto affascinante del prisma era un simbolo mistico che assieme alle Grandi Piramidi di Giza è diventata un emblema di The Dark Side of the Moon, la cui copertina è probabilmente la più bella e riconoscibile di tutti i tempi. Le idee racchiuse in quest’album interessano ogni nuova generazione e a distanza di quarant’anni esatti non hanno perso alcuna rilevanza: senza dubbio uno dei motivi del suo straordinario successo è la ricchezza di contenuti, unita al trionfare delle emozioni.
The Dark Side of the Moon ha dato voce alla sfioritura giovanile in un modo che è senza tempo, commovendo milioni di persone in tutto il mondo: era un disco di desolazione composto in tempi di depressione, ma con musiche incantevoli, fatte di speranza. 4
Sono i primissimi battiti di un nuovo cuore a introdurre l’album. L’atmosfera della vita prenatale si fa poi sempre più frenetica fino al fatidico momento della nascita, al primo respiro: è iniziata una nuova esistenza, ma a che cosa è destinata? Certamente a sorrisi e lacrime, ma forse anche a tante preoccupazioni e a una “tomba precoce”.
Cantico notturno di un pastore errante dell’Asia
1830
Giacomo Leopardi
Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, Vecchierel bianco, infermo,
Silenziosa luna? Mezzo vestito e scalzo,
Sorgi la sera, e vai, Con gravissimo fascio in su le spalle,
Contemplando i deserti; indi ti posi. Per montagna e per valle,
Ancor non sei tu paga Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
Di riandare i sempiterni calli? Al vento, alla tempesta, e quando
Ancor non prendi a schivo, ancor sei avvampa
vaga L’ora, e quando poi gela,
Di mirar queste valli? Corre via, corre, anela,
Somiglia alla tua vita Varca torrenti e stagni,
La vita del pastore. Cade, risorge, e più e più s’affretta,
Sorge in sul primo albore; Senza posa o ristoro,
Move la greggia oltre pel campo, e Lacero, sanguinoso; infin ch’arriva
vede Colà dove la via
Greggi, fontane ed erbe; E dove il tanto affaticar fu volto:
Poi stanco si riposa in su la sera: Abisso orrido, immenso,
Altro mai non ispera. Ov’ei precipitando, il tutto obblia.
Dimmi, o luna: a che vale Vergine luna, tale
Al pastor la sua vita, È la vita mortale.
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende Nasce l’uomo a fatica,
Questo vagar mio breve, Ed è rischio di morte il nascimento.
Il tuo corso immortale? 5
Prova pena e tormento Così meco ragiono: e della stanza
Per prima cosa; e in sul principio Smisurata e superba,
stesso E dell’innumerabile famiglia;
La madre e il genitore Poi di tanto adoprar, di tanti moti
Il prende a consolar dell’esser nato. D’ogni celeste, ogni terrena cosa,
Poi che crescendo viene, Girando senza posa,
L’uno e l’altro il sostiene, e via pur Per tornar sempre là donde son
sempre mosse;
Con atti e con parole Uso alcuno, alcun frutto
Studiasi fargli core, Indovinar non so. Ma tu per certo,
E consolarlo dell’umano stato: Giovinetta immortale, conosci il tutto.
Altro ufficio più grato Questo io conosco e sento,
Non si fa da parenti alla lor prole. Che degli eterni giri,
Ma perché dare al sole, Che dell’esser mio frale,
Perché reggere in vita Qualche bene o contento
Chi poi di quella consolar convenga? Avrà fors’altri; a me la vita è male.
Se la vita è sventura, O greggia mia che posi, oh te beata,
Perché da noi si dura? Che la miseria tua, credo, non sai!
Intatta luna, tale Quanta invidia ti porto!
È lo stato mortale. Non sol perché d’affanno
Ma tu mortal non sei, Quasi libera vai;
E forse del mio dir poco ti cale. Ch’ogni stento, ogni danno,
Pur tu, solinga, eterna peregrina, Ogni estremo timor subito scordi;
Che sì pensosa sei, tu forse intendi, Ma più perché giammai tedio non
Questo viver terreno, provi.
Il patir nostro, il sospirar, che sia; Quando tu siedi all’ombra, sovra
Che sia questo morir, questo supremo l’erbe,
Scolorar del sembiante, Tu se’ queta e contenta;
E perir dalla terra, e venir meno E gran parte dell’anno
Ad ogni usata, amante compagnia. Senza noia consumi in quello stato.
E tu certo comprendi Ed io pur seggo sovra l’erbe,
Il perché delle cose, e vedi il frutto all’ombra,
Del mattin, della sera, E un fastidio m’ingombra
Del tacito, infinito andar del tempo. La mente, ed uno spron quasi mi
Tu sai, tu certo, a qual suo dolce punge
amore Sì che, sedendo, più che mai son
Rida la primavera, lunge
A chi giovi l’ardore, e che procacci Da trovar pace o loco.
