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Tesi: seconda rivoluzione industriale

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Introduzione

La prima rivoluzione industriale si può distinguere dalla seconda, perché vide la fine del primato dell’Inghilterra: segnò l’ascesa della Germania e degli Stati Uniti, si basò su due nuove fonti di energia, cioè il petrolio e l’elettricità, si crearono nuovi oggetti che entrarono e ne trasformarono la vita quotidiana.

Incominciò intorno al 1870 e proseguì fino al 1945.

Molte furono le invenzioni che influenzarono poi tutte le epoche seguenti.

Tecnica - L’elettricità e il petrolio

Il perno della seconda rivoluzione industriale fu l’elettricità, scoperta da Alessandro Volta alla fine del Settecento, il quale inventò la pila che produceva corrente.

L’elettricità è un insieme dei fenomeni prodotti dalla carica elettrica. Ne fanno parte le forze attrattive, cioè cariche che si uniscono, e forze repulsive, cioè cariche che si respingono.

Le particelle in movimento attorno al nucleo sono elettroni.

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I protoni sono particelle positive, mentre i neutroni sono neutre. L’atomo è come un sistema solare dove all’interno troviamo diverse cariche, sopra descritte. Quando il nucleo perde un elettrone prevalgono i protoni, quindi l’atomo prende il nome di ione positivo.

Invece, se perde un protone e acquista un elettrone, assume la carica negativa e prende il nome di ione negativo.

Gli elettroni, che sono sull’orbita più esterna, possono sfuggire all’attrazione del nucleo, mentre gli elettroni che stanno sull’orbita più vicina sono attirati dal nucleo e quindi non possono più sfuggire.

La sua unità di misura è molto piccola, inutilizzabile, quindi si è deciso di usare un’unità più grande che è 6.22 x 10.

Questa si chiama unità di Coulomb, dal cognome del fisico francese che l’ha inventata.

Quando in un materiale sono presenti tanti elettroni, è possibile farli muovere tutti nello stesso senso, attirandoli con una carica positiva. In questo caso si realizza un flusso ordinato di elettroni che costituisce una corrente elettrica.

Il generatore elettrico è un sistema in grado di generare la corrente elettrica e al suo interno si trova un’energia chiamata forza elettromotrice, cioè la capacità di spostare una carica da un polo all’altro del suo generatore.

Tra i due poli si stabilisce una differenza di potenziale elettrico, detta anche tensione.

La sua unità di misura è il volt, dal cognome del suo inventore Alessandro Volta, che, come accennato, inventò la pila che produceva corrente.

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Scienze - La pila di Volta

La pila è un generatore di corrente elettrica che utilizza l’energia chimica derivante dal contatto delle sostanze conduttrici di elettricità in essa contenute.

Il funzionamento della pila di Volta è dovuto alle reazioni chimiche che avvengono tra i dischetti di rame e di zinco, elettrodi, insieme alla soluzione di acido solforico.

La corrente elettrica va quindi dallo zinco, catodo, al rame, anodo, dentro la soluzione e dal rame allo zinco, all’interno del filo di rame.

La quantità di elettricità che attraversa un circuito elettrico in un secondo si chiama intensità di corrente e la sua formula è:

Ampère

I = Q/t. È la sua unità di misura.

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Per utilizzare l’energia elettrica, abbiamo bisogno di un circuito elettrico.

Il circuito elettrico è composto da:

  • Generatore di energia elettrica, per esempio pila.
  • Un conduttore elettrico, per esempio filo di rame.
  • Un utilizzatore, per esempio lampadina, televisore, eccetera.

Con il circuito aperto l’utilizzatore è inattivo; con il circuito chiuso, al contrario, funziona.

Potremmo avere un circuito elettrico in serie, cioè con lo stesso generatore possiamo attivare più utilizzatori o lampadine allo stesso momento.

Però, se proviamo a spegnerne una, anche tutte le altre si spegneranno poiché la corrente si interrompe.

Per evitare questo, si può creare un circuito in parallelo, dove gli utilizzatori sono direttamente collegati al generatore.

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Numerose furono le invenzioni che caratterizzarono ancora la seconda rivoluzione industriale:

Nel 1860 Antonio Pacinotti inventò la dinamo.

Nel 1871 Antonio Meucci inventò il telefono, però Alexander Graham Bell gli rubò poi il brevetto.

Nel 1876 Thomas Alva Edison inventò il fonografo e nel 1880 inventò la prima lampadina che consentì di vincere il buio; invece, nel 1882 costruì la prima centrale elettrica.

Nel 1844 le comunicazioni erano diventate più rapide grazie al telegrafo, che lo inventò Samuel Morse. Abbinando dei fili in vario modo, essi potevano formare sia lettere sia numeri, il cosiddetto codice Morse dal suo cognome.

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Sintesi

Italiano Verga - storia 800 - arte Van Gogh - tecnologia: la pila di Volt e il circuito elettrico

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