Estratto del documento

Classe 3e

Selmani 2013

Indice

Educazione musicale

  • Giacomo Puccini........................................pag. 4
  • Curiosità................................................pag. 7
  • Schema dei generi musicali del Novecento........pag. 8

Letteratura italiana

  • Giovanni Verga..........................................pag. 10
  • Curiosità................................................pag. 13

Arte e immagine

  • Gustave Courbet........................................pag. 15

Storia

  • La prima guerra mondiale............................pag. 20

Scienze

  • Il sistema nervoso......................................pag. 26
  • Curiosità................................................pag. 29

Geografia

  • Gli Stati Uniti...........................................pag. 33
  • Curiosità................................................pag. 37

Inglese

  • The history of McDonald’s and Coca Cola........pag. 39

Tecnologia

  • Il petrolio................................................pag. 43
  • Curiosità................................................pag. 47

Educazione motoria

  • La velocità................................................pag. 49
  • Curiosità................................................pag. 51

Spagnolo

  • El tango...................................................pag. 53

Il “perché” dei collegamenti

Ringraziamenti 2

Il contesto storico

Alla fine dell’Ottocento, l’Europa sembrava aver trovato un equilibrio interno e vive un’epoca di benessere e di pace.

In realtà, si tratta di una pace fragile, perché le potenze europee sono in lotta per la conquista di imperi coloniali e di risorse energetiche in Africa e in Asia.

Le tensioni culmineranno all’inizio del Novecento con lo scoppio della prima guerra mondiale, che darà il via a una nuova epoca di gravi sconvolgimenti.

Infatti alla prima guerra mondiale seguiranno la rivoluzione russa, il periodo fascista italiano, la crisi economica statunitense, ecc.

Il verismo musicale

Ed è in questo clima storico, tra fine Ottocento e inizio Novecento, che alcuni musicisti sentono il bisogno di stabilire un rapporto diretto con la realtà che li circonda.

Nasce così il movimento musicale verista che, come del resto quello letterario, fiorisce in Italia.

I musicisti di quest’epoca tendono così ad occuparsi soprattutto di melodrammi e opere liriche, nelle quali rappresentano vicende drammatiche, amori appassionati, delitti e tradimenti terribili, emozioni immediate e violente.

Giacomo Puccini (1858-1924)

La vita e le opere di Puccini

Uno dei più importanti esponenti del verismo musicale è Giacomo Puccini.

La personalità di questo musicista è però molto complessa e non può essere ricondotta interamente al verismo: in alcune opere, come la Tosca, è evidente l’influenza di questa corrente musicale, in altre, come la Bohème, il tragico e il comico si mescolano.

Il 22 dicembre 1858 Giacomo Puccini nasce a Lucca, quinto di nove figli e ultimo discendente di una singolare dinastia che per un secolo e mezzo aveva dominato la vita musicale lucchese.

A nove anni entrò in seminario e iniziò a suonare l’organo nella cattedrale di Lucca.

Alla fine del 1880, dopo aver ottenuto il diploma all’Istituto Musicale Pacini di Lucca, proseguì gli studi al conservatorio di Milano, dove fu allievo di Bazzini e Ponchielli.

Con l’opera “Manon Lescaut” arrivarono la fama ed il successo. Puccini aveva 35 anni. Si stabilì quindi a Torre del Lago con Elvira e il figlio Antonio.

Qui compone gran parte delle sue opere, quali la “Bohème”, la “Tosca” e “Madama Butterfly”.

Seguono 6 anni di pausa. Da questo momento in poi Puccini è famoso in tutto il mondo e compie numerosi viaggi per assistere alla presentazione delle sue opere; per esempio “La fanciulla del west”, “La rondine”, “Il Trittico”, fino all’ultima grande opera a cui Puccini lavorò con impegno, sebbene gravemente malato, ma che non riuscì a terminare.

“Turandot”, infatti, venne completata da Franco Alfano nel 1925 sulla base degli appunti lasciati da Puccini.

Si sottopose ad un intervento per un cancro alla gola a Bruxelles e morì pochi giorni dopo, il 29 novembre 1924.