Il verno co’ suoi ghiacci. E pur nulla non bramo,
Mille cose sai tu, mille discopri, E non ho fino a qui cagion di pianto.
Che son celate al semplice pastore. Quel che tu goda o quanto,
Spesso quand’io ti miro Non so già dir; ma fortunata sei.
Star così muta in sul deserto piano, Ed io godo ancor poco,
Che, in suo giro lontano, al ciel O greggia mia, né di ciò sol mi lagno.
confina; Se tu parlar sapessi, io chiederei:
Ovver con la mia greggia Dimmi: perché giacendo
Seguirmi viaggiando a mano a mano; A bell’agio, ozioso,
E quando miro in cielo arder le stelle; S’appaga ogni animale;
Dico fra me pensando: Me, s’io giaccio in riposo, il tedio
A che tante facelle? assale?
Che fa l’aria infinita, e quel profondo Forse s’avess’io l’ale
Infinito seren? che vuol dir questa Da volar su le nubi,
Solitudine immensa? ed io che sono? 6
E noverar le stelle ad una ad una,
O come il tuono errar di giogo in giogo,
Più felice sarei, dolce mia greggia,
Più felice sarei, candida luna.
O forse erra dal vero,
Mirando all’altrui sorte, il mio pensiero:
Forse in qual forma, in quale
Stato che sia, dentro covile o cuna,
È funesto a chi nasce il dì natale. 7
Canto notturno di un pastore errante dell’Asia
Il è stato composto da Leopardi nell’inverno fra il 1829 e il 1830 e pubblicato per la prima volta nel 1831.
L’opera risale al periodo in cui il poeta è costretto a ritirarsi nella casa paterna di Recanati per motivi economici e di salute, dopo il felice soggiorno a Pisa durante il quale aveva superato quell’aridità interiore che gli impediva di scrivere come una volta.
L’ispirazione per il Canto notturno venne all’autore con la lettura di un articolo sul Journal des savants del 1826, che descriveva l’uso dei pastori nomadi dell’Asia centrale di trascorrere le notti seduti a guardare la luna e a improvvisare parole malinconiche su tristi melodie: ed è proprio un pastore nomade, un uomo semplice e ingenuo, il portavoce di quelle inquietudini e quegli interrogativi comuni a tutta l’umanità. Superato il “pessimismo storico” e la visione dei primitivi e degli antichi come di uomini felici grazie ad una natura benevola che li nutriva d’illusioni ormai distrutte dalla civilizzazione, con questo componimento culmina la fase del “pessimismo cosmico” di Leopardi: esistono mali che affliggono gli esseri viventi da sempre, come la vecchiaia, la malattia e la morte. La natura diventa matrigna crudele e insensibile alle sorti della sua innumerevole famiglia.
Così come la silenziosa luna non risponde agli interrogativi che di strofa in strofa il pastore le rivolge sul senso della vita e dell’infinito andar del tempo, sul dolore che accompagna l’esistenza fin dai primi attimi di vita, sulla solitudine immensa dell’uomo, che corre fra il deserto piano e verso l’abisso orrido della morte.
L’inevitabile conclusione del filosofare del nomade è che dentro covile o cuna, è funesto a chi nasce il dì natale e non esistono alternative a questa condizione: tuttavia l’atteggiamento di Leopardi non è l’impeto di disperazione proprio dei primi idilli ma la contemplazione ferma e il lucido dominio sulla verità.
Nella cultura occidentale la Luna è da sempre stata dipinta con un velo di malinconia e mistero. Le riflessioni di Leopardi sulla sofferenza e sull’infanzia sono state ampiamente riprese dal suo contemporaneo Schopenhauer: con il suo pessimismo irrazionalistico il filosofo pone l’accento sul carattere universale e noumenico del dolore e sull’illusorietà dell’amore, il cui unico vero fine è la conservazione della specie con la procreazione di altre creature destinate a soffrire.
Costretti a continui spostamenti per i loro concerti, i Pink Floyd sentivano il bisogno di esternare lo stress, il senso di solitudine ma anche la paura di morire causati dai moderni mezzi di trasporto. Senza dubbio la band fu colpita dalla missione Apollo 11, compiuta nel 1969.
L’esplorazione della faccia nascosta della luna
Durante la guerra fredda la tensione esistente fra i due blocchi rivali Occidentale e Orientale non si concretizzò mai in un conflitto militare diretto, bensì in una serrata competizione in campo tecnologico, militare, scientifico, sportivo, ideologico. La ricerca scientifica e tecnologica si andò quindi sempre più intrecciando con le dinamiche politiche internazionali: indubbiamente il caso più significativo, per l’arditezza dell’impresa, fu la corsa allo spazio.
