Estratto del documento

1 43

Pagina di

La Luna nella molteplicità dei suoi aspetti

Ho scelto di svolgere la mia tesina sulla Luna perché ovunque mi trovi, in qualsiasi luogo della Terra sia, se alzo lo sguardo al cielo notturno, lei è sempre lì. Se tutto cambia, muta, si evolve, la Luna è, e sempre rimarrà, una sfera familiare nel buio, un viso noto che non cambierà. Oggetto di studi, meraviglia e superstizione, il nostro satellite naturale ha affascinato l'uomo sin dai tempi antichi, dov'era persino considerata alla stregua di divinità. Simbolo della notte, del buio e dell'oblio, ma anche della luce. Adorata e propiziata nel passato per l'influsso sulle attività agricole, divenne anche portatrice di morte nelle leggende popolari.

Nel corso dei secoli e fin dai primordi della civiltà, la Luna è stata il corpo celeste più studiato dagli astronomi, più per motivi di utilità pratica che per obiettivi scientifici: molti calendari infatti erano basati sul ciclo lunare, ed inoltre era di fondamentale importanza, per la navigazione, conoscere con grande precisione la posizione della Luna in cielo. Il nostro satellite naturale dominava le antiche mitologie, impersonando, nella maggior parte dei casi, una divinità benigna: essa rischiarava, durante il plenilunio, le tenebre notturne ed inoltre permetteva di misurare con precisione lo scorrere del tempo.

Nella tradizione mitologica greco-romana la Luna, grazie alla mutevolezza del suo aspetto che la rende unica fra tutti gli astri, è stata associata non ad una sola, bensì a tre distinte divinità, legate ciascuna a tre sue diverse “manifestazioni”: la Luna piena, la Luna nuova e la Luna crescente. Metafora rispettivamente di vita, di morte e di rinascita, da tempo immemorabile queste tre figure lunari hanno rappresentato il ciclo della vita: è in tal modo che il simbolismo lunare ha potuto coinvolgere fenomeni apparentemente così eterogenei come la nascita, la morte, la fecondità, la femminilità, il divenire, l'immortalità. Il primo volto, la Luna nella sua scintillante pienezza, è simbolo di vita: per la mitologia greco-ellenistica esso assume il nome di Selene. Il secondo aspetto, quello della Luna nuova, della Luna in congiunzione con il Sole, è incarnato da Ecate, l'unica divinità a condividere con Zeus, re degli dei, il privilegio di poter estendere il proprio potere sia sul cielo, sia sulla terra, sia sul mare. Ecate era considerata la Luna nera, simbolo di morte, ma anche di punto in cui tutto rifluisce per poter prepararsi a rinascere. Essa era inoltre una divinità legata anche al mondo del soprannaturale, degli spiriti e degli incantesimi: per questa ragione le erano sacri i crocevia, luoghi che la tradizione popolare considerava teatro di sortilegi per antonomasia, dove si innalzavano statue con le sue sembianze (poiché si riteneva che Ecate conoscesse il passato, il presente e il futuro, era raffigurata con tre volti o talvolta con tre corpi). È forse per questa sua connessione con il mondo della magia che Ecate finì per essere associata al mondo degli inferi, assumendo i connotati negativi di divinità maligna che in origine non aveva. La terza manifestazione, infine, la falce di Luna che riappare dopo il novilunio, è simbolo di rinascita, di resurrezione, e assume il nome di Artemide, sorella di Apollo.

Nei tempi antichi non erano rare le culture, prevalentemente nomadi, che ritenevano che la Luna morisse ogni notte, scendendo nel mondo delle ombre; altre culture pensavano che la Luna inseguisse il Sole (o viceversa). Ai tempi di Pitagora, come enunciava la scuola pitagorica, veniva considerata un pianeta. Durante il Medioevo alcuni credevano che la Luna fosse una sfera perfettamente liscia come sosteneva la teoria aristotelica, ed altri che vi si trovassero oceani (a tutt'oggi il termine mare è impiegato per designare le regioni più scure della superficie lunare).

Quando nel 1609 Galileo puntò il suo telescopio sulla Luna scoprì che la sua superficie non era liscia, bensì corrugata e composta da vallate, monti alti più di 8000 metri e crateri. Da quel momento si comprese che esso era un corpo solido proprio come la Terra.

