Estratto del documento

Anno scolastico 2010/2011

Istituto Comprensivo

“Dante Alighieri”

Tesina d’esame

Alunno: Matteo Schilardi

Classe 3 sez. B

Indice

  • Storia: Guerra Fredda
  • Antologia: Terrorismo
  • Letteratura: Montale
  • Geografia: America
  • Inglese: John Fitzgerald Kennedy
  • Francese: Le Gouvernement De La France
  • Matematica: Ellisse
  • Scienze: Astronomia
  • Artistica: L’arte Del Secondo Novecento, Informale
  • Musica: Rostropovich
  • Ed. fisica: La Pallavolo
  • Ed. tecnica: La Banca
  • Cittadinanza e Costituzione: O.N.U.

Guerra fredda

Emergono due nuove superpotenze: Usa e Urss

La Seconda guerra mondiale provocò 50 milioni di morti facendo soprattutto strage di civili. L'Europa ne uscì distrutta e fu costretta a cedere il suo antico primato a due nuove superpotenze: gli Stati Uniti, divenuti la nazione più ricca e potente del mondo nonché l'unica a possedere armi atomiche, e l'Unione Sovietica che, pur uscendo dalla guerra in condizioni drammatiche, era dotata anch'essa di un apparato militare gigantesco.

Tre Conferenze ridisegnano i confini del mondo

Il nuovo assetto mondiale fu deciso in tre Conferenze (particolarmente importante fu quella di Yalta, tenutasi nel 1944) cui seguirono i trattati di pace, firmati nel 1947.

Inizialmente la Germania fu spartita in quattro zone d'influenza controllate dagli Alleati; nel 1949 le zone divennero due: la Repubblica federale tedesca (controllata dagli Usa) e la Repubblica democratica tedesca (controllata dall'Urss).

La stessa capitale, Berlino, fu divisa in due. L'Austria, separata dalla Germania, fu spartita in quattro zone e tornò libera e unita solo nel 1955. La Iugoslavia fu affidata a Tito. L'Italia fu privata di tutte le colonie e dell'Albania e riuscì a riavere Trieste solo nel 1954, cedendo però a Tito gran parte dell'Istria con la città di Pola. L'Urss si annetté mezza Polonia e i tre Paesi baltici. Il Giappone perse tutte le colonie nell'Oceano Pacifico e passò sotto il controllo degli Usa.

La Società delle nazioni fu sostituita dall'Onu, mentre tutti i capi di Stato, Stalin compreso, si impegnarono a rispettare i governi democratici e a non intervenire mai nei loro affari interni. Calpestando questi accordi, tra il 1946 e il 1948 Stalin pose sotto lo stretto controllo sovietico i Paesi dell'Est che divennero “satelliti” dell'Urss. Come disse Churchill, sull'Europa calò una cortina di ferro.

L'Europa viene divisa in due blocchi (6-7)

Nel 1948 l'Europa risultò divisa in due blocchi: a est i Paesi socialisti sotto il controllo di Mosca; a ovest i Paesi capitalisti legati agli Americani. Gli Stati Uniti, dove intanto era diventato presidente Harry Truman, vararono il Piano Marshall, un progetto volto a favorire la ricostruzione di sedici nazioni europee, tra le quali l'Italia e la Germania. Gli aiuti furono offerti anche a Stalin, che rifiutò e vietò agli “Stati satelliti” di accettarli.

Comincia la “guerra fredda” (8-10)

Nel 1949 anche l'Unione Sovietica si dotò della bomba atomica. Ciò indusse Truman a creare la Nato, un'alleanza armata contro la quale nel 1955 l'Urss creò il Patto di Varsavia.

Nel periodo 1948-1958 Usa e Urss iniziarono una frenetica corsa agli armamenti e il mondo sembrò più volte sull'orlo di una catastrofe nucleare. Essa però fu definita “guerra fredda” o anche “equilibrio del terrore” perché, proprio a causa di questo pericolo, le due superpotenze non giunsero mai allo scontro diretto. Si scontrarono invece indirettamente alimentando guerre locali nel Terzo Mondo e scatenando una “guerra di spie” di proporzioni mai viste.