Locandina di “Turandot”, l’ultima opera di Puccini

Il Trittico

Di tutto il vasto repertorio di Puccini, voglio soffermarmi a parlare di quest’opera. 4

Il Trittico è un melodramma che è stato composto dal famoso musicista nel 1918, ed è la penultima sua opera.

Questa composizione lirica è formata da tre vicende differenti e non collegate tra loro: “Il Tabarro”, “Suor Angelica” e “Gianni Schicchi”.

Di queste tre composizioni concentriamoci ora su “Suor Angelica”.

La vicenda è ambientata in un monastero verso la fine del 1600.

Suor Angelica si trova in convento da ormai 7 anni, non per scelta, ma per volontà della sua nobile famiglia.

La causa di tutto ciò è l’esistenza di un bambino che suor Angelica ha avuto da un’illecita relazione.

Grande emozione le provoca la visita della zia principessa venuta per farle firmare un atto di ripartizione del patrimonio familiare, in modo che tutta l’eredità di suor Angelica andasse a sua sorella Anna Viola, che doveva sposarsi.

Durante la conversazione la zia le annuncia freddamente che il bambino è morto da ormai 3 anni, consumato da una grave malattia. Suor Angelica piange straziata e sviene.

Il pianto di Angelica continua anche dopo che la zia, ottenuta la firma, si allontana.

Nel suo animo si fa strada l’idea folle e disperata di raggiungere il bambino nella morte, per unirsi a lui per sempre.

È scesa intanto la notte e suor Angelica, non vista, si reca nell’orto del monastero: raccoglie alcune erbe velenose e con esse prepara una bevanda mortale.

D’improvviso, conscia di essere caduta in peccato mortale, si rivolge alla Vergine chiedendole un segno di grazia.

E avviene il miracolo: la Madonna appare sulla soglia della chiesetta e, con gesto materno, spinge il bambino fra le braccia protese della morente.

Locandina de “Il Trittico”, opera di cui fa parte “Suor Angelica”

Il melodramma

L’opera da me sopra citata, Suor Angelica, fa parte di un melodramma.

Ma che cos’è e da dove trae le sue origini questa forma musicale?

Il melodramma è un genere musicale che si afferma nei primi anni del 1600.

La parola melodramma è composta da due termini greci: “melos”, che significa “musica”, e “dramma”, che significa “azione scenica”.

Il melodramma è quindi una rappresentazione teatrale in cui l’azione è espressa attraverso la musica e il canto.

Quando gli uomini del Rinascimento diedero vita alle prime forme di melodramma, intendevano imitare la tragedia greca, che ritenevano un’opera d’arte totale, in cui si fondevano azione drammatica, canto e danza.

Caratteristiche del melodramma sono la corrispondenza fra musica e testo cantato e l’affermazione della monodia: il cantante ha una parte molto importante e gli strumenti hanno soprattutto una funzione di accompagnamento.

Il melodramma è composto da alcuni elementi principali, come il “recitativo” e il “libretto”.

Il recitativo è uno stile di canto (detto anche “recitar cantando”) che riproduce in musica la lingua parlata; possiede perciò un ritmo modellato su quello della parola.

Nel melodramma, il recitativo è il momento in cui si svolge l’azione e può essere “semplice” (o “secco”), se accompagnato dal solo basso continuo, oppure “accompagnato” (o “obbligato”), se sostenuto da diversi strumenti o dall’intera orchestra.

Il libretto, invece, è il testo poetico del melodramma scritto da un poeta in funzione della musica. In alcuni casi, è accaduto che sia stato il musicista stesso a lavorare sul libretto per musicarlo.

Il primo melodramma che la storia ricordi è “L’Euridice”, commissionato nel 1600 a Jacopo Peri, dal granduca di Toscana per le sue nozze.

L’ambiente sociale in cui si affermò il melodramma fu infatti quello delle grandi corti aristocratiche dell’Italia centro-settentrionale.

A partire dal 1637, con l’inaugurazione del primo teatro pubblico, il San Cassiano di Venezia, la messa in scena dei melodrammi non avvenne più soltanto nelle corti, ma anche nei vari teatri pubblici, con entrata a pagamento, che stavano nascendo in varie città.