Ancora nel 1920 si pensava che la Luna potesse avere un'atmosfera respirabile (o così lasciano intendere i racconti di fantascienza del periodo) e comunque anche alcuni astronomi ipotizzavano la presenza di un piccolo strato d'aria per rendere ragione di alcuni fenomeni osservati durante le occultazioni lunari e che erano inspiegabili. Per esempio l'astronomo Alfonso Fresa nel suo trattato scriveva:

“Escludendo il caso di fenomeni dovuti ad illusioni ottiche e quello di stelle doppie, per tutti gli altri casi osservati e confermati da fonti diverse ed a cui non si può dare una esauriente spiegazione, si ricorre alla ipotetica spiegazione di un sottilissimo strato d'aria, molto tenue, situato in qualche depressione del suolo ma sufficiente ad affievolire la luce stellare.”

Sempre il Fresa ponendosi più in generale il problema dell'abitabilità della Luna la legava inscindibilmente alla presenza dell'acqua e dell'aria e riferiva in questi termini:

“Innanzitutto bisogna intendersi sul significato della parola vita, la quale, se va intesa nel senso organico, molto difficilmente potrà ancora albergare sulla Luna, giacché mancano lassù i fattori necessari alla sua esistenza: l'aria e l'acqua. Si potrebbe obiettare che un'assenza completa di esse non debba essere presa alla lettera, perché pur non verificandosi nemmeno in piccolissima parte i fenomeni di rifrazione, un residuo sparutissimo di aria può esistere sul nostro satellite, per quanto anche l'analisi spettroscopica abbia confermato che il nostro satellite è completamente privo di atmosfera.”

Sognatore è chi trova la sua via alla luce della Luna … punito perché vede l’alba prima degli altri. (Oscar Wilde) 2 43

Pagina di

Greco

Nella mitologia greca Selene (dal greco “luna”; etimo: “la risplendente”)

Σελήνη

era la dea della luna, figlia di Iperione e Teia, sorella di Elio (il sole) ed Eos (l'aurora).

Era la personificazione della luna piena, insieme ad Artemide (la luna crescente), alla quale è a volte assimilata, ed a Ecate (la luna nuova). La dea viene generalmente descritta come una bella donna con il viso pallido, che indossa lunghe vesti fluide bianche od argentate e che reca sulla testa una luna crescente ed in mano una torcia. Molte rappresentazioni la raffigurano su un carro trainato da buoi o su una biga tirata da cavalli, che insegue quella solare.

Fu amante di Zeus, dal quale ebbe Pandia ed Erse (la rugiada). Ebbe una relazione con Pan, che per sedurla si travestì con un vello di pecora bianca e Selene vi salì sopra.

Un altro mito che la riguarda è quello dell'amore per Endimione, re dell'Elide. Si narra che la dea un giorno vide in una grotta il giovane addormentato del quale si innamorò perdutamente e lo baciò sugli occhi; ne nacque un grande amore, che diede la luce a ben cinquanta figlie; ma Selene non sopportava l'idea che un giorno il suo amante potesse morire, e lo fece sprofondare in un sonno eterno per poi andare a trovarlo ogni notte. Endimione dormiva con gli occhi aperti, per poter vedere l'apparizione della sua donna. Altre versioni meno romantiche della storia sostengono che Endimione avesse chiesto a Zeus di dormire per non perdere la sua giovanile bellezza, o addirittura per evitare che Selene rischiasse un'ulteriore gravidanza! Selene comunque non perde il suo fascino di personificazione della luna, che regala un po' di luce alla notte e un po' di sogno alla realtà.

Νυκτερινή, δίκερωσϛ φιλοπάννυχε, φαίνε, Σελήνη,

φαίνε δι’ εύτρήτων βαλλομένη θυρίδων·

αΰγαζε χρυσέην Καλλίστον· έσϛ τά φιλεύντων

έργα κατοπτεύειν ου φθόνος αθανάτη

Όλβίζεις καί τήνδε καί ημάς, οΐδα, Σελήνη·

Καί γάρ σήν ψυχήν έφλεγεν Ένδυμίων.