In Europa la fedeltà alla Nato divenne una discriminante fra partiti amici e partiti nemici (quelli filosovietici), cui fu negata la possibilità di partecipare al governo dei loro Paesi.

Nel 1989 cadono i blocchi e inizia la globalizzazione (11-14)

Morto Stalin, gli successe Nikita Krusciov che in occasione del XX Congresso del Pcus (1956) denunciò alcuni dei crimini commessi da Stalin e, insieme con i presidenti degli Stati Uniti Eisenhower e Kennedy - e con l'appoggio di papa Giovanni XXIII -, inaugurò la “coesistenza pacifica” fra le due superpotenze. Essa si basava su due princìpi fondamentali: evitare un confronto militare diretto; impegnarsi a non intervenire l'uno negli affari dell'altro.

Nel 1989 cadde il Muro di Berlino, voluto da Krusciov e costruito nel 1961 per impedire la fuga in Occidente dei Tedeschi orientali. Questo fu il primo atto del crollo del sistema sovietico, che si era rivelato incapace di sostenere la svolta liberale di Michaїl Gorbaciov. Nel 1989, infatti, tutti i Paesi satelliti sostituirono i regimi comunisti con governi democratici e molte repubbliche sovietiche si dichiararono indipendenti. L'abbattimento del comunismo ebbe spesso conseguenze drammatiche. Lo scioglimento della Iugoslavia, per esempio, portò a una pulizia etnica della Serbia contro la Bosnia e il Kosovo che, alla fine, provocò l'intervento armato della Nato.

Nel 1991 il successore di Gorbaciov, Boris Eltsin, decretò lo scioglimento dell'Urss e, con le repubbliche restate fedeli, costituì una nuova federazione basata sulla proprietà e il libero scambio. La fine dell'Unione Sovietica e della sua contrapposizione agli Stati Uniti creò per qualche anno l'illusione di un mondo senza barriere caratterizzato dalla globalizzazione. 1

Terrore globale

Un'arma disperata

Il terrorismo si è mostrato in tutta la sua drammaticità con l'attentato alle Torri Gemelle di New York nel 2001, ma è un fenomeno che si è manifestato nel corso dell'intero Novecento ed è andato continuamente crescendo d'intensità. Per certe minoranze o per certi popoli, si tratta spesso dell'ultimo modo possibile di far sentire la loro voce messa a tacere da nazioni più potenti, e nasce spesso da un'ingiustizia che essi hanno patito. Ciò non significa naturalmente che sia in qualche modo scusabile, poiché la sua caratteristica principale è di «colpire nel mucchio», cioè di uccidere civili che non hanno nessuna possibilità di difendersi o addirittura che sono del tutto estranei e innocenti, rispetto alle ingiustizie patite da chi compie l'attentato. Non vi è un unico terrorismo: si può per lo meno distinguere tra «terrorismo separatista» e «terrorismo globale», a seconda che gli attentati siano concentrati in una certa regione e abbiano come scopo quello di ottenerne l'indipendenza da un altro Paese oppure che siano condotti in qualunque punto del mondo, pur di colpire gli interessi di nazioni che sono viste come nemiche della propria civiltà.

Il terrorismo è una forma di lotta politica che consiste in una successione di azioni clamorose, violente e premeditate come attentati, omicidi, stragi, sequestri, sabotaggi, ai danni di enti quali nazioni, governi, gruppi etnici o fedi religiose. Generalmente i gruppi terroristici sono organizzazioni segrete costituite da un numero ridotto di individui: a volte i terroristi si considerano l'avanguardia di un costituendo esercito, dei guerriglieri che combattono per i diritti o i privilegi di un gruppo o pro/contro i predetti enti.