Curiosità

Iter dell’opera lirica: (come nasce un’opera lirica)

  • Committente dell’opera: colui che propone di fare un’opera per un’occasione specifica;
  • Librettista: colui che scrive la trama; 6
  • Compositore: colui che compone le musiche;
  • Impresario teatrale: colui che finanzia l’opera;
  • Direttore d’orchestra;
  • Orchestrali: i musicisti;
  • Cantanti solisti: (che si dividono in ruoli principali e comprimari);
  • Coro;
  • Ballerini;
  • Comparse;
  • Scenografo;
  • Regista;
  • Truccatori;
  • Parrucchieri;
  • Sarti;
  • Macchinisti;
  • Suggeritore;
  • Maestro del coro; 7

Schema che sintetizza i generi musicali del Novecento

Impressionismo — Verismo — Avanguardie musicali

Impressionismo

Massimi esponenti:

  • Debussy (“La cattedrale sommersa”);
  • Ravel (“Bolero”);

Caratteristiche del genere musicale:

  • Gli impressionisti non vogliono rappresentare la realtà in modo oggettivo, ma vogliono trasmettere all’ascoltatore solo delle impressioni, delle emozioni vaghe, indefinite, suggestive.

Verismo

Massimo esponente:

  • Puccini (“Manon Lescaut”, “Bohème”, “Trittico”, “Madama Butterfly”, “Tosca”, “Turandot”);

Caratteristiche del genere musicale:

  • I veristi si dedicano al melodramma. Rappresentano vicende drammatiche e realistiche, amori appassionati, delitti e tradimenti terribili, emozioni violente.

Avanguardie musicali

Massimo esponente:

  • Schönberg (“Pierrot Lunaire”);

Caratteristiche del genere musicale:

  • Genere atonale (senza tonalità);
  • Genere politonale (con molte tonalità);
  • Genere puntillista (genere che usa i suoni in modo staccato, come fossero isolati, come dei puntini di suono);
  • Genere dodecafonico (un sistema che utilizza i 12 suoni della “scala cromatica”, cioè la scala che utilizza tutti semitoni);

Neoclassicismo

Massimi esponenti:

  • Stravinskij (“Pulcinella”, “La sagra della Primavera”);
  • Britten (“Guida del giovane all’orchestra”);
  • Prokofiev (“Pierino e il lupo”);

Caratteristiche del genere musicale:

  • I compositori si ispirano per la loro musica ai grandi autori classici del 1700 (es. Mozart).

Etnomusicologia

Massimi esponenti:

  • Orff (“Carmina Burana”);
  • Bartok (“Danze popolari rumene”);

Caratteristiche del genere musicale:

  • L’etnomusicologia è la scienza che studia le tradizioni musicali (canti e danze) del popolo.

Le origini del verismo

Il verismo ha le sue radici nel Positivismo e nel Naturalismo.

Il Positivismo, il cui nome deriva dall’aggettivo “positivo”, è un movimento filosofico; i positivisti affermano che la ricerca della verità deve essere condotta col metodo scientifico-sperimentale.

Essi credono che sia possibile individuare non solo le leggi scientifiche che riguardano i fenomeni fisici e naturali, ma anche quelle che riguardano il comportamento dell’uomo e la struttura della società.

Da ciò deriva il loro ottimismo: la scienza potrà garantire il progresso dell’umanità sia in campo economico che culturale e sociale.

Il Naturalismo, invece, è una corrente letteraria francese che ha i suoi massimi rappresentanti in Émile Zola, nei fratelli Goncourt e in Guy de Maupassant.

Gli scrittori naturalisti applicano i principi del Positivismo: il romanzo deve rappresentare con rigore scientifico tutte le classi sociali, anche quelle più umili.

Il verismo letterario

Giovanni Verga, contemporaneo di Giacomo Puccini, aderisce come quest’ultimo al movimento verista.

Egli però, al contrario di Puccini, fa parte della corrente letteraria e non musicale di questo movimento.

Il termine “verismo” deriva dalla parola “vero”, ed ha come scopo principale “l’impersonalità”; gli autori veristi infatti vogliono rappresentare la realtà, senza commentarla o interpretarla, cosa che però riuscirà molto difficile, o addirittura quasi impossibile agli autori che comunque (anche se in modo indiretto) ci faranno capire qual è il loro punto di vista rispetto ai fatti narrati.