L’esplorazione della Luna ebbe inizio nel 1959 per merito del programma sovietico Luna. Nell’ottobre di quell’anno la navicella Luna 3 scattò le prime fotografie della storia alla sua faccia nascosta: nonostante la scarsa qualità delle immagini, in grado di coprire solo un terzo della superficie invisibile dalla Terra, l’evento fu la violazione di un vero e proprio tabù scientifico. La faccia nascosta della Luna fotografata dalla sonda Clementine.
Intanto il 12 aprile 1961 tutto il mondo apprese la straordinaria notizia del primo uomo sullo spazio, il cosmonauta sovietico Yurij Gagarin: l’evento parve a molti una conferma dei successi economici e scientifici dell’URSS, che avrebbero dimostrato in pochi anni la superiorità del sistema comunista rispetto a quello capitalista. Gli Stati Uniti, sentendo minacciato il loro primato, lanciarono una sfida ancora più ambiziosa: il nuovo presidente J.F. Kennedy il 25 aprile annunciò l’atterraggio di uomini sulla Luna e il loro ritorno sani e salvi sulla Terra prima della fine del decennio.
Jurij Gagarin nel 1961 fu il primo uomo nello spazio.
Iniziarono così le missioni del programma americano Apollo, grazie al quale nel 1968 per la prima volta occhi umani osservarono direttamente la faccia nascosta della Luna. Si trattava dell’equipaggio dell’Apollo 8, composto da tre uomini fra cui l’astronauta William Anders, che descrisse così la visuale: “La parte posteriore si presenta come se fosse un mucchio di sabbia in cui i miei figli hanno giocato per qualche tempo. È tutta picchiettata, senza definizione, solo un sacco di dossi e buche”. Poiché ai veicoli spaziali in orbita dietro la faccia visibile della Luna è impedita la comunicazione diretta con la Terra, nessun atterraggio è mai avvenuto su questa parte della sua superficie.
La missione Apollo 11 il 20 luglio del 1969 portò a termine la sensazionale impresa del primo allunaggio di esseri umani: grazie al modulo lunare Eagle Neil Armstrong e Buzz Aldrin ebbero l’inestimabile privilegio di essere i primi a toccare il suolo del satellite. Il loro terzo compagno di equipaggio, Michael Collins, rimase a bordo del modulo di comando Columbia da lui pilotato, orbitando attorno alla Luna.
Tra i primi a scrutarne dal vivo la faccia nascosta, durante i circa quaranta minuti impiegati per sorvolarla Collins perse ogni possibilità di comunicare con il resto del mondo: in quell’occasione fu, almeno fisicamente, l’individuo più solo nella storia dell’umanità.
“I don’t mean to deny a feeling of solitude. It is there, reinforced by the fact that radio contact with the Earth abruptly cuts off at the moment I disappear behind the moon, I am alone now, truly alone, and absolutely isolated from any known life. I am it. If a count were taken, the score would be three billion plus two over on the other side of the moon, and one plus God knows what on this side.”
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Sintesi Tesina Dark Side of the Moon
La seguente tesina di maturità indaga in uno dei lati più particolari dell'uomo, ovvero la sua inquietudine interiore. Partendo da un brano molto celebre dei Pink Floyd come The Dark Side of the Moon, vengono analizzati vari argomenti, come la poetica leopardiana attraverso il "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia"; in Storia viene esposto l'argomento relativo all'esplorazione della faccia nascosta della Luna.
Tra gli argomenti che la tesina analizza ricordiamo l'opera "La persistenza della memoria" di Salvador Dalì, in Latino l'opera di Seneca, "E' davvero breve il tempo della vita?". In Filosofia viene analizzato il tema dell'alienazione economica sviluppato da Karl Marx; in Storia viene analizzata la società di massa e le sue ombre tra nazionalismo e razzismo.
Infine questa tesina di maturità affronta le seguenti tematiche: la rifrazione e la dispersione della luce in Fisica, "The picture of Dorian Gray" di Oscar Wilde in Inglese e in conclusione le fasi lunari e le eclissi in Scienze.
Collegamenti
Tesina Dark Side of the Moon
- Italiano - "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia" di Leopardi.
- Storia - L'esplorazione della faccia nascosta della Luna.
- Storia dell'Arte - "La persistenza della memoria" di Dalì.
- Latino - "E' davvero breve il tempo della vita?" di Seneca.
- Filosofia - Marx e l'alienazione economica.
- Storia - La società di massa e le sue ombre: nazionalismo e razzismo.
- Fisica - La rifrazione e la dispersione della luce.
- Inglese - "The Picture of Dorian Gray" di Oscar Wilde.
- Scienze - Le fasi lunari e le eclissi.