L'attentato alle Twin Towers

L'11 settembre 2001, quattro squadre di dirottatori kamikaze si sono impadronite in volo di altrettanti aerei delle linee interne statunitensi. Due di questi, pilotati dagli stessi dirottatori, sono stati condotti nel cielo di New York e lanciati alle 8,45 del mattino contro le Twin Towers, due altissimi grattacieli gemelli, collocati proprio nella parte più dinamica e centrale della città di cui erano diventati i simboli. Gli edifici erano affollati a quell'ora di impiegati, funzionari e altre persone che vi stavano conducendo affari oppure erano in visita turistica.

Sotto l'urto tremendo, gli edifici si sono spezzati e, dopo un tragico tentativo di soccorso dei Vigili del Fuoco (che hanno perso decine di uomini), sono crollati al suolo, imprigionando nelle loro macerie quanti non erano riusciti a mettersi in salvo. Poco dopo, il terzo aereo si abbatteva a Washington, sull'edificio del ministero della Difesa, il celebre Pentagono, distruggendone una parte; il quarto, sul quale era probabilmente in corso una lotta serrata tra i sequestratori e i passeggeri, è precipitato nelle campagne della Pennsylvania. Il bilancio degli attacchi terroristici si è mostrato subito di proporzioni gigantesche: nel rogo delle Twin Towers sono morte almeno 3000 persone, mentre altre 250 sono decedute tra i passeggeri degli aerei, i loro equipaggi e i dirottatori stessi. Negli Stati Uniti l'impatto emotivo è stato enorme: per la prima volta nella storia il suolo americano era stato attaccato direttamente e con perdite impressionanti. L'opinione pubblica pretendeva che le indagini individuassero con certezza i colpevoli dell'organizzazione di un attentato che tutto il mondo (o quasi) era concorde nel definire odioso e sanguinario. Fin dall'inizio sono stati indicati nello sceicco Osama Bin Laden e nella sua organizzazione terroristica al-Qaeda i responsabili del massacro. Egli era ben noto alla CIA, il Servizio Segreto americano, per aver già colpito uomini e mezzi statunitensi nel corso di attentati compiuti in varie parti dell'Africa negli anni precedenti. Sull'onda dell'emozione, tuttavia, il Presidente Bush ha dichiarato solennemente che era aperta una guerra generale (denominata operazione Enduring Freedom, «Libertà Duratura») al terrorismo e a tutti gli Stati che ne avessero aiutato l'attività o protetto i membri. 5

Osama Bin Laden

Nato il 10 marzo 1957, diciassettesimo dei 52 figli del più ricco costruttore dell'Arabia Saudita, avrebbe scoperto la propria intensa religiosità dopo essere rimasto folgorato dai luoghi santi islamici della Mecca e di Medina. Comincia a formare la sua rete terroristica fin dal 1979. In quell'anno, dopo essersi laureato in ingegneria all'università di Gedda, si unisce alle truppe della resistenza afgana, i mujahedin, per combattere le truppe sovietiche che occupano l'Afghanistan. Nel 1980, infatti, decide di lasciare la casa paterna per prendere parte alla Jihad afghana contro l'Unione Sovietica, trasformandosi in un eroe nella regione.

Un'esperienza che lo porta a radicalizzare il suo odio nei confronti degli Stati Uniti ma anche a prendere le distanze dal paese di origine, l'Arabia Saudita, la cui famiglia regnante viene considerata “troppo poco islamica”. Terminata l'esperienza di guerra contro i sovietici, torna in Arabia Saudita, dove comincia a lavorare per l'azienda di costruzioni di famiglia, il “Saidi Binladen Group”. Tuttavia, a scapito della pacifica esistenza che si andava profilando, sembra divorato da un'irrefrenabile attrazione per le situazioni conflittuali. Ecco allora che si attiva sui fronti caldi del momento e si unisce alle forze che si oppongono alla monarchia regnante, la famiglia Fahd, tanto che di lì a poco viene espulso dal Paese, spogliato della cittadinanza saudita.

Nel 1996 lancia il primo “fatwah”, editto religioso in cui invita i musulmani a uccidere i soldati americani stazionati in Arabia Saudita e Somalia. A questo ne segue un secondo, nel 1998. Nel mirino di bin Laden, stavolta, ci sono anche i civili statunitensi.