In questo breve componimento di Filodemo, la successione in apertura di tre epiteti fornisce a quest'invocazione alla Luna, il tono dell'inno cletico, la preghiera con la quale il fedele chiedeva alla divinità di apparire e di confortarlo. E infatti, Selene, l'incarnazione della Luna, traluce, discreta e coinvolta, attraverso la finestra, illuminando di una luce d'oro il corpo dell'amata Callistio. Anche la casta Selene era infatti esperta di questioni amorose, come dimostra la sua passione per l'amato Endimione, il bell'addormentato nelle grotte del Latmio. Qui l'autore rivela – cosa che, forse, non si sapeva – che anche la Luna ha una Ψυχή, capace di lasciarsi incendiare dalle luminarie dell'eros.

L'VIII canto dell'Iliade di Omero si chiude con una splendida similitudine sulla Luna e le stelle.

“come nel cielo stelle intorno ad una fulgida Luna appaiono tutte splendenti e l'aria si stende senza vento: si stagliano allora tutte le colline e le rupi svettanti e le valli; e dal cielo si spalanca un indicibile spazio d'aria, e le stelle si vedono tutte, e il pastore prova una gioia, dentro di sé.”

Anche Saffo descrive un plenilunio, ma per lei il fenomeno diventa l'occasione per esaltare la bellezza di una fanciulla che irraggia luce dal volto e lascia in ombra le sue compagne, come stelle offuscate da bagliore argenteo della Luna. Qui alla poetessa di Lesbo non interessa tanto lo spettacolo naturale quanto la sua umanizzazione nella cerchia del Tìaso.

Latino

Nella mitologia romana fu associata a Luna e più tardi a Diana, la quale però in poco tempo perse di importanza perché associata a Minerva; il tempio della Luna si trovava a Roma sull'Aventino. Già dai tempi dei romani, comunque, erano diffuse credenze popolari sulla Luna, secondo le quali esistevano uomini che si trasformavano in lupi mannari durante le notti di plenilunio. Una delle testimonianze più famose ce la fornisce Petronio nel suo famoso Satyricon, quando, durante un banchetto, alla provocazione di Trimalcione, Nerote racconta una storia terrificante.

“Cum adhuc servirem, habitabamus in Vico Angusto; nunc Gavillae domus est. Ibi, quomodo dii volunt, amare coepi uxorem Terentii coponis; noveratis Melissam Tarentinam, pulcherrimum bacciballum. Sed ego non mehercules corpolariter aut propter res venerias curavi, sed magis quod benemoria fuit. Si quid ab illa petii, numquam mihi negatum; fecit assem, semiasse habui; in illius sinum demandavi, nec unquam fefellitus sum. Huius contubernalis ad villam supremum diem obiit. Itaque per scutum per ocream egi aginavi, quemadmodum ad illam pervenirem; nam, ut aiunt, in angustiis amici apparent. Forte dominus Capuae exierat ad scruta scita expedienda. Nactus ego occasionem persuadeo ospite nostrum, ut mecum ad quintum miliarium veniat. Erat autem miles, fortis tanquam Orcus. Apoculamus nos circa gallicinia; luna lucebat tanquam meridie. Venimus inter monimenta: homo meus coepit ad stelas facere; sedeo ego cantabundus et stelas numero. Deinde ut respexi ad comitem, ille exuit se et omnia vestimenta secundum viam posuit. Mihi anima in naso esse; stabam tanquam mortuus. At ille circumminxit vestimenta sua, et subito lupus factus est. Nolite me iocari putare; ut mentiar, nullius patrimonium tanti facio. Sed, quod coeperam dicere, postquam lupus factus est, ululare coepit et in silvas fugit. Ego primitus nesciebam ubi essem; deinde accessi, ut vestimenta eius tollerem; illa autem lapidea facta sunt. Qui mori timore nisi ego? Gladium tamen strinxi, et – matavitatau – umbras cecidi, donec ad villam amicae meae pervenirem. In larvam intravi, paene animam ebullivi, sudor mihi per bifurcum volabat, oculi mortui; vix unquam refectus sum. Melissa mea mirari coepit, quod tam sero ambularem, e . Haec ut audivi, operire oculos amplius non potui, sed luce clara Gai nostri domum fugi tanquam copo compilatus; et postquam veni, iacebat miles meus in lecto tanquam bovis, et collum illius medicus curabat. Intellexi illum versipellem esse, nec postea cum illo panem gustare potui, non si me occidisses. Viderint quid de hoc alii exopinissent; ego si mentior, genios vestros iratos habeam”.

Questa “Storia di Licantropia” è solo una delle tante inserite ed incastonate all'interno del romanzo. Subito dopo, infatti, Trimalcione che non voleva essere secondo a nessuno, raccontò una storia di streghe inverosimile, alla quale gli invitati fingono di credere per buona creanza.

Il Satyricon, capolavoro a livello mondiale, in realtà non ha niente di certo tranne il suo valore: infatti non sono certi né l'autore (anche se la maggior parte dei critici sia propensa nell'attribuirlo a Petronio), né la datazione, né la lunghezza, né la trama. La datazione è certamente attribuibile non oltre l'impero di Nerone. L'autore stesso ha dei punti di contatto con il suo periodo storico: il gusto per i bassifondi in complicità con i gusti di Nerone che aveva un'intensa vita notturna, e per i bassi strati della società. Lo stile del romanzo ha dato più problemi ai critici: infatti il linguaggio parlato di alcuni personaggi minori è profondamente diverso dal linguaggio letterario normalmente usato. Questi volgarismi sono riconducibili, attraverso altre fonti in altre opere, al linguaggio parlato dagli strati più bassi della popolazione. Lo scopo di Petronio era quindi quello di portare alla luce questo tipo di linguaggio armonizzandolo perfettamente al linguaggio del romanzo.

Nel Satyricon l'amore è visto in modo ben diverso dalla concezione ad esso contemporanea: non c'è spazio per la castità e il tema del sesso viene espresso esplicitamente. Tant'è vero che il protagonista, Encolpio ha dei rapporti amorosi di ogni tipo e il suo partner preferito è l'uomo. Si è pensato addirittura che il Satyricon possa essere la parodia del romanzo idealizzato greco, scorgendo nella coppia Gitone-Encolpio la parodia della coppia greca; è anche vero però che i due non si separano mai, e quindi è pensabile che Petronio si sia riferito ad un altro genere di letteratura, quella novellistica, che trattava temi più frivoli.

Il Satyricon è un romanzo molto complesso dal punto di vista della trama, che presenta continui intrecci di personaggi che ritroviamo dopo molto tempo la loro comparsa (Lica e Trifena); inoltre ci sono situazioni tipiche che si ripetono, anche se cambiano i personaggi minori, ma che in comune hanno l'umiliazione: Encolpio uscirà da queste situazioni, ma degraderà in altre ancora peggiori. Ancora più complessa è la forma del romanzo, in cui vi sono alternanze di versi poetici alla prosa comune. Tra questi inserti poetici ogni tanto il narratore si ferma abbandonando gli avvenimenti per commentarli.

Il dato più originale del Satyricon è il suo realismo, evidente dalla scelta del linguaggio quotidiano e semplice da parte di Petronio. Il romanzo ha una sua trama ben definita, ma fra una disgrazia e un'altra di Encolpio a Petronio piace soffermarsi sulla descrizione degli ambienti comuni ai romani quali la pinacoteca, la scuola di retorica, il banchetto in casa Trimalcione, la piazza del mercato.

Italiano

Leopardi

Se Manzoni interpreta del Romanticismo la tendenza realistica, che si manifesta nell'invenzione di personaggi diversi dall'autore e nella rappresentazione delle masse, Leopardi rappresenta la tendenza intimistica, tutta volta a scrutare l'interiorità dell'individuo e a celebrarne i diritti. La sua partecipazione allo spirito romantico consiste soprattutto nel bisogno che egli sentì di concentrare il suo pensiero sul problema dei fini e del significato della vita umana.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 43
Luna, molteplicità di aspetti Pag. 1 Luna, molteplicità di aspetti Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Luna, molteplicità di aspetti Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Luna, molteplicità di aspetti Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Luna, molteplicità di aspetti Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Luna, molteplicità di aspetti Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Luna, molteplicità di aspetti Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Luna, molteplicità di aspetti Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Luna, molteplicità di aspetti Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 43.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Luna, molteplicità di aspetti Pag. 41
1 su 43
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi