Estratto del documento

Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “G. Maggiolini” – Parabiago (MI)

Esame di Stato 2015

Candidata: Alessandra Nicole Mendoza Chavez

Classe V, sez. D

Amministrazione Finanza e Marketing

Anno scolastico 2014-2015

Essere o non essere, vivere o morire?

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Sommario

  • Premessa ______________________________________________________________________ 3
  • Introduzione ___________________________________________________________________ 4
  • Giacomo Leopardi _______________________________________________________________ 5
  • Il pessimismo leopardiano _______________________________________________________ 6
  • Le fasi del pensiero leopardiano __________________________________________________ 6
  • Concezione della morte _________________________________________________________ 7
  • Considerazione personale _______________________________________________________ 8
  • L’eutanasia – suicidio, omicidio o salvezza? __________________________________________ 11
  • Italia ed Europa al giorno d’oggi__________________________________________________ 13
  • Considerazione personale ______________________________________________________ 15
  • La morte di Hitler: fuga dalla storia ________________________________________________ 17
  • The dead – James Joyce _________________________________________________________ 19
  • Conclusione ___________________________________________________________________ 20
  • Bibliografia e Sitografia __________________________________________________________ 21

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Premessa

La morte è uno degli argomenti più delicati, complessi ed elevati, che una ragazza della mia età possa portare al suo colloquio di maturità. Sicuramente sto rischiando molto, ne sono pienamente consapevole, tuttavia, sono lieta di presentarvi il mio lavoro di cui, in primis, sono pienamente soddisfatta.

- “Perché proprio la morte, Alessandra?”.

In realtà ci sono innumerevoli ragioni per tale scelta; dal punto di vista filosofico lo studio di determinati poeti, tra cui mi sento in dovere di nominare ed esaltare Giacomo Leopardi, mi hanno concesso di rafforzare, capire e sostenere al meglio determinati pensieri e filosofie di vita che all’origine, non erano poi così tanto chiare.

Dal punto di vista personale, invece, la perdita di determinati punti di riferimenti, all’interno del mio nucleo familiare, hanno cambiato radicalmente il mio atteggiamento nei confronti di tutto quello che mi circonda. La mia intenzione, in questo caso, non è quella di divulgare le mie faccende personali oppure in qualche modo rendermi vulnerabile agli occhi altrui - anche perché mi ritengo una persona estremamente riservata da questo punto di vista - ma è dimostrare semplicemente che, per quanto una persona possa considerarsi o apparire forte, non lo si è mai del tutto di fronte alla morte, che ahimè quest’ultima non risparmia proprio nessuno. Inoltre, prendendo in considerazione questo tema, ho voluto appositamente creare un parallelismo con la fine del mio percorso scolastico, simboleggiando, perciò, la conclusione di un ciclo di studi e chissà… magari l’inizio di uno migliore.

Questo tema devo dire spaventa molte persone, infatti, l’ho potuto constatare non appena ho dichiarato di volere portare, come lavoro finale, questo argomento. Sinceramente, sono dell’idea che più se ne parli meglio è, perché in questo modo è possibile sensibilizzare il tutto più facilmente; non so se mi spiego. Siamo di fronte a un fatto totalmente naturale, da cui non possiamo sottrarci, poiché tutti siamo destinati a morire prima o poi, a meno che, non venga in qualche strano modo stravolta la legge della vita; ma ho i miei dubbi a riguardo. Per tale ragione sostengo che, prendere coscienza ed accettare l’evidente realtà, sia già un passo in avanti contro il nostro nemico in comune, che invece, ci vorrebbe cogliere totalmente impreparati. Per questo affermo che: la consapevolezza dei nostri limiti, sta alla base della nostra esistenza. Pag. 3 di 21

Quest’anno ho avuto la possibilità di visitare Vienna. Grazie a questo viaggio d’istruzione ho visto, per la prima volta, un campo di concentramento; ed è proprio da qui, che è partita la mia riflessione interiore sulla vita e la morte. Quest’esperienza mi ha spinta alla realizzazione di questa tesina. Nonostante non sia un argomento inerente al mio corso di studi, ho voluto portare qualcosa a cui tenessi realmente e, indirettamente, far conoscere una piccola parte di me, attraverso le mie varie opinioni a riguardo che troverete all’interno di questo testo.

In conclusione, voglio soltanto precisare che il mio pensiero può essere facilmente confuso con un pessimismo acuto - ne sono consapevole - la verità però è che accetto con facilità la verità dei fatti, convivendo bene con me stessa, senza alcun tipo di problema.

Introduzione

Per la realizzazione di questa tesina sono state principalmente prese in considerazione quattro materie: italiano, diritto, storia ed inglese.

La morte è un argomento ampio, che può essere affrontato in diversi modi e, soprattutto, al suo interno possiamo sviluppare diverse riflessioni; personalmente, ho deciso di seguire la linea che più mi interessava e coinvolgeva per portare a termine questo lavoro in modo da far emergere il mio punto di vista.

Sono partita da una domanda che ho posto a me stessa: “Perché l’essere umano ha paura di morire? La morte può essere intesa in senso positivo?

Per trovare una risposta e approfondire il mio pensiero, ho deciso di far riferimento a Giacomo Leopardi che riflette sull’insensatezza della vita. Questa incapacità di rispondere alle domande di senso provoca sofferenza. Per cui la domanda successiva è stata: “Possiamo essere liberi di porre fine alla nostra esistenza? Nel momento in cui diventa insostenibile?”.

Per questo motivo ho deciso di affrontare il problema dell’eutanasia.

Successivamente è stato un susseguirsi di domande, per esempio: “Quando la morte può rappresentare una via di fuga?”, prendendo in considerazione il suicidio di Adolf Hitler, ho analizzato come in questo caso la morte possa riuscire ad “offrire” una scorciatoia per cancellare le atrocità commesse e liberarsi da ogni responsabilità. Infine, con “The dead” un racconto di Joyce, ho riflettuto su come molti soggetti vivono passivamente, fino a comprendere che alcune persone morte hanno vissuto pienamente la vita rispetto a coloro che vivono in modo insignificante. Pag. 4 di 21

Giacomo Leopardi

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Il pessimismo leopardiano

Per comprendere Leopardi dobbiamo prima analizzare le radici del suo pensiero.

Il pessimismo è un atteggiamento critico-negativo nei confronti della realtà; per conoscere il pessimismo leopardiano, bisogna innanzitutto identificare le illusioni fondamentali che danno la felicità all’uomo.

Il piacere

La felicità non può essere raggiunta e i motivi sono molto semplici, secondo Leopardi.

L’uomo cerca un piacere infinito. Soddisfa le sue voglie, ma queste sono di breve durata e per tale ragione l’uomo è spinto a desiderare di soddisfarne altre e così via. Il momento di ricerca del piacere finisce per provocare infelicità e noia (cioè sentirsi incompleti), dunque, da qui possiamo constatare che il piacere infinito non potrà mai esistere, poiché l’uomo ha sensi finiti, di conseguenza ci sarà solo un unico momento di gioia: l’intervallo tra una sofferenza e un’altra.

L’infinito

L’infinito è il nulla, quello a cui l’uomo aspira poiché non si accontenta mai della sua finitezza; vuole rompere i confini tra spazio e tempo.

L’infinito è la negazione dell’essere: l’essere è limitazione il non essere è il nulla, di conseguenza, illimitato.

Le fasi del pensiero leopardiano

Nel pessimismo storico, Leopardi sostiene che la natura (meccanismo che muove il mondo senza finalità; niente si crea, niente si produce e distrugge, ma tutto si trasforma) è benigna in quanto porta all’illusione e di conseguenza ad uno stato di felicità, che ha durata breve, poiché quando l’umanità prende coscienza nasce l’infelicità. La ragione è connaturata, l’uomo non può sottrarsi ad essa è ciò che ci distingue dagli animali.

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Sintesi

Materie e argomenti

  • Italiano - Pessimismo di Giacomo Leopardi
  • Diritto - Eutanasia
  • Storia - Il suicidio di Hitler
  • Inglese - The Dead di Joyce
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