Secondo gli investigatori bin Laden è al centro di una coalizione terroristica islamica che vanta numerosi alleati, dall'egiziana al Jihad, agli Hezbollah iraniani, al fronte nazionale islamico sudanese, ai gruppi della jihad in Yemen, Arabia Saudita e Somalia.

Nell'ottobre 1993, 18 militari statunitensi impegnati nell'operazione umanitaria in Somalia vengono uccisi nel corso di un'operazione a Mogadishu. Bin Laden viene condannato nel 1996 con l'accusa di aver addestrato i responsabili dell'attacco. Nell'intervista rilasciata a CNN nel 1997, ammette che a uccidere i soldati americani sono stati i suoi seguaci, insieme a un gruppo di musulmani locali.

Il 7 agosto 1998, otto anni dopo il dispiegamento delle truppe americane in Arabia Saudita, l'esplosione di alcune autobombe fa saltare in aria le ambasciate americane a Nairobi, in Kenya e a Dar es Salaam, in Tanzania, uccidendo centinaia di persone.

Bin Laden ha smentito il proprio coinvolgimento in questi episodi, ma secondo gli inquirenti la sua responsabilità è del tutto evidente dai fax inviati dalla sua cellula londinese ad almeno tre organizzazioni giornalistiche.

Due settimane più tardi, l'allora presidente Usa Bill Clinton (al centro in quel momento dello scandalo Lewinsky), ordina un attacco missilistico contro alcuni campi di addestramento in Afghanistan e un impianto farmaceutico a Kartoum, in Sudan.

Bin Laden sopravvive agli attacchi e viene accusato dalle Nazioni Unite di aver organizzato gli attentati del 1998.

Il 29 maggio 2001 quattro suoi collaboratori vengono condannati al carcere a vita. Diversi altri sospetti rimangono in attesa di processo.

Tra questi, Ahmed Ressam, reo confesso di aver partecipato al piano fallito di far esplodere l'aeroporto internazionale di Los Angeles durante i festeggiamenti del capodanno 2000. Ressam ha detto di aver imparato a maneggiare pistole e fucili in un campo di addestramento in Afghanistan, il Paese che ospita il miliardario saudita.

Il resto è storia recente. Dopo il tragico attentato alle Torri Gemelle di New York, bin Laden è diventato il pericolo numero uno per gli Stati Uniti, che hanno unito le loro forze, insieme a numerosi alleati internazionali, per dare la caccia a quello che è ormai considerato a tutti gli effetti (anche grazie ad alcuni video che lo vedono “dissertare” sulla riuscita dell'attentato), il responsabile morale e materiale della strage newyorchese.

Il 2 maggio 2011 il presidente degli Stati Uniti Barack Obama annuncia che Osama Bin Laden è stato ucciso da un commando americano in una località vicino ad Islamabad, dopo uno scontro a fuoco e che il corpo è stato recuperato dalle forze militari statunitensi. 5

Montale

Eugenio Montale nacque a Genova nel 1896. Trascorse l'infanzia e la giovinezza tra la città natale e Monterosso (La Spezia), nelle Cinque Terre, dove la sua famiglia possedeva una casa. Interrotti ben presto gli studi tecnici, si dedicò alla musica e al canto. Frequentò gli ambienti letterari di Genova e di Torino. Nel 1927 si trasferì a Firenze, dove lavorò presso la casa editrice Bemporad e successivamente fu nominato direttore della biblioteca «Gabinetto Vieusseux», un prestigioso centro culturale, ma nel 1938 fu esonerato dall'incarico perché si era rifiutato di iscriversi al Partito fascista. Dopo la Seconda guerra mondiale si trasferì a Milano, dove lavorò come redattore al «Corriere della Sera» e come critico musicale presso il «Corriere d'informazione». In quegli anni pubblicò molti brevi racconti, articoli, interviste e raccolte di poesie. Nel 1962 fu nominato senatore a vita e nel 1975 ricevette il premio Nobel per la Letteratura. Morì a Milano nel 1981.