Ed è proprio Verga ad essere uno dei massimi esponenti di questa corrente letteraria.

Le caratteristiche di questa corrente letteraria sono:

  • Il regionalismo: gli scrittori veristi analizzano e descrivono delle realtà sociali tipiche di una certa regione italiana, e diverse dalle altre perché l’unità d’Italia non si è ancora tradotta in modi di vivere e atteggiamenti culturali comuni; 10
  • Il pessimismo: le opere dei veristi esprimono una concezione pessimista della vita e del destino del popolo;
  • L’impersonalità: gli autori veristi vogliono rappresentare la realtà in modo oggettivo, senza commentarla o interpretarla;
  • Il linguaggio: gli scrittori veristi adottano la lingua nazionale, ma nella struttura delle frasi e nell’uso di alcuni termini imitano i dialetti regionali: riproducono così il modo di esprimersi della gente semplice, senza far ricorso ai dialetti.

La vita e le opere di Verga

Nato nel 1840 a Catania, da una famiglia della piccola proprietà terriera, Verga rivela fin da piccolo un grande interesse per la lettura e tra i sedici e i diciassette anni scrive, senza pubblicarlo, il suo primo romanzo, “Amore e patria”, ispirato alla rivoluzione americana.

Si iscrive alla facoltà di legge, ma non termina gli studi tutto preso dalle vicende storico-politiche (es. lo sbarco di Garibaldi in Sicilia) del suo tempo.

In seguito compone “I carbonari della montagna”, pubblicato nel 1861 a spese dell’autore, il quale vi impegnò la somma destinata al proseguimento degli studi di giurisprudenza, che infatti interruppe.

Giovanni Verga (1840-1922)

Partecipa con passione alle vicende della seconda guerra d’indipendenza (1859), scrivendo su giornali di orientamento patriottico.

Dopo la morte del padre, nel 1865 si stabilisce a Firenze.

Fondamentale negli anni fiorentini è l’incontro con Luigi Capuana.

Nel 1872 stabilisce la propria residenza a Milano, luogo dove il Verga scriverà tutte le sue opere più importanti.

Inoltre è in questi anni che comincia la sua nuova attività di autore per il teatro, con alterne vicende di successi e di fiaschi: per esempio, “Cavalleria rusticana” trionfa a Torino, mentre “In portineria” cade a Milano.

Nel 1893 si ritira nella sua Catania, dopo aver vinto una causa contro il musicista Pietro Mascagni per i diritti d’autore di “Cavalleria rusticana”.

Fedele alle sue idealità patriottiche e unitarie, si oppone al movimento separatista dei “Fasci siciliani” e nel 1896 si fa sostenitore di una più incisiva politica coloniale.

In seguito (1912), aderirà al partito nazionalista.

Il 3 ottobre 1920 viene nominato senatore.

Due anni dopo, il 27 gennaio 1922, muore a Catania, colto da una paralisi cerebrale.

Le opere più importanti

  • “Una peccatrice” e “Storia di una capinera”, due romanzi giovanili che rivelano ancora il gusto romantico;
  • “Nedda”, il primo racconto verista di Verga;
  • “Vita dei campi” e “Novelle rusticane”, due raccolte di racconti che descrivono la lotta per la vita della gente di umili condizioni e i pregiudizi della vecchia e nuova aristocrazia terriera;
  • “I Malavoglia” e “Mastro don Gesualdo”, due romanzi capolavoro del verismo;

Le tematiche del Verga

Nelle sue opere Verga rappresenta la realtà sociale della Sicilia negli ultimi decenni dell’Ottocento.

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Sintesi

Tesina sul 1800

Tesina di terza media sul 1800 che descrive quest'epoca attraverso un percorso di studi multidisciplinare. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il contesto storico nel 1800, il verismo musicale, Giacomo Puccini, le opere scritte da Giacomo Puccini e brevi cenni sulla sua vita, l'impressionismo, Giovanni Verga e il suo pensiero, la Prima guerra mondiale come guerra di posizione, la fine della Prima guerra mondiale e la stipulazione dei Trattati di pace.

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