Delle sue raccolte di poesie ricordiamo: Ossi di seppia (1925), Le occasioni (1939), La bufera e altro (1956), Satura (1971). I temi fondamentali della sua poetica sono: il male di vivere, cioè il dramma dell'esistenza; la solitudine e il dolore dell'uomo moderno; il trascorrere inesorabile del tempo.

Spesso il male di vivere

«Il male di vivere» è forse la definizione più nota della visione della vita di Montale. «Il male di vivere» è la sofferenza, il dolore che è presente nelle cose, negli animali, nelle persone, insomma in tutti gli esseri del creato. L'unico rimedio al «male di vivere» è l'indifferenza, considerata dal poeta un dono meraviglioso e divino perché ci consente di resistere al dolore.

1. Il rivo... gorgoglia: ruscello che, incanalato in uno stretto passaggio, non scorre fluido e perciò gorgoglia, produce un rumore rauco.

2. Riarsa: inaridita, bruciata.

3. Bene... Indifferenza: conobbi altro bene, altra possibilità di salvezza per contrastare il dolore, all'infuori del dono meraviglioso e divino dell'Indifferenza.

4. Era la statua... levato: le immagini dell'Indifferenza sono: la statua immobile nella sonnolenza del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

Metro: due quartine di endecasillabi, a eccezione dell'ultimo verso (quattordici sillabe), rimati secondo lo schema ABBA, CDDA.

Spesso il male di vivere ho incontrato:

era il rivo strozzato che gorgoglia, era

l'incartocciarsi della foglia riarsa, era il

cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio che schiude la

divina Indifferenza: era la statua nella

sonnolenza del meriggio e la

nuvola e il falco

alto levato.

Ossi di seppia, Tutte poesie, (da in Mondadori, Milano)

Spesso il mal di vivere

Il tema è il male del vivere, il dolore, che il poeta ha incontrato ad ogni passo, in ogni aspetto della natura: nelle cose inanimate (riva), nelle piante (foglia), negli animali (cavallo).

La poesia è costituita da un parallelismo tra le due strofe: ad un’affermazione iniziale seguono gli oggetti simbolici che la spiegano. Nella prima quartina tutto ruota intorno alla parola “male” mediante tre immagini di vita interrotta: il ruscello ostacolato nel suo corso, l’incartocciarsi della foglia inaridita, il cavallo sfinito dalle fatiche e stramazzato al suolo.

Anteprima
Vedrai una selezione di 13 pagine su 56
Terrorismo: dal Novecento ad oggi Pag. 1 Terrorismo: dal Novecento ad oggi Pag. 2
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Terrorismo: dal Novecento ad oggi Pag. 6
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Terrorismo: dal Novecento ad oggi Pag. 11
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Terrorismo: dal Novecento ad oggi Pag. 16
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Terrorismo: dal Novecento ad oggi Pag. 21
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Terrorismo: dal Novecento ad oggi Pag. 26
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Terrorismo: dal Novecento ad oggi Pag. 31
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Terrorismo: dal Novecento ad oggi Pag. 36
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Terrorismo: dal Novecento ad oggi Pag. 41
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Terrorismo: dal Novecento ad oggi Pag. 46
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Terrorismo: dal Novecento ad oggi Pag. 51
Anteprima di 13 pagg. su 56.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Terrorismo: dal Novecento ad oggi Pag. 56
1 su 56
Sintesi

Storia: la guerra fredda

  • Antologia: il terrorismo
  • Letteratura: Eugenio Montale
  • Geografia: l'America
  • Inglese: John Fitzgerald Kennedy
  • Francese: le gouvernement de la France
  • Matematica: l'ellisse
  • Scienze: astronomia
  • Artistica: l’arte del secondo Novecento
  • Musica: Mstislav Rostropovich
  • Ed. Fisica: la pallavolo
  • Ed. Tecnica: la banca
  • Cittadinanza e Costituzione: l'O.N.U
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi